- Tra le paure che si sono diffuse maggiormente durante il periodo della pandemia, c’è sicuramente stata la paura di morire.
- Questo stato d’ansia si è propagato praticamente in tutto il globo e il continuo martellamento da parte dei media, oltre che degli altoparlanti che invitavano le persone a stare a casa e a non uscire, non ha di certo favorito un clima disteso e rilassato.
- Al di là della singola occasione, vi è da sempre una più o meno recondita sofferenza e ansia nei confronti di ciò che accadrà quando non ci saremo più in questo mondo.
Tra le paure che si sono diffuse maggiormente durante il periodo della pandemia, c’è sicuramente stata la paura di morire. Questo stato d’ansia si è propagato praticamente in tutto il globo e il continuo martellamento da parte dei media, oltre che degli altoparlanti che invitavano le persone a stare a casa e a non uscire, non ha di certo favorito un clima disteso e rilassato.
Al di là della singola occasione, vi è da sempre una più o meno recondita sofferenza e ansia nei confronti di ciò che accadrà quando non ci saremo più in questo mondo. Il desiderio di lasciare un segno tangibile della nostra presenza potrebbe diventare un’ossessione e non solo non farci dormire la notte, ma addirittura vivere in uno stato d’ansia perenne che non permette più di svolgere le normali attività quotidiane.
Oltre a essere distratti di giorno, vi è il rischio concreto di non riuscire a riposare a sufficienza durante la notte, portando inoltre a condizioni di vero e proprio delirio e visioni nel peggiore dei casi. Aver paura di morire è legittimo, in quanto limita dei comportamenti che possono anche essere definiti spericolati e ci permette di non azzardare manovre pericolose in macchina, scalate troppo ripide in montagna e tantissime altre cose. Una cosa è però non eccedere, un’altra e non vivere più per paura che possa succedere qualunque cosa.
