- L’ansia è un disturbo molto comune, che comporta un’alterazione dello stato emotivo del soggetto.
- L’individuo, infatti, sperimenta una sensazione di tensione psicofisica, preoccupazione e inquietudine.
- Ognuno di essi è legato a diversi fattori scatenanti ed è caratterizzato da manifestazioni specifiche.
L’ansia è un disturbo molto comune, che comporta un’alterazione dello stato emotivo del soggetto. L’individuo, infatti, sperimenta una sensazione di tensione psicofisica, preoccupazione e inquietudine. Esistono numerosi tipi di ansia, definiti disturbi di ansia. Ognuno di essi è legato a diversi fattori scatenanti ed è caratterizzato da manifestazioni specifiche. Tale disturbo, in generale, è correlato alla psiche e alla sfera emotiva delle persone. Ai primi sintomi di ansia, si consiglia di rivolgersi ad uno specialista, come lo psicologo, per indagare le cause scatenanti e intraprendere un percorso che risolva il problema all’origine. Se trascurata, infatti, l’ansia non farà altro che peggiorare, arrivando a compromettere o influenzare le normali attività quotidiane del paziente.
L’ansia può essere causata da diversi fattori, tra cui:
- Ereditari: il soggetto può essere maggiormente predisposto se un suo familiare soffre o ha sofferto di ansia;
- Biologici: determinate alterazioni ormonali, come squilibri nella produzione di noradrenalina, serotonina o GABA (acido gamma-amminobutirrico), possono scatenare il disturbo;
- Inconsci: alcuni conflitti irrisolti risalenti all’infanzia o al passato possono essere relegati nell’inconscio (ossia la parte non accessibile della psiche) e generare ansia;
- Psicologici: qualsiasi turbamento emotivo non giustamente affrontato potrebbe innescare il disturbo.
Nella maggior parte dei casi, l’ansia è una risposta fisiologica dell’organismo ad eventi pericolosi o situazioni particolarmente stressanti. Si manifesta attraverso un forte disagio emotivo, di angoscia e di terrore ed è caratterizzata dalla comparsa di sintomi fisici e psichici. Si tratta di un meccanismo di difesa innescato dall’organismo per permettere all’individuo di attivarsi prontamente per darsi alla fuga o all’attacco. In condizioni normali, quindi, l’ansia è necessaria alla sopravvivenza del soggetto.
In altri casi, invece, l’ansia può essere innescata senza uno stimolo reale o una causa apparente. Questo tipo di disturbo viene definito ansia patologica. Essa disturba notevolmente la qualità di vita del paziente, in quanto compromette lo svolgimento delle attività quotidiane. Inoltre, altera il funzionamento psichico dell’individuo e le sue capacità di adattamento. Questo tipo di ansia non è normale nè fisiologico. Appunto per questo necessita di un trattamento medico per indagarne le cause e trovare la terapia più opportuna. L’ansia viene considerata patologica quando:
- Si manifesta frequentemente, in maniera eccessiva ed è sproporzionata alla situazione reale;
- Si presenta in momenti inappropriati;
- È così intensa da compromettere lo svolgimento delle attività quotidiane;
- Perdura nel tempo.
Esistono diversi tipi di ansia. Tra i principali, è possibile menzionare:
- Disturbo d’ansia generalizzato (GAD): è caratterizzato da ansia e preoccupazioni croniche ed eccessive. Tali preoccupazioni riguardano vari ambiti, come eventi e attività reputate pericolosi. Questo disturbo per essere classificato come tale deve:
- Manifestarsi per la maggior parte del tempo per almeno 6 mesi;
- La persona non riesce a controllare tale preoccupazione;
- Il disagio è talmente significativo da compromettere il normale svolgimento delle attività sociali, lavorative o altro.
- Disturbo post traumatico da stress: è scaturito da eventi estremamente traumatici. La persona tende a rivivere di continuo l’evento traumatico. Il soggetto manifesta stati dissociativi, allucinazioni o flashback. Inoltre, tende ad evitare gli stimoli associati all’evento, cercando di non pensare al trauma. Tale disturbo è caratterizzato da fasi alterne, in cui l’individuo da un lato dimentica l’esperienza vissuta e dall’altro la rivive intensamente e violentemente. La sintomatologia influenza pesantemente l’ambito sociale, lavorativo e individuale del paziente.
- Disturbo di panico: è caratterizzato dalla paura di rivivere un attacco di panico. Durante l’attacco di panico, la persona è convinta dell’origine fisica del disturbo e dei sintomi. Tale disturbo, in genere, dura qualche minuto e può verificarsi più volte a settimana. Solitamente, è correlato ad un evento specifico (come, per esempio, guidare l’auto). Altre volte, invece, si manifesta in situazioni apparente normali, come durante il rilassamento o il sonno. Spesso, l’attacco di panico è preceduto da una forte ansia da anticipazione. Il disturbo di panico può essere a sua volta suddiviso in disturbo di panico con o senza agorafobia. La persona che soffre di agorafobia ha paura di avere un attacco di panico in un luogo pubblico. Manifesta, quindi, paura di uscire di casa e spesso questo si traduce con l’evitamento e l’isolamento.
- Fobia specifica: si tratta di una paura ingiustificata, causata da un oggetto o una situazione specifica. Tra le fobie più comuni, è possibile citare:
- Paura delle altezze (acrofobia);
- Paura dei ragni (aracnofobia);
- Paura dei serpenti (ofidiofobia);
- Paura del sangue e delle ferite (emofobia);
- Paura degli spazi chiusi (claustrofobia);
- Paura dei luoghi pubblici e aperti (agorafobia);
- Paura di essere sepolti vivi (tafofobia);
- Paura dei cani (cinofobia).
Tale fobia induce l’individuo ad evitare la situazione o l’oggetto che gli reca ansia e terrore. Talvolta, tale disturbo può compromettere la funzione sociale o lavorativa del soggetto.
- Fobia sociale o disturbo d’ansia sociale: è caratterizzata da una paura persistente legata a situazioni sociali o di prestazione. L’individuo ha paura di non comportarsi in modo adeguato in pubblico o di provare imbarazzo, vergogna e umiliazione in presenza di persone che non appartengono alla sua famiglia. Tale fobia è spesso preceduta da un’ansia da anticipazione. Inoltre, vi è un sottogruppo di fobia sociale, definito generalizzato, in cui il paziente teme la maggior parte delle interazioni sociali. Come conseguenza, la persona può sviluppare altri disturbi d’ansia, alcolismo e depressione.
- Disturbo ossessivo-compulsivo: il soggetto manifesta pensieri incontrollabili e persistenti ed è spinto a ripetere in continuazione determinati atti o movimenti. Tale disturbo compromette le attività quotidiane e la normale condotta sociale. I pensieri ricorrenti dell’individuo sono così ossessivi che cerca di neutralizzarli attraverso azioni compulsive. La persona ne è perfettamente consapevole, ma non riesce ad evitare di metterli in atto. Le compulsioni più comuni sono relative alla pulizia o all’ordine, come lavarsi frequentemente le mani o riordinare casa.
Disclaimer: le informazioni fornite non sono necessariamente esaustive.
Oltre ai 6 tipi principali, esistono altri disturbi d’ansia, quali:
- Disturbo d’ansia da separazione: è uno stato di forte agitazione, apprensione e preoccupazione, che si manifesta principalmente durante l’infanzia, quando il bambino deve allontanarsi da un genitore o da un familiare. Il soggetto, al momento del distacco, presenta paure irrealistiche riguardanti eventi catastrofici (come incidenti, uccisioni, malattie e quant’altro), che lo separerebbero definitivamente dal proprio caro. Tale disturbo può tradursi nella riluttanza ad andare a scuola o nella difficoltà ad addormentarsi da soli.
- Mutismo selettivo: è un altro disturbo d’ansia caratterizzato dall’incapacità di parlare nella maggior parte dei contesti sociali. Solitamente, tale condizione riguarda i bambini. Nonostante abbiano difficoltà ad esprimersi in contesti sociali, come a scuola, durante lo sport, il gioco e altre attività ricreative, questi bambini (nella maggior parte dei casi) non hanno nessun tipo di ritardo di sviluppo o del linguaggio. Al contrario, in famiglia possono essere molto loquaci.
- Disturbo d’ansia indotto da sostanze o farmaci: si presenta in seguito all’assunzione o all’abuso di droghe o farmaci, in particolare alcol, anfetamine, cannabis, cocaina, allucinogeni, oppiacei, sedativi, ipnotici, ansiolitici, antidepressivi, anestetici, analgesici, FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), medicinali cardiovascolari, steroidi, farmaci per la tiroide, broncodilatatori, estrogeni. La sintomatologia può comparire in seguito ad intossicazione o astinenza.
- Disturbo d’ansia dovuto a una condizione medica: i sintomi ansiosi sono scaturiti da una malattia non psichiatrica. Alcune patologie che causano ansia possono essere:
- Malattie neurologiche, come epilessia, tumore cerebrale, sclerosi multipla o morbo di Parkinson;
- Malattie cardiovascolari, quali aritmie, embolia polmonare o scompenso cardiaco;
- Malattie respiratorie, come polmonite, asma, bronchite o sindrome da iperventilazione;
- Malattie metaboliche, quali deficit di vitamina B12 o pellagra;
- Malattie endocrine, come iper o ipotiroidismo;
- Malattie sistemiche, quali tumori, patologie autoimmuni e infezioni di vario tipo.
- Disturbo d’ansia non altrimenti specificato: rientrano in questo gruppo i disturbi che non sono classificabili negli altri tipi d’ansia.
Disclaimer: l’elenco fornito non è da considerarsi esaustivo.
A seconda del disturbo d’ansia specifico, il paziente può manifestare diversi sintomi:
- Disturbo d’ansia generalizzato: irrequietezza, tensione muscolare, disturbi del sonno, irritabilità, facile affaticamento, difficoltà a concentrarsi e vuoti di memoria;
- Disturbo post traumatico da stress: sensazione soggettiva di insensibilità, distacco, assenza di reattività emozionale, ridotta consapevolezza dell’ambiente circostante, stordimento, derealizzazione (sensazione di perdita del senso della realtà: percezione dell’ambiente circostante come irreale e sensazione di non appartenenza a ciò che si dice o si fa), depersonalizzazione (sensazione di essere distaccati dal proprio corpo o dai propri processi mentali), amnesia dissociativa, difficoltà ad addormentarsi, risvegli frequenti, ipervigilanza o risposte di allarme esagerate;
- Disturbo di panico: palpitazioni, tachicardia, tremori, dispnea, sensazione di soffocamento e di asfissia, dolore al petto, nausea, disturbi addominali, sensazione di sbandamento, derealizzazione, depersonalizzazione, paura di perdere il controllo o di impazzire, paura di morire, brividi e vampate di calore;
- Fobia specifica: evitamento della situazione o dell’oggetto che crea terrore, paura e ansia;
- Fobia sociale o disturbo d’ansia sociale: isolamento, evitamento di situazioni sociali, rossore violento, sudorazione o disturbi gastrointestinali;
- Disturbo ossessivo-compulsivo: ossessioni (ossia idee, pensieri, impulsi, immagini) ricorrenti e persistenti, percepite come intrusive e inappropriate che colonizzano la mente dell’interessato. Di conseguenza, il soggetto cerca di attenuarle mettendo in atto azioni compulsive (ossia comportamenti ripetitivi o altri pensieri mentali);
- Disturbo d’ansia da separazione: pensieri di eventi catastrofici, paure irrealistiche, estrema agitazione, mal di testa, sudorazione, battito cardiaco accelerato, palpitazioni, sensazione di mancanza d’aria, vomito, dolori addominali, pianti o scatti di rabbia.
- Mutismo selettivo: incapacità di parlare e comunicare in contesti sociali, fatica a mantenere il contatto visivo, volto inespressivo, scarsa autostima e rigidità fisica.
- Disturbo d’ansia indotto da sostanze o farmaci: ansia generalizzata, attacchi di panico, manifestazioni ossessivo-compulsive e fobie.
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