
- La psicosi è un grave disturbo mentale che causa un completo distacco dalla realtà in coloro che ne sono affetti.
- Tale condizione può essere causata da diversi fattori, come altri disturbi psichiatrici, malattie fisiche, abuso di alcolici o sostanze stupefacenti e traumi alla testa.
- I soggetti psicotici manifestano una distorsione della percezione sensoriale (illusione), spesso di carattere persecutorio, percepiscono come reale ciò che è solo immaginario e presentano disturbi di pensiero.
La psicosi è un grave disturbo mentale che causa un completo distacco dalla realtà in coloro che ne sono affetti. Tale condizione può essere causata da diversi fattori, come altri disturbi psichiatrici, malattie fisiche, abuso di alcolici o sostanze stupefacenti e traumi alla testa. I soggetti psicotici manifestano una distorsione della percezione sensoriale (illusione), spesso di carattere persecutorio, percepiscono come reale ciò che è solo immaginario e presentano disturbi di pensiero.
Una caratteristica fondamentale dei soggetti psicotici è la mancanza di consapevolezza della propria condizione. Le psicosi necessitano di un trattamento tempestivo e specifico, relativo alla causa scatenante. Gli esperti concordano sul fatto che più precoce è il trattamento ricevuto maggiori saranno le probabilità di risoluzione positiva del disturbo. Continua a leggere per conoscere le cause, i sintomi e le diverse cure disponibili per la psicosi.
Le psicosi sono disturbi mentali gravi, caratterizzati da una severa compromissione dell’esame di realtà e dalla presenza di alterazioni del pensiero, come allucinazioni e deliri. Il significato di psicosi come “malattia mentale” o “follia” viene introdotto per la prima volta nel XIX secolo. Più precisamente nel 1845 da Ernst von Feuchtersleben. Il soggetto psicotico presenta una grave alterazione dell’equilibrio psichico, perdendo così ogni contatto con la realtà che lo circonda. Si convince di cose non reali e crede di sentire o vedere cose inesistenti. A differenza delle persone affette da nevrosi, gli psicotici non si rendono conto della propria condizione.
I sintomi della psicosi possono essere numerosi. Tuttavia, le manifestazioni tipiche includono:
- Allucinazioni: si tratta di percezioni sensoriali che si manifestano in assenza di stimoli esterni. Un soggetto con allucinazioni percepisce come reale ciò che in realtà è immaginario. Esistono vari tipi di allucinazioni, che coinvolgono i cinque sensi, quali:
- Allucinazioni visive, come vedere colori, oggetti, persone o animali che non esistono;
- Allucinazioni uditive, come percepire suoni inesistenti o sentire voci con un tono diverso da quello reale. Per esempio, il soggetto psicotico può percepire un tono arrabbiato, sgradevole, sarcastico e quant’altro;
- Allucinazioni olfattive, come percepire la presenza di odori strani o sgradevoli;
- Allucinazione gustative, come sentire la presenza di un gusto sgradevole in bocca;
- Allucinazioni tattili, come percepire che qualcuno lo stia toccando senza che in realtà nessuno lo tocchi.
- Illusioni: si tratta di una distorsione della percezione sensoriale. Un soggetto psicotico, in questo caso, si convince di cose non vere e sviluppa pensieri bizzarri. Per esempio, un’illusione frequente nei soggetti psicotici riguarda la forte convinzione che ci siano persone e organizzazioni che vogliano fargli del male o ucciderli.
- Confusione e disturbi di pensiero: in presenza di tali sintomi, il soggetto tende a:
- Parlare in modo rapido e costante, ossia senza variazioni;
- Cambiare discorso improvvisamente;
- Perdere improvvisamente il filo dei propri pensieri, fermandosi nel parlare o nel portare a termine l’attività che sta eseguendo.
- Mancanza di comprensione e consapevolezza di sé: si tratta dell’incapacità di riconoscere i propri problemi, come allucinazioni, illusioni e quant’altro. Tale incapacità, nei soggetti psicotici, riguarda solo sé stessi. Infatti, sono in grado di riconoscere i comportamenti bizzarri negli altri.
Oltre a queste 4 categorie, esistono altri sintomi iniziali della psicosi, quali:
- Difficoltà di concentrazione;
- Umore basso;
- Idee paranoiche;
- Problemi di comunicazione e discorso confuso;
- Improvviso calo delle prestazioni scolastiche o lavorative;
- Difficoltà a pensare in modo chiaro e logico;
- Scarsa cura di sé;
- Mancanza di motivazione;
- Ansia;
- Agitazione e comportamento violento;
- Isolamento sociale;
- Disturbi del sonno.
Disclaimer: le informazioni fornite potrebbero non essere esaustive.
Il soggetto psicotico è una persona che ha grosse difficoltà a distinguere la realtà dall’immaginazione, a pensare in modo logico, a controllare le proprie emozioni e a mantenere le relazioni sociali. Questi soggetti possono manifestare episodi di ansia, paranoia e depressione o possono avere comportamenti aggressivi, violenti e autolesionisti. Spesso, si isolano dalle altre persone e si rifiutano di partecipare alle attività sociali.

In determinati casi, presentano problemi di autocontrollo (per esempio, bevendo in modo eccessivo o ricorrendo all’uso di sostanze stupefacenti). In genere, tendono ad esprimersi in modo bizzarro. Per esempio, possono parlare molto velocemente, parlare senza senso o saltare da un argomento all’altro. Questi cambiamenti nel modo di pensare ed esprimersi influenzano negativamente la capacità di relazionarsi con gli altri.
Disclaimer: le informazioni fornite non sono necessariamente esaustive.
I fattori che possono scatenare una psicosi sono molteplici, quali:
- Traumi alla testa, specialmente durante l’infanzia;
- Malattie psichiatriche, come:
- Schizofrenia;
- Disturbo delirante persistente;
- Disturbo psicotico breve;
- Disturbo schizoaffettivo;
- Disturbi dell’umore, compresi la depressione grave e il disturbo bipolare;
- Psicosi allucinatoria cronica;
- Condizioni mediche, come:
- Malattie neurodegenerative, come il morbo di Alzheimer, la demenza a corpi di Lewy, la malattia di Huntington e il morbo di Parkinson;
- Ictus;
- Tumori al cervello;
- Sclerosi multipla;
- Alcune forme di epilessia;
- Malattie del neurosviluppo, come la sindrome di DiGeorge e le anomalie cromosomiche;
- Malattie dell’apparato endocrino, come l’ipotiroidismo, l’ipertiroidismo, l’insufficienza surrenalica, la sindrome di Cushing, l’ipoparatiroidismo e l’iperparatiroidismo;
- Malattie infettive, come l’AIDS, l’encefalite virale, la malaria, la malattia di Lyme e la sifilide;
- Gravi carenze nutrizionali, come quella della vitamina B12;
- Difetti congeniti del metabolismo, come la porfiria e la leucodistrofia metacromatica;
- Malattie metaboliche acquisite, come l’ipocalcemia, l’ipercalcemia, l’ipernatriemia, l’iponatriemia, l’ipokaliemia, l’ipomagnesemia, l’ipermagnesemia, l’ipofosfatemia, l’ipoglicemia e quant’altro;
- Malattie autoimmuni, come il lupus eritematoso sistemico, la sarcoidosi e l’encefalopatia di Hashimoto;
- Disturbi del sonno, come la narcolessia.
- Assunzione di sostanze psicoattive, ossia sostanze che alterano le funzioni cerebrali, la percezione, l’umore e lo stato di coscienza del soggetto, quali:
- Fattori genetici: alcune ricerche scientifiche hanno evidenziato una possibile origine genetica del disturbo. Per esempio:
- I soggetti con un parente stretto affetto da psicosi hanno maggiori probabilità di soffrirne a loro volta;
- Il gemello di una persona psicotica può avere il 50% di possibilità di sviluppare il medesimo disturbo;
- I bambini nati con sindrome da delezione 22q11 (ossia del cromosoma 22) hanno maggiori probabilità di sviluppare una psicosi a seguito della schizofrenia.
Disclaimer: l’elenco fornito non è necessariamente esaustivo.
Abbiamo appena esaminato i principali fattori scatenanti della psicosi. Tuttavia, esistono altre forme di psicosi correlate a cause che non rientrano nelle categorie precedenti. Queste includono:
- Psicosi mestruale: è di breve durata, compare all’improvviso ed è legata al ciclo mestruale;
- Psicosi post-parto: anch’essa ha un esordio improvviso, collegato alla nascita del bambino;
- Psicosi monotematica: è caratterizzata da delusioni che interessano un solo tema;
- Psicosi mixedematosa: può essere sperimentata da soggetti con ipotiroidismo o che dopo la rimozione della tiroide non assumono la tiroxina;
- Psicosi occupazionale: si verifica quando l’attività e la carriera lavorativa prendono il sopravvento sulla vita di una persona, causando comportamenti di tipo psicotico;
- Psicosi o disfrenia tardiva: può colpire i soggetti che soffrono di schizofrenia e che sono sottoposti a trattamenti farmacologici con antipsicotici per lunghi periodi;
- Psicosi o follia condivisa: può interessare persone che hanno avuto una relazione molto stretta con un individuo affetto da psicosi.
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La psicosi è un disturbo a sé stante. Tuttavia, può essere riconducibile ad altre condizioni psichiatriche, rientrando così nella sintomatologia delle stesse. Per esempio:
- Disturbo bipolare;
- Depressione con caratteristiche psicotiche;
- Disturbo delirante;
- Disturbo psicotico breve;
- Schizofrenia;
- Disturbo schizofreniforme;
- Disturbo schizoaffettivo;
- Parafrenia.
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La psicosi può comportare conseguenze, anche pericolose, sia nel breve che nel lungo periodo, come:
- Autolesionismo: le persone con psicosi hanno maggiori probabilità di farsi del male;
- Suicidio: secondo alcune indagini, una persona con psicosi su 5 tenta il suicidio e una su 25 lo porta a termine;
- Abuso di sostanze stupefacenti e alcol;
- Effetti a lungo termine degli antipsicotici: i trattamenti prolungati con questa categoria di farmaci possono causare un aumento del peso ponderale, la sindrome metabolica e la discinesia tardiva.
Disclaimer: l’elenco proposto non è da considerarsi esaustivo.
A seguito di una diagnosi di psicosi, sono vari i trattamenti che si possono adottare, quali:
- Terapia causale: dopo aver indagato la causa scatenante, il medico formula una terapia apposita legata a tale fattore. Per esempio:
- Disintossicazione da alcol, nel caso in cui il disturbo sia dovuto a una dipendenza da bevande alcoliche;
- Disintossicazione da sostanze stupefacenti, quando la psicosi è indotta da un abuso delle stesse;
- Integrazione vitaminica, nel caso in cui il disturbo sia dovuto a una carenza di vitamina B12, per esempio;
- Farmaci per l’ipotiroidismo, ipertiroidismo e quant’altro, qualora la psicosi sia indotta da disturbi dell’apparato endocrino;
- Programmi terapeutici per curare le malattie di natura psichiatrica, come schizofrenia, disturbo bipolare, disturbo delirante e quant’altro, nel caso in cui fossero la causa della psicosi.
- Terapia farmacologica con antipsicotici (o neurolettici): si tratta di farmaci che agiscono sulla dopamina e che hanno un effetto calmante, anti-allucinatorio e stabilizzante dell’umore. Gli antipsicotici sono somministrabili per via orale e per via endovenosa. Questi ultimi sono farmaci a rilascio lento e vengono somministrati, in genere, ogni 2-6 settimane. Gli antipsicotici, tuttavia, presentano numerosi effetti collaterali, quali:
- A breve termine:
- Sonnolenza;
- Tremori;
- Irrequietezza;
- Spasmi;
- Contrazioni muscolari;
- Visione offuscata;
- Vertigini;
- Costipazione;
- Calo della libido;
- Secchezza delle fauci.
- A lungo termine:
- Aumento del peso ponderale, dovuto all’incremento dell’appetito e la tendenza alla sedentarietà;
- Sindrome metabolica, causata dall’aumento di peso e comporta iperglicemia, ipercolesterolemia, ipertensione e obesità. Può causare diabete di tipo 2, malattie cardiache, infarti o ictus;
- Discinesia tardiva.
- A breve termine:
- Psicoterapia: le terapie più utilizzate in caso di psicosi sono:
- Terapia cognitivo-comportamentale: ha lo scopo di individuare i pensieri e i comportamenti disfunzionali e di insegnare al paziente a trasformarli in pensieri e comportamenti sani e funzionali. In caso di psicosi, questo tipo di terapia aiuta l’individuo a controllare le crisi d’ansia, i comportamenti violenti, l’agitazione causata dalle allucinazioni e dalle illusioni e quant’altro;
- Terapia familiare: coinvolge tutta la famiglia del paziente e ha lo scopo di far conoscere più a fondo le dinamiche e la natura del disturbo, così da poter supportare al meglio il proprio caro durante tutto il percorso di guarigione.
- Terapia di gruppo: la condivisione con persone affette dal medesimo disturbo aiuta i pazienti nella risoluzione positiva della psicosi.
Disclaimer: le informazioni fornite non sono necessariamente esaustive.
Non è sempre facile sapere come comportarsi con una persona affetta da questo disturbo, specialmente se è nel bel mezzo di un attacco psicotico. Tuttavia, per aiutare un soggetto psicotico, basta relativamente poco. È indispensabile mostrarsi disponibili all’ascolto e offrire il proprio supporto. Nonostante la sintomatologia possa spaventare parecchio, non c’è bisogno di farsi prendere dal panico. È importante conoscere a fondo la patologia e tenere presente che tali comportamenti sono dovuti al disturbo stesso.
Trattandosi di una condizione medica grave, il soggetto deve essere seguito da uno specialista (come lo psichiatra), il quale predisporrà un trattamento specifico per il singolo caso. La famiglia e gli amici svolgono un ruolo determinante nel supporto del paziente durante tutto il percorso di guarigione. Tuttavia, il disturbo non può risolversi spontaneamente, ma al contrario necessita di una terapia apposita con un professionista. Ciò che la famiglia può fare per aiutare realmente il proprio caro è indirizzare il soggetto psicotico verso un medico o uno psicologo, cosicché possa intraprendere al più presto un percorso di cura e riprendere il controllo della propria vita.
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- National Institute of Mental Health: https://www.nimh.nih.gov/health/publications/understanding-psychosis
- NHS: https://www.nhs.uk/mental-health/conditions/psychosis/
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