- Non privo di effetti collaterali, il pregabalin rimane uno dei farmaci più prescritti al mondo, sia nella sua versione commerciale più diffusa (Lyrica) che nelle varie formulazioni generiche.
- Nel caso del dolore neuropatico, è consigliabile iniziare la terapia assumendo 150mg al giorno di Lyrica, da suddividersi in 3 assunzioni.
- La risposta del soggetto e la tollerabilità al farmaco detteranno in modo importante il percorso da seguire per il resto della terapia.
Settantesimo farmaco più venduto negli Stati Uniti nel 2018, con oltre 11 milioni di prescrizioni, Lyrica è un composto approvato dalla FDA statunitense per uso medico ed in commercio dal 2004, largamente utilizzato come anticonvulsivante e ansiolitico nel trattamento di epilessia, neuropatie, disturbo d’ansia generalizzata, ed un ampio ventaglio di altre condizioni. Non privo di effetti collaterali, il pregabalin rimane uno dei farmaci più prescritti al mondo, sia nella sua versione commerciale più diffusa (Lyrica) che nelle varie formulazioni generiche.
Sebbene il farmaco sia stato approvato come terapia per innumerevoli condizioni mediche, la maggior parte delle prescrizioni riguardano il trattamento di:
- dolore neuropatico (sia del sistema nervoso centrale che periferico)
- epilessia
- disturbo d’ansia generalizzata nell’adulto
Non varia sensibilmente la posologia indicata per il trattamento dei vari disturbi. Nel caso del dolore neuropatico, è consigliabile iniziare la terapia assumendo 150mg al giorno di Lyrica, da suddividersi in 3 assunzioni. La risposta del soggetto e la tollerabilità al farmaco detteranno in modo importante il percorso da seguire per il resto della terapia. In mancanza di reazioni avverse o in caso di risposta parziale al pregabalin, il dosaggio può essere portato a 300mg al dì dopo 3-7 giorni, e nuovamente raddoppiato dopo altri 7 giorni. Rimangono pressoché identiche le linee guida posologiche nei soggetti con ansia generalizzata ed epilessia.
L’utilizzo di Lyrica nei pazienti con dolore neuropatico è solitamente riconducibile a patologie preesistenti che spesso annoverano questo sintomo fra le possibili manifestazioni, come ad esempio diabete(sia di tipo I che di tipo II) e l’infezione da herpes zoster. Generalmente, le nevralgie hanno carattere cronico, e sono il risultato di un danno alle strutture del sistema nervoso.
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L’esperienza del dolore neuropatico non è solamente descritta in modo diverso dai pazienti che ne sono affetti, ma la sintomatologia può variare in maniera significativa e risentire di variazioni importanti anche su base giornaliera. I soggetti affetti da dolore neuropatico possono sperimentare sensazioni di forte calore (o bruciore), crampi, dolore acuto, formicolio ed intorpidimento. Il dolore neuropatico può inoltre essere riconducibile ad una sofferenza psicologica del soggetto (stress, depressione), o presentarsi come manifestazione secondaria di patologie come la Sclerosi Multipla (di cui l’intorpidimento può essere il sintomo d’esordio) o neoplasie del sistema nervoso centrale.
Lyrica viene inoltre utilizzato nel trattamento di alcune forme di epilessia dell’adulto. Ad oggi, il pregabalin non è ritenuto il trattamento d’elezione per questa condizione, e viene utilizzato principalmente come adiuvante nel caso in la terapia farmacologica antiepilettica prescritta dal curante non riesca a controllare i sintomi.
Altra applicazione molto comune di Lyrica, è nel trattamento del disturbo d’ansia generalizzata nell’adulto. Caratterizzato da una forte e persistente ansia accompagnata da una costante preoccupazione, entrambe difficilmente gestibili dal soggetto, il GAD (Generalized Anxiety Disorder) può presentare, oltre alle manifestazioni classiche, una serie di sintomi come:
- irrequietezza
- tensione muscolare
- stanchezza e affaticabilità
- difficoltà di concentrazione
- disturbi della memoria
- disturbi del sonno (insonnia e ipersonnia)
Così come per il trattamento dell’epilessia, Lyrica non è un trattamento di prima linea per il disturbo d’ansia generalizzata, e viene solitamente considerata un’alternativa ai farmaci più utilizzati (in primis benzodiazepine e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina), qualora essi non riescano a rendere gestibile la sintomatologia.
L’assunzione di Pregabalin può avere degli effetti collaterali, la cui manifestazione può variare in termini di incidenza a seconda del sintomo. Fino al 10% dei pazienti in cura con Lyrica accusa giramenti di testa, sonnolenza, astenia e cefalea.
Nell’intorno dell’1% è invece stimata l’incidenza dei pazienti che accusano:
- aumento dell’appetito
- disorientamento e calo della libido
- irritabilità
- disturbi dell’attenzione con perdita di memoria
- tremore; disartria
- disturbi del sonno
- secchezza delle fauci
- gonfiore
- aumento ponderale
Effetti collaterali rari
Effetti collaterali molto rari, che solitamente si manifestano in circa un paziente su mille, includono:
- perdita dell’appetito con calo ponderale e possibile ipoglicemia o iperglicemia, alterata percezione del sé con disforia, sintomatologia depressiva, irritabilità, afasia, allucinazioni visive e uditive, attacchi di panico, ottundimento emotivo, aggressività ed euforia, disturbi cognitivi con difficoltà di ideazione e disturbi della sfera sessuale.
- Disturbi della vita, nistagmo, visione tubulare, bagliori di luce all’interno del campo visivo, riduzione nella prontezza dei riflessi, disturbi dell’equilibrio e del movimento, sensazione di bruciore, formicolio ed intorpidimento, perdita del gusto e dell’olfatto, alterazione dello stato di coscienza, svenimento, dolore toracico con disturbo del ritmo cardiaco e della pressione sanguigna.
- Aumento della sudorazione, brividi, febbre, crampi muscolari, gonfiore alle articolazioni accompagnata da rigidità muscolare, miopatia, incontinenza urinaria.
- Debolezza muscolare, alterazione della percezione della sete, alterazione dei normali valori ematici, soprattutto della funzionalità epatica e renale, con aumento della creatinemia e riduzione dei livelli di potassio.
- Alterazione del ciclo mestruale, mestruazioni accompagnate da dolore insolitamente forte.
L’insorgenza di effetti collaterali deve sempre essere comunicata al medico curante, affinché si possa valutare la sospensione o la riduzione di Lyrica. Nella fase di valutazione della sintomatologia, il medico deve anche analizzare le possibili interazioni del pregabalin con altri farmaci, come antidolorifici e antispastici, molto spesso associati all’assunzione di Lyrica.
Effetti Collaterali: Manifestazioni Psichiatriche
In alcuni soggetti, la terapia con Lyrica può comportare, anche a bassi dosaggi, l’insorgenza di svariati effetti collaterali di carattere psichiatrico, fra cui:
- sviluppo di tratti depressivi, con possibili tendenze suicide
- insorgenza di crisi d’ansia e panico (o peggioramenti della condizione preesistente), alterazione della percezione di sé
- aggressività
- euforia
- irritabilità
I pazienti possono inoltre fare esperienza di allucinazioni, depersonalizzazione, derealizzazione. In caso di effetti collaterali a seguito dell’assunzione di Lyrica, è necessario mettersi immediatamente in contatto con il curante.
A differenza di altri farmaci con i quali Lyrica condivide il trattamento di alcune condizioni, come ad esempio le benzodiazepine e gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina nel trattamento del disturbo d’ansia generalizzato, il pregabalin non è un farmaco solitamente associato allo sviluppo di dipendenza nei soggetti che ne fanno uso.
Secondo l’Agenzia Europa del Farmaco, tuttavia, in letteratura medica sono stati riportati diversi casi di pazienti che hanno sviluppato una sintomatologia riconducibile alla dipendenza.
Diventa quindi necessario, prima della prescrizione di Lyrica, procedere ad un’attenta raccolta dell’anamnesi del paziente, con particolare enfasi sulla storia farmacologica del soggetto. In caso di precedente suscettibilità all’assunzione di altri medicinali, è bene valutare l’utilizzo di altri composti.
Lo sviluppo della dipendenza è solitamente associato ad un utilizzo di Lyrica prolungato nel tempo e ad alti dosaggi, prerogativa del trattamento di condizioni mediche. Essendo un farmaco per il quale è possibile sviluppare resistenza, non è raro che i pazienti decidano (spesso senza consultare il curante) di aumentare i dosaggi del medicinale per preservarne l’efficacia.
In un piccolo subset di pazienti, questo tuttavia può innescare un circolo vizioso nel quale il soggetto si vede “costretto” ad incrementare la dose di Lyrica oltre la soglia di guardia, aumentando quindi il rischio di tossicità soprattutto a livello epatico e renale, nonché di dipendenza.
Alla smessa del farmaco, alcuni soggetti possono lamentare il manifestarsi di una serie di effetti indesiderati, come:
- tremori
- difficoltà di concentrazione
- sudorazione eccessiva
- alterazione della percezione del sé
- disturbi del sonno (insonnia, ipersonnia)
Come ogni sostanza psicoattiva, l’interruzione della terapia deve essere attentamente monitorata dal medico curante. Anche in presenza di effetti collaterali a seguito di un’esposizione breve al farmaco, è consigliabile la graduale smessa di Lyrica con una diminuzione progressiva del dosaggio.
Astinenza da Lyrica: sintomi e finestre di recupero
I sintomi da astinenza sperimentati da alcuni pazienti, possono includere:
- insonnia
- mal di testa
- nausea
- ansia
- diarrea
- depressione e/o nervosismo
- dolore
- convulsioni
- disturbi dell’equilibrio
tutti indicativi di una dipendenza fisica. Solitamente, a seguito della manifestazione di questi sintomi ed in assenza di ulteriori esposizioni al composto, gli effetti indesiderati dell’astinenza tendono a rientrare nel giro di 3-8 settimane. E’ consigliabile, in questi casi, accompagnare la smessa del proglabadin alla sospensione temporanea della terapia con altre sostanze psicoattive.
L’assunzione di Lyrica è solitamente da ricondursi al trattamento di patologie i cui sintomi interferiscono con la vita del paziente, rendendo difficoltoso lo svolgimento delle normali attività quotidiane.
Tuttavia, a causa degli effetti psicoattivi del composto, che possono indurre una sensazione di euforia, rilassatezza e calma, Lyrica è spesso utilizzato come sostanza ricreativa, soprattutto in individui di giovane età. Sovente mescolata ad alcol, oppiacei, o sostanze stupefacenti come eroina e cocaina, il mix di queste sostanze solitamente avviene abusando del pregabalin e assumendolo ben oltre la dose consigliata.
Le terapie prescritte per i disturbi delle varie patologie, prevedono dei dosaggi giornalieri fra i 150 e i 600mg, da dividersi in due o tre somministrazioni nell’arco della giornata. Ma queste soglie vengono raramente osservate da chi assume il composto a fini ricreativi, che ricercando gli effetti psicoattivi del composto (fra cui un particolare stato di ebbrezza dato da Lyrica, definito come “molto simile a quello dell’acol”) arriva a superare di molte volte i dosaggi indicati come massimi.
Il sovradosaggio di pregabalin può provocare numerosi effetti collaterali, come:
- difficoltà respiratorie
- alterazioni del battito cardiaco e della pressione sanguigna
- incapacità di formare ricordi
- stato alterato di coscienza con grave compromissione della capacità di giudizio
Nei casi più gravi, il sovradosaggio di Lyrica (specie se assunto con alcol o altre sostanze stupefacenti), può portare ad una forte depressione respiratoria, ad una marcata bradicardia, al coma e alla morte.
Come già accennato nei paragrafi precedenti, l’uso di pregabalin a fini ricreativi è solitamente associato con il consumo di alcol. Tuttavia, il mix fra Lyrica e bevande alcoliche aumenta notevolmente il rischio di effetti collaterali, non solo per la combinazione dei due effetti depressivi a livello del sistema nervoso centrale, ma anche la spiccata compromissione della capacità di giudizio che può derivare sia dall’alcol che da un sovradosaggio del composto farmaceutico.
I pazienti in terapia con Lyrica dovrebbero evitare l’assunzione di alcol, e il consumo saltuario (e moderato) di bevande alcoliche dovrebbe essere sempre discusso con il proprio medico curante, per evitare l’insorgenza di effetti indesiderati potenzialmente gravi.
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