- L’ansia è uno stato emotivo che si verifica generalmente in risposta a determinati stimoli provenienti dall’esterno.
- Solitamente, viene identificata come forte disagio e senso di angoscia o, addirittura, terrore.
- Inoltre, si manifesta con una serie di sintomi fisici e psichici, che possono alterare o compromettere lo svolgimento delle attività quotidiane, nonché la qualità di vita del paziente.
L’ansia è uno stato emotivo che si verifica generalmente in risposta a determinati stimoli provenienti dall’esterno. Solitamente, viene identificata come forte disagio e senso di angoscia o, addirittura, terrore. Tale disturbo può essere sia fisiologico che patologico. Inoltre, si manifesta con una serie di sintomi fisici e psichici, che possono alterare o compromettere lo svolgimento delle attività quotidiane, nonché la qualità di vita del paziente. L’ansia può essere innescata da diversi fattori, tra cui:
- Fattori ereditari: il soggetto può essere maggiormente predisposto se ha familiarità con il disturbo;
- Fattori biologici: determinate alterazioni ormonali possono scatenare l’ansia;
- Fattori inconsci: alcuni conflitti irrisolti risalenti all’infanzia o al passato possono essere relegati nell’inconscio (ossia la parte non accessibile della psiche) e generare ansia;
- Fattori psicologici: qualsiasi turbamento emotivo non giustamente affrontato potrebbe innescare il disturbo.
L’ansia è uno stato di tensione psicofisica, preoccupazione e inquietudine. Tale disturbo è molto comune e, in condizioni normali, è una risposta fisiologica dell’organismo a situazioni pericolose o particolarmente stressanti. Questo stato emotivo permette all’individuo di stare in allerta e attuare comportamenti utili all’adattamento. In tal senso, infatti, questo tipo di ansia è necessario alla sopravvivenza del soggetto, in quanto gli consente di attivarsi tempestivamente ad un determinato stimolo (reputato pericoloso o stressante), rispondendo con l’attacco o con la fuga, a seconda delle circostanze.
Invece, l’ansia che non viene innescata da uno stimolo reale, ma che si manifesta senza una causa apparente, viene definita ansia patologica. Questo disturbo influenza la qualità di vita del soggetto, disturba il suo funzionamento psichico e ne compromette le capacità di adattamento. L’individuo affetto da ansia patologica spesso non riesce a svolgere nemmeno le attività più semplici o si trova a disagio in contesti sociali. In genere, questo tipo di ansia si presenta frequentemente, in maniera eccessiva e in momenti inappropriati. Solitamente, tale stato emotivo perdura nel tempo, rendendo necessario un intervento tempestivo per curare la patologia.
Un attacco d’ansia può presentare sia sintomi fisici che mentali o psichici. La sintomatologia può variare da individuo a individuo e può manifestarsi secondo diversi gradi di intensità.
I sintomi fisici dell’ansia possono includere:
- Disturbi respiratori, come difficoltà di respirazione, fame d’aria (dispnea), respiro accelerato o iperventilazione;
- Problemi cardiocircolatori, quali palpitazioni, crisi di ipertensione, battito cardiaco accelerato o irregolare;
- Sintomi gastrointestinali, come secchezza delle fauci, nausea, bruciore allo stomaco, conati di vomito, stitichezza o diarrea;
- Problemi urinari, quali un maggiore stimolo a urinare o minzione frequente;
- Disturbi muscolari, come tremori, contrazioni, tensione, indolenzimento, stanchezza o debolezza insolita;
- Sintomi sensoriali, quali offuscamento visivo, capogiri, vertigini, sensazione di testa leggera, di instabilità o mancanza di equilibrio, svenimento imminente, formicolio in diverse parti del corpo, vampate di calore o di freddo, senso di oppressione al petto o sensazione di soffocamento;
- Altre manifestazioni, come dolore al torace, difficoltà di deglutizione, nodo in gola, sudorazione eccessiva, mani fredde e bagnate, pallore, diminuzione dell’appetito o disturbi del sonno (per esempio, difficoltà a dormire o risvegli frequenti).
I sintomi psichici dell’ansia, invece, possono essere:
- Sensazione di pericolo o minaccia;
- Preoccupazioni eccessive per la salute, il futuro, il lavoro, le persone care o questioni secondarie;
- Irritabilità;
- Agitazione;
- Confusione;
- Nervosismo;
- Difficoltà di concentrazione;
- Diminuzione di efficienza nelle prestazioni;
- Tensione;
- Angoscia;
- Sensazione di affaticamento mentale;
- Apprensione;
- Paura di morire, impazzire o perdere il controllo;
- Incapacità di rilassarsi;
- Autosvalutazione;
- Impazienza;
- Catastrofismo;
- Paura di non riuscire ad affrontare le situazioni;
- Stato di allarme continuo ed esagerato;
- Vergogna;
- Depersonalizzazione, ossia la sensazione di essere distaccati dal proprio corpo o dai propri processi mentali;
- Derealizzazione, ossia la sensazione di perdita del senso della realtà (percezione dell’ambiente circostante come irreale e sensazione di non appartenenza a ciò che si dice o si fa);
- Disturbi della memoria.
Altri sintomi di chi soffre d’ansia possono essere di carattere comportamentale e possono includere:
- Evitamento di situazioni specifiche, in particolare quelle sociali;
- Fuga;
- Immobilizzazione;
- Isolamento;
- Reazioni eccessive e sproporzionate rispetto agli stimoli esterni;
- Incapacità di guardare le persone negli occhi.
Disclaimer: l’elenco dei sintomi non è da considerarsi esaustivo, in quanto sono stati presentati solo i principali.
I comportamenti tipici di una persona ansiosa possono includere:
- Compulsioni: sono atteggiamenti compulsivi e ripetitivi che il soggetto mette in atto in maniera ossessiva per poter attenuare l’ansia. Per esempio, mordersi le unghie o arricciarsi i capelli. Tali comportamenti sono involontari e, nella maggior parte dei casi, l’individuo non si rende nemmeno conto di compierli.
- Ruminazione: le persone ansiose continuano a pensare in modo ripetitivo e ossessivo a situazioni o eventi negativi legati al passato. Spesso, ricreano conversazioni mentali legate a una specifica circostanza in cui avrebbero potuto fare o dire una determinata cosa piuttosto di un’altra. Ciò scatena frustrazione, stress e angoscia, nonché ansia. Il soggetto ansioso tende a pensare che tutto andrà male.
- Perfezionismo: gli individui ansiosi tendono a paragonarsi agli altri, specialmente in contesti sociali, a non sentirsi mai abbastanza e a voler fare sempre di più. Ciò innesca pensieri di autorimprovero, complessi di inferiorità, sensi di colpa e forte autocritica.
- Paura di sbagliare: la persona ansiosa vive costantemente nella paura di sbagliare o nella paura del fallimento. Non vede l’errore come un’opportunità per imparare, ma al contrario se ne rimprovera e tende a non mettersi in gioco.
- Angoscia per il futuro: il soggetto ansioso manifesta forti preoccupazioni per l’avvenire. Il futuro, infatti, è fuori dal suo controllo ed è imprevedibile. Questo fattore scatena pensieri ossessivi e inutile agitazione.
- Calma apparente: la persona si presenta tranquilla, ma di fatto si tratta solo di una facciata. L’individuo, infatti, tende a nascondere il disturbo, specialmente in contesti sociali, per paura di essere giudicato.
- Incapacità di agire: i continui pensieri intrusivi compromettono la capacità decisionale del soggetto ansioso. Spesso, infatti, la persona è indecisa e insicura, nonché paralizzata e incapace di mettere in atto azioni concrete. Questo, nella maggior parte dei casi, porta alla procrastinazione.
- Senso di colpa: la persona ansiosa è spesso afflitta da sensi di colpa per il passato, eventi esterni o situazioni che non la coinvolgono direttamente, ma per cui si sente responsabile.
Disclaimer: l’elenco proposto potrebbe non essere esaustivo.
Prima di procedere con i possibili rimedi occorre premettere che l’ansia patologica può essere trattata solo con l’aiuto di personale esperto. Essendoci varie forme di ansia, il medico (lo psicologo o lo psichiatra) deve diagnosticare la tipologia specifica per poter prescrivere il trattamento più adatto.
L’ansia e gli attacchi d’ansia possono essere trattati attraverso diversi metodi, tra cui:
- Terapia cognitivo-comportamentale: spesso fondata sulla mindfulness, ovvero la consapevolezza del “qui e ora”. Questa tecnica aiuta a focalizzarsi sul presente e ad istruire il soggetto sul distogliere l’attenzione dalle preoccupazioni future. Tale pratica insegna ad accettare il fatto che non si può controllare totalmente l’ansia, ma anzi ad accoglierla come parte della nostra esistenza (considerando che è un fattore del tutto normale e fisiologico). La mindfulness aiuta a concentrarsi su ciò che è possibile cambiare ora e su cosa si ha effettivamente il controllo.
- Tecniche di rilassamento: aiutano a regolare il tono dell’umore e ad eliminare i pensieri ricorrenti, ossessivi e negativi che tormentano il soggetto. Vi sono diverse tecniche che aiutano l’individuo ad avere maggiore controllo, a gestire meglio le proprie emozioni e a ritrovare la consapevolezza di sé, nonché la propria serenità e stabilità. Alcuni esempi possono essere lo yoga, la meditazione, il training autogeno e la mindfulness.
- Attività fisica: lo sport, come è ben noto, non fa bene solo all’organismo, ma anche alla salute psichica e mentale delle persone. L’attività sportiva, infatti, permette di aumentare la produzione di serotonina ed endorfina, ossia gli ormoni responsabili del benessere e della felicità. Lo sport, inoltre, può aiutare a distogliere l’attenzione da pensieri negativi e ricorrenti.
Esistono anche alcuni rimedi naturali che aiutano a contrastare gli attacchi d’ansia, come l’aromaterapia (che utilizza oli essenziali dalle proprietà rilassanti, neuro-sedative, calmanti e benefiche) e la fitoterapia (che impiega droghe naturali ad azione ansiolitica e distensiva).
Tra i rimedi fitoterapici più comuni, è possibile menzionare:
- Valeriana: attua un’azione calmante sul sistema nervoso, aiuta a ridurre la pressione alta e attenua i dolori.
- Passiflora: possiede proprietà rilassanti e calmanti, in grado di contrastare lo stato ansioso;
- Avena: esplica un blando effetto sedativo sul sistema nervoso centrale.
- Magnesio: permette di regolare lo stato emotivo e aiuta ad alleviare i sintomi dell’ansia.
- Tiglio: favorisce il rilassamento, concilia il sonno, contrasta l’agitazione e aiuta a ridurre la tachicardia e la pressione alta.
- Biancospino: grazie alla presenza di rutina, flavonglicosidi, quercetina e bioflavonoidi, attua un’azione sedativa e rilassante.
- Camomilla: è un calmante naturale per gli stati ansiosi e di agitazione, in quanto contiene azulene e bisabololo.
- Melissa: grazie alle sue proprietà calmanti e rilassanti, aiuta a contrastare forti stati di agitazione.
Disclaimer: l’elenco proposto potrebbe non essere esaustivo. Inoltre, si ricorda che i trattamenti sopra elencati possono essere attuati solo in caso di ansia lieve. Invece, le manifestazioni d’ansia più importanti e serie necessitano l’intervento di uno psicologo o psichiatra.
Si raccomanda vivamente di non trascurare i sintomi dell’ansia, ma di occuparsi al più presto della propria salute mentale.
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