Riepilogo veloce
  • In THE BALANCE l’assistenza viene organizzata attorno alla persona, non attorno a programmi, volumi o logiche di capacità.
  • Definisce un modo di operare che privilegia profondità, continuità e responsabilità quando la complessità richiede contenimento clinico e coerenza, più che interventi frammentati o orientati al volume.

In THE BALANCE l’assistenza viene organizzata attorno alla persona, non attorno a programmi, volumi o logiche di capacità. “Un cliente alla volta” è un principio clinico e di governance, non un modello commerciale. Definisce un modo di operare che privilegia profondità, continuità e responsabilità quando la complessità richiede contenimento clinico e coerenza, più che interventi frammentati o orientati al volume. L’obiettivo è tutelare l’integrità del trattamento e la sicurezza del percorso, non creare esclusività.

PERCHÉ LA FOCALIZZAZIONE È DETERMINANTE NEI CASI COMPLESSI

Le persone che accedono a THE BALANCE presentano spesso quadri stratificati e interdipendenti. Possono includere:

  • condizioni di salute mentale in comorbilità con esperienze traumatiche
  • problematiche correlate a sostanze associate a sofferenza psicologica
  • disregolazioni fisiologiche con impatto sulla stabilità emotiva
  • pressioni relazionali, professionali o sistemiche

In questi contesti, un’attenzione discontinua o divisa può compromettere sicurezza, coerenza clinica e fiducia. “Un cliente alla volta” consente di sostenere la complessità in modo responsabile, con un presidio clinico non frammentato.

PROFONDITÀ PRIMA DELLA DISTRIBUZIONE

L’assistenza erogata secondo questo principio privilegia:

  • attenzione clinica non interrotta
  • continuità delle relazioni terapeutiche
  • valutazione e rivalutazione lungo l’intero percorso
  • riduzione di interferenze esterne e interne al setting
  • spazio per integrazione clinica, evitando escalation non necessarie

La priorità è la profondità del lavoro clinico, non la distribuzione delle risorse su più percorsi in parallelo.

STRUTTURA, NON ISOLAMENTO

“Un cliente alla volta” non equivale a isolamento né a mancanza di collaborazione. Significa che:

  • il percorso è coordinato attorno a un’unica persona
  • i contributi multidisciplinari sono sequenziati e allineati agli obiettivi clinici
  • la direzione clinica mantiene visione d’insieme e coerenza decisionale
  • la persona non è chiamata a gestire da sola la complessità del percorso

La struttura tutela l’aggancio terapeutico e la qualità del processo.

RESPONSABILITÀ E LIMITI

Questo assetto attribuisce una responsabilità chiara all’istituzione e richiede:

  • criteri di ammissione selettivi e motivati clinicamente
  • limiti definiti di capacità operativa
  • disponibilità a non accettare casi quando non sussistono le condizioni di appropriatezza
  • revisione clinica continua e documentata

“Un cliente alla volta” si sostiene attraverso misura e disciplina organizzativa, non attraverso scala.

IMPATTO SUL PROCESSO DI TRATTAMENTO

Lavorare con una persona alla volta supporta:

  • valutazioni più accurate e meno esposte a variabili di contesto
  • una definizione dei tempi rispettosa di tolleranza e prontezza clinica
  • riduzione della pressione a “performare” o a procedere oltre quanto indicato
  • maggiore possibilità di lavoro trauma-informed, con adeguato contenimento
  • una base più solida per la stabilità nel lungo periodo

L’obiettivo non è l’intensità fine a sé stessa, ma la precisione clinica.

COSA NON È QUESTO PRINCIPIO

Per evitare equivoci, “Un cliente alla volta” non significa:

  • esiti garantiti
  • cambiamento accelerato
  • intervento costante o non indicato
  • assenza di confini
  • accondiscendenza o iper-erogazione di prestazioni

Significa un ingaggio accurato e focalizzato, entro un quadro governato e verificabile.

RELAZIONE CON LA PRESA IN CARICO DI LUNGO PERIODO

La focalizzazione sostiene un cambiamento sostenibile quando viene integrata nel tempo. “Un cliente alla volta” crea le condizioni per:

  • un’alleanza terapeutica significativa
  • integrazione tra discipline e interventi
  • continuità oltre le fasi più intensive
  • transizioni ponderate verso la vita quotidiana, con adeguati passaggi di consegne

La stabilità nel lungo periodo dipende dalla struttura della cura e dalla sua coerenza, non dalla quantità di interventi erogati.

UNA NOTA DI PRUDENZA

Non ogni situazione richiede questo livello di focalizzazione. Quando un assetto diverso risulta clinicamente più appropriato, viene discusso in modo trasparente e responsabile. “Un cliente alla volta” è un principio applicato quando serve la persona e la sicurezza del percorso; non è un’impostazione automatica per ogni caso.