Chi soffre della sindrome dell’impostore crede di non meritarsi i propri successi, in quanto è convinto che non siano l’esito delle proprie capacità, competenze e abilità, ma il risultato di fattori esterni.
La scelta del termine “impostore” ha un suo significato, in quanto il soggetto pensa di essere un imbroglione (perché ha raggiunto determinati risultati non per merito suo) e, per tale motivo, ha il terrore di essere smascherato.
La sindrome dell’impostore ha caratteristiche peculiari e può essere associata a diversi fattori, primo fra tutti la scarsa autostima.
Tempo di lettura: 8 min
Chi soffre della sindrome dell’impostore crede di non meritarsi i propri successi, in quanto è convinto che non siano l’esito delle proprie capacità, competenze e abilità, ma il risultato di fattori esterni. La scelta del termine “impostore” ha un suo significato, in quanto il soggetto pensa di essere un imbroglione (perché ha raggiunto determinati risultati non per merito suo) e, per tale motivo, ha il terrore di essere smascherato. La sindrome dell’impostore ha caratteristiche peculiari e può essere associata a diversi fattori, primo fra tutti la scarsa autostima. Nonostante ciò, con la psicoterapia è possibile trattare la condizione e riacquisire la sicurezza e la fiducia in sé stessi.
La sindrome dell’impostore non è una patologia psichica, motivo per cui non rientra nel DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali). Si tratta di una condizione psicologica in cui il soggetto è fermamente convinto di non essere degno e meritevole del successo personale o professionale raggiunto. Al contrario, attribuisce tale successo a fattori esterni, come la fortuna, il tempismo, la sopravvalutazione degli altri e così via.
La sottostima delle proprie abilità e capacità fa sentire, in qualche modo, il soggetto una sorta di impostore. L’individuo pensa, così, che sta ingannando gli altri, il che porta alla sua più grande paura, ossia quella di essere “smascherato”. La persona teme che gli altri scoprano chi è realmente e che essi rivelino al mondo che è indegna e immeritevole del proprio successo. Questo genera angoscia e ansia di perdere tutto ciò che ha. Il soggetto non è in grado di interiorizzare i risultati positivi ottenuti, a causa di distorsioni cognitive che lo portano a minimizzare il senso di valore e competenza personale. In realtà, si tratta solamente di una percezione distorta, in quanto l’individuo è perfettamente meritevole e degno dei propri successi.
Il termine “sindrome dell’impostore” viene coniato per la prima volta nel 1978 da due psicologhe, Pauline Clance e Suzanne Imes, in merito a un fenomeno legato alla sottostima delle proprie capacità e abilità. Per tale motivo, il soggetto è portato a pensare di non meritare i risultati positivi ottenuti. Inizialmente, la condizione è stata studiata su donne di successo, scoprendo così una maggiore incidenza in questa popolazione rispetto agli uomini. Tuttavia, studi più recenti hanno dimostrato che anche la popolazione maschile è soggetta alla suddetta sindrome tanto quanto le donne. Sembrerebbe che la condizione sia comune a persone che rivestono posizioni sociali e ruoli lavorativi molto importanti.
Le persone che soffrono della sindrome dell’impostore manifestano, più che dei sintomi veri e propri, delle caratteristiche peculiari, come:
Hanno la convinzione di non meritare il successo raggiunto;
Credono di non essere all’altezza;
Sono incapaci di interiorizzare le proprie capacità e abilità, che hanno condotto al successo;
Minimizzano il proprio senso di competenza e il proprio valore personale;
Attribuiscono i successi raggiunti a fattori esterni;
Hanno bassi livelli di autostima;
Si sentono inadeguati;
Temono di essere “smascherati” e che possa essere rivelata la loro vera natura;
Tendono al perfezionismo;
Difficilmente provano gratificazione o soddisfazione personale per i successi raggiunti;
Tendono ad evitare attività o situazioni, come specifiche mansioni o sfide lavorative;
Hanno timore del giudizio altrui;
Si confrontano costantemente con gli altri;
Hanno un’incredibile paura del fallimento;
Tendono a rimuginare (continuare a pensare ad eventuali errori futuri o avere preoccupazioni per l’avvenire) e a ruminare (continuare a pensare ad errori passati);
Sono fortemente autocritici;
Si colpevolizzano dei propri errori;
Continuano a voler fare di più, per esempio facendo corsi di aggiornamento o proseguendo incessantemente gli studi, in quanto sono alla ricerca del perfezionismo;
Hanno standard personali eccessivamente elevati.
Disclaimer: l’elenco proposto potrebbe non essere esaustivo.
La sindrome dell’impostore può essere associata a bassi livelli di autostima. Il soggetto non si sente meritevole, in quanto non crede nelle proprie capacità ed abilità. Questi individui sono fortemente insicuri circa le proprie qualità, motivo per cui tendono ad imputare il proprio successo a fattori esterni. Di conseguenza, non si sentono mai abbastanza bravi per ricevere complimenti né sufficientemente pronti per affrontare una sfida.
Questa sindrome è stata associata anche all’elevato autocontrollo (ossia la tendenza a monitorare e modificare la presentazione di sé in base alla situazione in cui ci si trova) e al desiderio di dimostrare la propria intelligenza. Quando si fallisce, il soggetto prova vergogna, ansia, impotenza, evitamento del compito e senso di colpa.
Altri fattori di rischio che favoriscono lo sviluppo della sindrome dell’impostore includono:
Trovarsi ad apprendere nuove competenze o a ricoprire un nuovo ruolo lavorativo che implichi maggiori responsabilità;
Essere introversi;
Essere propensi alla vergogna;
Aver vissuto esperienze familiari conflittuali e di scarso supporto emotivo;
Dover avere più competenze e conoscenze, a causa della professione svolta, come medici, manager, artisti ecc.;
Essere troppo autocritici;
Avere uno spiccato senso del dovere;
Svolgere professioni non tradizionali o nuove.
La maggior parte delle persone che soffre della sindrome dell’impostore ha vissuto l’infanzia in famiglie conflittuali, dove vi era scarso supporto emotivo, poca comunicazione e regole rigide. Per potersi sentire accettato, il bambino crea un “falso sé” che lo accompagna fino all’età adulta. Crescendo, questo genera insicurezza circa la propria identità e i propri successi. Di conseguenza, il soggetto tende a cercare di essere sempre all’altezza della propria immagine idealizzata, ponendosi in continuazione in situazioni di forte stress.
Disclaimer: le informazioni fornite non sono da considerarsi necessariamente esaustive.
La sindrome dell’impostore può avere un grande impatto negativo sulla qualità di vita del soggetto. Infatti, essendo perfezionista e avendo paura di essere smascherato, tenta di mantenere standard elevati, senza darsi mai tregua. Per esempio, non smette mai di studiare, segue nuovi corsi, si informa costantemente, con l’obiettivo di fare sempre meglio. A lungo andare, questo comportamento genera:
Forte stress;
Ansia;
Paura;
Angoscia;
Frustrazione;
Disturbi di personalità evitante o dipendente;
Sintomi depressivi.
Disclaimer: le informazioni fornite potrebbero non essere esaustive.
Per superare la sindrome dell’impostore, può essere utile un intervento psicoterapeutico. Il trattamento di elezione, in questi casi, è la terapia cognitivo comportamentale. Durante questo percorso, il paziente imparerà a riconoscere i pensieri disfunzionali che lo portano a dubitare costantemente di sé stesso e a sottovalutare le proprie abilità e competenze. Con il tempo, il soggetto riuscirà a correggere queste distorsioni cognitive e a trasformarle in pensieri sani e funzionali. Potrà, così, acquisire maggiore sicurezza e sentirsi degno e meritevole dei propri successi.
La guarigione può avvenire in tempi relativamente brevi. Non essendo considerata una patologia psichica che coinvolga aspetti personologici, la terapia farmacologica non è prevista. Tuttavia, si rivela necessaria in caso di forti disturbi depressivi conseguenti la sindrome.
Alcuni accorgimenti che possono aiutare ad affrontare la sindrome dell’impostore includono:
Tenere un diario riguardo le convinzioni limitanti, documentare le volte in cui non ci si sente all’altezza e riportare le situazioni, i compiti e le attività che ci fanno sentire immeritevoli;
Imparare ad accettare i complimenti o gli apprezzamenti, ringraziando;
Parlare delle proprie difficoltà con amici e famiglia;
Fare un elenco delle proprie abilità e competenze;
Evitare di confrontarsi con gli altri;
Ripercorrere la propria storia, ricordando l’impegno e le varie tappe che hanno portato al raggiungimento dei propri successi.
Disclaimer: le informazioni fornite non sono da considerarsi necessariamente esaustive.
FAQs
Quando rivolgersi ad un medico?
È necessario rivolgersi ad un medico (in genere, uno psicologo o uno psicoterapeuta) non appena i “sintomi” insorgono. Considerando che, nella maggior parte dei casi, tale sindrome ha origine durante l’infanzia, spesso il soggetto scopre di soffrirne quasi per caso durante colloqui per altre problematiche. In linea generale, è bene contattare lo specialista nel caso in cui si abbia una bassa autostima che comprometta la fiducia e la sicurezza in sé stessi e che, quindi, porti a dubitare delle proprie capacità, nonché faccia sentire indegni e immeritevoli del proprio successo.
Quali sono i pensieri tipici di chi soffre della sindrome dell’impostore?
Alcuni esempi pratici possono essere:u003cbru003e“È stata solo fortuna”;u003cbru003e“Mi sono laureato, ma la facoltà era molto facile”;u003cbru003e“Chiunque al mio posto avrebbe fatto lo stesso, magari anche meglio”;u003cbru003e“Non valgo quanto mi pagano”;u003cbru003e“Non merito di essere qui”;u003cbru003e“Questa volta mi è andata bene, ma la prossima…”;u003cbru003e“Sono stato preso solo perché non c’erano altri candidati”;u003cbru003e“Non sono abbastanza bravo”;u003cbru003e“Non sono all’altezza”;u003cbru003e“Non me lo merito”.
Questo articolo è stato scritto dal team di contenuti clinici di THE BALANCE e revisionato da un medico o un professionista della salute mentale abilitato (come un medico, uno psichiatra, uno psicologo clinico o equivalente). I nostri revisori garantiscono che le informazioni riflettano la ricerca attuale, le linee guida mediche accettate e le migliori pratiche nel trattamento della salute mentale e delle dipendenze. I redattori medici di THE BALANCE si avvalgono di una vasta esperienza clinica sul campo a supporto di individui in contesti di trattamento residenziali, ambulatoriali e privati di lusso in tutta Europa e nel mondo.
Standard editoriali e integrità
THE BALANCE segue rigorosi standard di revisione editoriale e clinica per garantire accuratezza, equilibrio e affidabilità:
Tutte le affermazioni mediche si basano su fonti autorevoli come l\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\'OMS, il NIMH, l\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\'APA, il NHS, il CDC e il SAMHSA.
Le statistiche utilizzano le ricerche più recenti e affidabili disponibili.
Non vengono fatte affermazioni mediche o terapeutiche senza prove chiare e verificabili.
I contenuti vengono rivisti e aggiornati regolarmente per riflettere l\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\'evoluzione della scienza, delle linee guida di trattamento e delle migliori pratiche cliniche.
Gli interessi commerciali non influenzano l\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\'accuratezza clinica; tutte le analisi cliniche vengono esaminate in modo indipendente.
Le raccomandazioni includono contesto, limitazioni e alternative, ove appropriato.
Come valutiamo le fonti
I nostri redattori e autori clinici si basano su:
Ricerche peer-reviewed e meta-analisi
Linee guida di trattamento nazionali e internazionali
Organismi professionali e autorità di regolamentazione
Dati pubblici verificati provenienti da istituzioni autorevoli
Non utilizziamo resoconti aneddotici, affermazioni non verificate o fonti di parte. Ogni affermazione fattuale è supportata da prove consolidate. Conflitti di interesse
THE BALANCE offre servizi privati di trattamento per la salute mentale e le dipendenze. Tuttavia, i nostri revisori clinici garantiscono che tutti i contenuti rimangano obiettivi, non promozionali ed equilibrati. Quando si discutono le opzioni di trattamento, ne illustriamo i limiti, i rischi e le alternative. La nostra priorità è la sicurezza dei lettori e la possibilità di prendere decisioni informate.
Come utilizzare queste informazioni in modo sicuro
I disturbi mentali e le dipendenze sono complessi e variano significativamente da individuo a individuo. Le informazioni contenute in questo articolo sono fornite a scopo puramente informativo e non devono sostituire il parere, la diagnosi o il trattamento medico professionale. Se voi o qualcuno che conoscete manifesta dei sintomi, consultate un professionista sanitario qualificato. Per mantenere l\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\'accuratezza e l\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\'affidabilità delle informazioni, THE BALANCE aggiorna regolarmente gli articoli man mano che nuove ricerche e linee guida cliniche diventano disponibili.
+
Hai bisogno di aiuto?
Se stai attraversando un momento difficile, non devi affrontarlo da solo. Esiste un supporto disponibile, sia che tu ti senta sopraffatto, ansioso, depresso o che tu stia affrontando problemi legati all\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\'alcol o alla droga. Se ti senti in pericolo, rischi di farti del male o qualcun altro è in pericolo immediato, contatta immediatamente il numero di emergenza locale.
Parla con qualcuno ora (gratuito e riservato)
Scegli il tuo paese per trovare una linea di assistenza affidabile vicino a te:
Spagna
Linea di assistenza per suicidio e crisi emotive: 024 (24 ore su 24, 7 giorni su 7, gratuita, multilingue)
Samaritans in Spagna: 900 525 100 (24 ore su 24, 7 giorni su 7)
Svizzera
Die Dargebotene Hand / La Main Tendue: 143 (24 ore su 24, 7 giorni su 7)
Pro Juventute (giovani): 147
Regno Unito
Samaritans: 116 123 (24 ore su 24, 7 giorni su 7, gratuito)
Servizio di supporto urgente per la salute mentale del NHS: chiama il 111 (24 ore su 24, 7 giorni su 7)
Stati Uniti
988 Suicide & Crisis Lifeline — chiama, invia un SMS o chatta al 988 (24 ore su 24, 7 giorni su 7)
Canada
9-8-8 Suicide Crisis Helpline — chiama o invia un SMS al 988 (24 ore su 24, 7 giorni su 7, in tutto il paese)
Talk Suicide Canada (Alternativo): 1-833-456-4566
Francia
Numero nazionale per la prevenzione del suicidio: 3114 (24 ore su 24, 7 giorni su 7, gratuito)
Non è un\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\'emergenza, ma hai bisogno di supporto?
Se non sei in pericolo immediato ma sei preoccupato per te stesso o per una persona a cui tieni, chiedere aiuto tempestivamente può fare una grande differenza.
Esplora le opzioni di assistenza vicino a te
Questo sito web elenca professionisti della salute mentale, specialisti delle dipendenze e programmi di trattamento verificati, ricercabili per paese e località. Utilizza la sezione \\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\"Trova un trattamento\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\" / \\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\"Fornitori\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\" per esplorare le opzioni disponibili.
Oppure contattaci
Se desideri aiuto per capire quali passi successivi intraprendere, puoi contattare il nostro team in tutta riservatezza. Ti ascolteremo senza giudicarti e ti aiuteremo a esplorare le opzioni più adatte.
Contatta il nostro team
Telefono: +41445005111
Email: help@thebalance.clinic
Disponibilità: Lun-Dom, 07:00-22:00 CET
Non sai cosa scrivere? Puoi semplicemente scrivere: \\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\"Ho bisogno di aiuto\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\". Ci occuperemo noi del resto.
Che tu stia cercando supporto per te stesso o per qualcuno a te vicino, offriamo un processo discreto, guidato da un medico, per aiutarti a comprendere le opzioni più adatte e i passaggi successivi.
1 Parla in modo confidenziale
Una conversazione privata per comprendere la tua situazione, le tue preoccupazioni e i tuoi obiettivi, senza pressioni o obblighi.
2 Ricevi una guida clinica
Il nostro team ti consiglierà sull'idoneità, sulle opzioni appropriate e sui passaggi successivi consigliati in base alle tue esigenze.
3 Accesso all'assistenza coordinata
Se opportuno, supportiamo la valutazione, la logistica dell'ammissione e la pianificazione della continuità delle cure, incluso il coinvolgimento della famiglia laddove utile.