La melatonina è un ormone naturale prodotto dalla ghiandola pineale, fondamentale per regolare il ritmo sonno-veglia e favorire un riposo di qualità.
Con l’avanzare dell’età, lo stress o l’esposizione prolungata alla luce artificiale, la sua produzione può diminuire, causando insonnia, difficoltà di addormentamento e risvegli notturni.
In questi casi, gli integratori di melatonina possono rappresentare un valido supporto, ma il loro uso deve essere sempre consapevole e supervisionato da un medico.
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La melatonina è un ormone naturale prodotto dalla ghiandola pineale, fondamentale per regolare il ritmo sonno-veglia e favorire un riposo di qualità. Con l’avanzare dell’età, lo stress o l’esposizione prolungata alla luce artificiale, la sua produzione può diminuire, causando insonnia, difficoltà di addormentamento e risvegli notturni. In questi casi, gli integratori di melatonina possono rappresentare un valido supporto, ma il loro uso deve essere sempre consapevole e supervisionato da un medico.
In questo articolo scoprirai che cos’è la melatonina, quando assumerla, quali benefici offre, ma anche le controindicazioni, le interazioni farmacologiche e i possibili effetti collaterali. Approfondiremo inoltre la posologia ideale, i rischi da sovradosaggio e i migliori consigli per un uso sicuro ed efficace, in linea con le evidenze scientifiche più aggiornate. Che tu voglia migliorare la qualità del sonno o semplicemente conoscere meglio questo ormone naturale, qui troverai tutte le informazioni affidabili per farlo in modo sicuro e informato.
La melatonina è un ormone che viene prodotto naturalmente dal corpo umano (in particolare dall’epifisi o ghiandola pineale) ed è responsabile della regolazione del ritmo circadiano. Essa viene sintetizzata di notte, col buio. Infatti, alcuni fotorecettori presenti nella retina, con il calar del sole, inviano segnali al cervello per produrre la melatonina. Questo ormone ha concentrazioni ematiche alte durante la notte e basse durante il giorno.
La melatonina endogena (cioè, quella prodotta internamente dall’organismo) regola il ciclo sonno-veglia ed è strettamente correlata all’alternanza luce-oscurità. Quando arriva il buio, il cervello sintetizza la melatonina per segnalare al corpo che è il momento di dormire. Questo ormone, infatti, induce l’addormentamento. Tuttavia, la produzione di melatonina varia con l’età:
I neonati non sono in grado di sintetizzarla da soli prima del quarto o sesto mese di vita. Fino a quel momento, ricevono la melatonina dalla madre, attraverso il latte materno. Intorno ai 3 anni, la produzione di tale ormone raggiunge il suo picco nei bambini;
Con la terza età, la produzione di melatonina tende ad abbassarsi, motivo per cui molti anziani hanno difficoltà di addormentamento, si svegliano più volte durante la notte e soffrono di risvegli mattutini precoci.
La melatonina, oltre a svolgere un ruolo chiave nella regolazione del ritmo sonno-veglia, aiuta anche a:
Migliorare la salute delle ossa;
Ridurre l’infiammazione e prevenire il danno cellulare, grazie al suo potere antiossidante e antinfiammatorio;
Regolare il sistema immunitario, cardiocircolatorio, riproduttivo e contribuire al sano sviluppo fetale;
Migliorare la modulazione del dolore.
Disclaimer: le informazioni fornite non sono necessariamente esaustive
Gli integratori di melatonina si trovano in commercio sotto forma di capsule, compresse, polvere, gocce, caramelle gommose e quant’altro. In genere, vengono utilizzati dalle persone che hanno difficoltà di addormentamento e soffrono di frequenti risvegli notturni o risveglio mattutino precoce. L’integrazione si è dimostrata particolarmente efficace nei seguenti casi:
Problemi di insonnia temporanea (non cronica);
Disturbi correlati al fuso orario, come il jet-leg;
Alterazione del ritmo circadiano, spesso causato dal lavoro su turni.
Tra i benefici dell’assunzione di melatonina troviamo il miglioramento del riposo e, come diretta conseguenza, ridotta stanchezza durante il giorno. Inoltre, grazie al suo potere antiossidante che contrasta l’azione dei radicali liberi, aiuta a mantenere le cellule giovani. Infine, influisce positivamente anche in caso di disturbi neurologici, che spesso rendono difficoltoso il rilassamento notturno.
Disclaimer: le informazioni fornite potrebbero non essere esaustive.
Sebbene la melatonina sia un ormone prodotto naturalmente, esistono alcuni casi in cui l’integrazione è controindicata. Ad ogni modo, prima di assumere qualsiasi integratore, è bene consultare il proprio medico curante.
Melatonina per dormire controindicazioni:
Allergia o ipersensibilità (accertata o presunta) alla melatonina o a qualsiasi altro componente dell’integratore;
Patologie epatiche, renali e autoimmuni (come lupus eritematoso sistemico, il diabete di tipo 1 o l’artrite reumatoide);
Per quanto riguarda l’integrazione di melatonina gravidanza, non vi sono abbastanza studi scientifici che ne accertano la completa sicurezza per la madre e per il feto durante la gestazione. Per tale motivo, è indispensabile rivolgersi al proprio medico prima di integrare la melatonina o assumere qualsiasi altro integratore sia in gravidanza che durante l’allattamento al seno.
Invece, per quanto riguarda melatonina bambini controindicazioni, vi sono alcune informazioni da conoscere. La melatonina in età pediatrica è generalmente sicura, essendo una sostanza che viene prodotta naturalmente dall’organismo e, quindi, ben tollerata. Il pediatra potrebbe consigliarla per trattare i disturbi del sonno legati all’ADHD o all’autismo. Tuttavia, non è priva di effetti collaterali sui bambini, che possono manifestare sonnolenza diurna, mal di testa, vertigini e nausea. Inoltre, è controindicata nei bambini che soffrono di epilessia, malattie autoimmuni e allergia ai componenti del prodotto. L’uso della melatonina nei bambini è sconsigliato senza specifico consulto medico.
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La melatonina è una sostanza considerata piuttosto sicura, se si segue la posologia indicata dal medico (o riportata nel foglietto illustrativo dell’integratore) o se non si assume in combinazione con farmaci con cui potrebbe interagire. Nonostante ciò, gli effetti indesiderati melanina che possono manifestarsi includono:
Effetti collaterali comuni:
Sonnolenza diurna;
Mal di testa;
Vertigini.
Effetti collaterali poco comuni:
Depressione;
Aumento della frequenza cardiaca (tachicardia);
Psicosi;
Aumento della pressione sanguigna (ipertensione);
Ansia;
Irrequietezza;
Disturbi del movimento;
Secchezza delle fauci;
Debolezza;
Infiammazioni della cute;
Malessere addominale;
Reazioni allergiche;
Colorazione giallastra della pelle e degli occhi (ittero).
Effetti collaterali rari:
Aumento o calo della libido;
Svenimenti;
Sete anomala;
Alterazione dell’umore;
Crampi muscolari notturni;
Diminuzione delle piastrine e del sodio nel sangue.
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La melatonina può interferire con diverse classi di farmaci e causare anche serie ripercussioni sulla salute del paziente. Tra queste, vi sono:
Farmaci sedativi, come le benzodiazepine, i sedativi ipnotici e i depressori del sistema nervoso centrale. Tali medicinali possono potenziare l’effetto della melatonina, così come la melatonina può aumentare gli effetti sedativi di tali farmaci, in quanto entrambi creano sonnolenza;
Farmaci anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici, come l’ibuprofene, l’aspirina e l’eparina. La melatonina riduce la coagulazione sanguigna e, se combinata ad altri farmaci anticoagulanti, potrebbe causare significativi sanguinamenti in caso di lesione, anche pericolosi per la vita;
Immunosoppressori: la melatonina rafforza il sistema immunitario, motivo per cui se somministrata con farmaci che lo inibiscono, potrebbe ridurre l’effetto immunosoppressivo di questi ultimi;
Farmaci per il diabete e insulina: la melatonina aumenta i livelli glicemici nel sangue. Se assunta da un diabetico o da una persona che assume farmaci ipoglicemizzanti, potrebbe annullarne o contrastarne gli effetti, con pericolose conseguenze per il soggetto;
Contraccettivi ormonali, come la pillola anticoncezionale. La combinazione di melatonina e pillola può causare forte sonnolenza, in quanto il contraccettivo stimola la produzione di melatonina endogena;
Farmaci antiepilettici: la melatonina può ridurre gli effetti di tali farmaci e aumentare il rischio di crisi convulsive;
Antipertensivi (farmaci che abbassano la pressione sanguigna): la melatonina può ridurre o contrastare l’effetto di questi medicinali;
Alcuni inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, come la fluvoxamina, utilizzati per trattare la depressione maggiore. Tali farmaci potenziano l’effetto sedativo della melatonina.
Altri farmaci e sostanze che possono interferire con la melatonina includono:
I F.A.N.S. (farmaci antinfiammatori non steroidei);
Corticosteroidi;
Narcotici.
Prima di prendere un integratore di melatonina, è indispensabile consultare il proprio medico curante, a maggior ragione se si stanno assumendo altri farmaci.
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Il dosaggio di melatonina, di norma, viene stabilito dal medico. Infatti, a seconda del disturbo del paziente, il medico può consigliare integratori a rilascio rapido (che favoriscono l’addormentamento) o a rilascio lento (che, in più, riducono i risvegli notturni). In alternativa, anche il farmacista può consigliare un tipo di integratore piuttosto che un altro. In linea generale, i dosaggi degli integratori in commercio variano da 0,3 a 5 mg (ossia il dosaggio massimo consigliato). Tuttavia, in Europa e, quindi, anche in Italia, per i dosaggi superiori a 1 mg, è necessaria la prescrizione medica. Inoltre, per trarne il massimo beneficio, è essenziale prestare attenzione all’orario di assunzione. Infatti, si consiglia di assumere la melatonina circa 30 minuti prima di coricarsi, cosicché possa fare effetto e indurre l’addormentamento.
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Non sono noti casi di sovradosaggio significativi di melatonina. Per sovradosaggio si intende quando una persona assume una dose eccessiva di un determinato farmaco o sostanza o quando aumenta la frequenza di utilizzo. Può capitare che un soggetto con disturbi del sonno assuma più melatonina del dovuto e questo può risultare controproducente e causare la comparsa di effetti collaterali, come:
Difficoltà di addormentamento;
Sonno disturbato o risvegli notturni;
Mal di testa;
Sbalzi d’umore;
Dolori articolari;
Vertigini;
Diarrea;
Ipertensione.
Se presa da sola, la melatonina è considerata piuttosto sicura. Tuttavia, il rischio di complicazioni aumenta quando viene associata ad altri farmaci con cui può interferire. In tal caso, il rischio di complicazioni da sovradosaggio o poliuso è concreto e può comportare pericolose conseguenze per la salute dell’individuo. Al fine di evitare tale evenienza, si raccomanda di seguire la posologia indicata dal medico.
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Per evitare di incorrere in spiacevoli conseguenze, è bene seguire alcuni accorgimenti quando si assume un integratore di melatonina. Tra questi, vi sono:
Rispettare la posologia e la frequenza di assunzione consigliata dal medico;
Prima di iniziare a prendere un integratore di melatonina, consultare il proprio medico, specialmente se si soffre di determinate condizioni di salute o se si stanno assumendo altri medicinali;
Informare il medico di tutti i medicinali, i prodotti da banco, naturali, fitoterapici, omeopatici e altri integratori che si stanno assumendo;
Evitare di guidare o di utilizzare macchinari sotto l’effetto della melatonina, in quanto causa sonnolenza e altera la vigilanza, nonché la facoltà di guida del soggetto;
Prendere la melatonina mezz’ora prima di coricarsi e assicurarsi di aver tempo a sufficienza per un riposo ottimale;
Migliorare l’igiene del sonno e adottare abitudini sane che possano indurlo naturalmente, senza l’utilizzo di integrazione. Tra queste, vi sono, per esempio: regolare esercizio fisico, riduzione dell’esposizione agli schermi prima di andare a dormire, seguire un’alimentazione sana ed equilibrata (la melatonina, infatti, si trova naturalmente in diversi cibi), cercare di mettersi a letto sempre alla stessa ora e quant’altro.
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In commercio, la melatonina viene spesso associata a tisane di erbe, come la camomilla e la melissa, che di per sé hanno già un effetto rilassante. In genere, la camomilla con melatonina non fa male in persone sane, ma aiuta a conciliare il sonno. Tuttavia, nonostante sia presente in dosaggi più bassi, è controindicata in soggetti che presentano diverse patologie o stanno assumendo altri farmaci (visitare la sezione “Controindicazioni” e “Interazioni farmacologiche” di questo articolo. Si ricorda che non sono esaustive). Per qualsiasi dubbio circa la sicurezza di assunzione, è necessario consultare il proprio medico curante.
Quando smettere di prendere la melatonina?
Non vi sono evidenze note delle conseguenze di assunzione della melatonina a lungo termine (oltre i 3 mesi). Tuttavia, gli esperti consigliano di assumerla occasionalmente al bisogno e di interromperne l’utilizzo una volta che il ritmo sonno-veglia è stato ripristinato. Infatti, ricordiamo che la melatonina non viene utilizzata come trattamento dell’insonnia cronica. Alcune accortezze da adottare quando si vuole smettere di prendere la melatonina includono:u003cbru003eConsultare il proprio medico, che potrebbe consigliare di ridurre il dosaggio gradualmente al fine di evitare l’insorgenza di sintomi di rimbalzo, come difficoltà di addormentamento o risvegli frequenti;u003cbru003ePrestare attenzione ai cambiamenti e ai sintomi durante l’interruzione di melatonina: il corpo potrebbe aver bisogno di qualche tempo per riadattarsi. Qualora notassi dei sintomi particolari, rivolgiti al tuo medico di fiducia;u003cbru003eRipristinare il sonno naturalmente: cerca di adottare comportamenti che favoriscano l’addormentamento, come evitare le luci blu prima di dormire o di impegnarti in attività fino a tarda notte. Fare esercizio fisico, seguire una dieta bilanciata e provare tecniche di rilassamento possono aiutare a favorire il sonno.
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