- Prima o poi, nel corso della vita, tutti dobbiamo fare i conti con i sensi di colpa.
- Questi sentimenti possono essere costruttivi e positivi, quando spronano il soggetto ad agire per non commettere gli stessi errori del passato.
- A tal proposito, i sensi di colpa hanno anche una funzione sociale, ossia quella di non arrecare danno agli altri.
Prima o poi, nel corso della vita, tutti dobbiamo fare i conti con i sensi di colpa. Questi sentimenti possono essere costruttivi e positivi, quando spronano il soggetto ad agire per non commettere gli stessi errori del passato. A tal proposito, i sensi di colpa hanno anche una funzione sociale, ossia quella di non arrecare danno agli altri.
Tuttavia, in alcuni casi, i sensi di colpa si rivelano distruttivi e compromettono sensibilmente diverse aree della vita dell’individuo. Per questo, è importante riconoscere il senso di colpa e rivolgersi ad uno psicologo per indagarne le cause più profonde e intraprendere un percorso di cura, volto alla modifica di quegli schemi di pensiero che lo innescano.
I sensi di colpa sono sentimenti umani che scaturiscono da un’azione o un’omissione, intenzionale o accidentale, commessa dall’individuo e che va contro il codice morale e il sistema di valori del soggetto stesso. Tale emozione viene percepita come un senso di rimpianto o di responsabilità ed implica una riflessione su sé stessi e sul proprio comportamento. Per esempio, le persone possono avere sensi di colpa riguardanti azioni che hanno commesso, il proprio fallimento o pensieri moralmente sbagliati.
I sensi di colpa possono avere effetti positivi o negativi. Nel primo caso, si parla di sensi di colpa produttivi, ossia che portano a un cambiamento. Nel secondo, di senso di colpa distruttivo, che conduce a sentimenti di vergogna, bassa autostima e sintomi fisici. D’altro canto, è possibile fare un’ulteriore distinzione tra:
- Senso di colpa conscio: scaturisce da azioni ritenute sbagliate e, avvertendolo del disagio, muove il soggetto a rimediare al proprio comportamento dannoso;
- Senso di colpa inconscio: scaturisce da motivazioni irrazionali o fantasie dell’individuo, minando l’autostima e la sicurezza del soggetto.
Infine, si parla di senso di colpa patologico quando tale stato persiste e continua a torturare il soggetto togliendogli la serenità e la capacità di perdonarsi. Può generare angoscia, senso di inadeguatezza, disistima, svalutazione, depressione, ansia, disturbi fobico-ossessivi, disturbi alimentari e dipendenza da alcol, droghe o farmaci.
Nella maggior parte dei casi, il senso di colpa è una risposta completamente normale ai torti commessi o alle violazioni dei nostri standard morali. Tuttavia, quando diventa distruttivo e patologico rischia di compromettere notevolmente la vita dell’individuo. Tra i sintomi principali possiamo includere:
- Angoscia;
- Preoccupazione;
- Senso di fallimento;
- Ansia;
- Pianto;
- Insonnia;
- Tensione muscolare;
- Stomaco sottosopra;
- Stress;
- Depressione;
- Affaticamento;
- Difficoltà di concentrazione;
- Perdita di interesse;
- Isolamento sociale;
- Senso di inadeguatezza;
- Comportamenti autopunitivi;
Tra i comportamenti più comuni del soggetto che soffre di senso di colpa patologico rientrano:
- Preoccupazione costante di aver infastidito gli altri;
- Analisi continua di ciò che avrebbe potuto fare meglio;
- Senso di colpa per azioni non commesse o pensieri cattivi;
- Assunzione di responsabilità per il cattivo umore degli altri;
- Uso frequente di espressioni come “avrei dovuto” e “avrei potuto”;
- Forte tendenza all’autocritica;
- Convinzione che se le cose non vanno bene è a causa di qualcosa che ha fatto o detto;
- Tendenza a incolpare gli altri;
- Passaggio rapido dal senso di colpa a quello di vergogna.
Disclaimer: gli elenchi forniti potrebbero non essere esaustivi.
Il senso di colpa non è un’emozione primaria, ma viene appresa nel corso della crescita del bambino dal contatto con gli adulti. Può essere legato alle esperienze vissute nel passato o all’educazione ricevuta. Tale stato, quindi, ha radici profonde nell’infanzia. In linea generale, il senso di colpa può derivare dalla famiglia, dalla religione, dalla scuola o da altri fattori esterni.
Esistono diversi motivi che possono indurre il senso di colpa, come:
- Pensare di aver fatto qualcosa di sbagliato: si parla di “colpa reattiva” e può riferirsi a un danno fisico o psicologico causato ad un’altra persona, alla violazione del proprio codice etico e morale, a comportamenti che ci siamo promessi di non rifare.
- Non fare qualcosa che si vorrebbe fare: si parla di “colpa anticipatoria” e si riferisce ad azioni che il soggetto pensa di fare contro il proprio codice morale. Si tratta di colpa anticipatoria, in quanto il senso di colpa emerge senza aver ancora svolto la suddetta azione.
- Sensazione di non aver fatto abbastanza: questo tipo di senso di colpa si presenta quando pensiamo che avremmo potuto fare di più per aiutare gli altri o quando abbiamo deluso le aspettative delle persone a noi care.
- Senso di colpa del sopravvissuto: si tratta di una colpa che deriva dallo stare meglio degli altri o dall’essere sopravvissuti ad un disastro (come calamità naturali, incidenti e quant’altro).
- Colpa esistenziale: il soggetto vive una continua lotta interiore con sé stesso, con ciò che fa e con il posto che occupa nel mondo.
Vi sono, poi, altre ragioni per cui il soggetto prova un senso di colpa. Come già accennato, tale emozione viene appresa in seguito alle reazioni dei genitori o dei caregiver ai comportamenti del bambino. Spesso, il bambino tende a pensare di essere la causa dei problemi della propria famiglia. Per esempio, quando i genitori litigano, divorziano, si separano o quant’altro, il figlio tende ad incolpare sé stesso, nonostante tali avvenimenti esulino dal suo comportamento. Non solo, anche il poco amore o affetto dei genitori nei confronti del figlio instaurano in lui il senso di colpa. In questo caso, il bambino crede di aver fatto qualcosa che abbia scaturito tale comportamento da parte dei genitori.
Un altro fattore che contribuisce all’instaurarsi del senso di colpa deriva ancora dall’infanzia e si riferisce ai traumi subiti dal bambino. Tra questi, ricordiamo: l’abuso fisico, verbale o sessuale, la perdita della propria casa, i disastri naturali, la perdita di un parente, la rottura di una relazione e così via. Anche in questo caso, il bambino tende ad addossarsi la colpa di tali avvenimenti, pur non avendola effettivamente.
Disclaimer: le informazioni fornite non sono da considerarsi esaustive.
Il senso di colpa può nascondere un conflitto interiore tra le proprie azioni e il proprio codice morale. In un certo senso, tale stato potrebbe nascondere un senso di onnipotenza, in quanto tendiamo ad incolpare noi stessi per gli avvenimenti che ci circondano. Per esempio, quando un figlio fa piangere la madre tende a pensare che sia una conseguenza di una sua azione, non tenendo in considerazione altri eventi che avrebbero potuto scatenarla.
In questo caso, il bambino pensa che se la madre non stia bene dipenda da lui. O ancora, che lui sia la causa del cattivo umore della madre, cosa spesso inverosimile. Infine, il senso di colpa può nascondere una punizione interiorizzata. Anche in questo caso, torniamo indietro all’infanzia, in quanto il bambino non si sente meritevole dell’amore dei propri genitori a causa del non aver rispettato una regola o una punizione imposta da essi.
Come già accennato precedentemente, il senso di colpa è del tutto normale se sano. Ci fa capire cosa stiamo sbagliando e ci aiuta a modificare i nostri comportamenti al fine di non ripetere lo stesso errore in futuro. Tuttavia, quando il senso di colpa è eccessivo diventa patologico e non permette all’individuo di condurre una vita serena e soddisfacente. In questi casi, è necessario intraprendere un percorso terapeutico con uno psicologo per comprendere le varie dinamiche alla base del senso di colpa, spesso immotivato, e agire di conseguenza per modificare tutti quegli schemi di pensiero che lo inducono.
Detto ciò, esistono alcune strategie per superare i sensi di colpa (sempre affiancate all’aiuto professionale), quali:
- Riconoscere il senso di colpa: il primo passo da fare è riconoscere la sua esistenza e indagarne le cause. Può essere utile esplorare le proprie emozioni e gli eventi ad esse collegati per comprendere il significato di questo senso di colpa così opprimente. Alcune domande utili includono:
- Per cosa mi sento in colpa e perché?
- Quali sono le cause del mio senso di colpa?
- Cosa guadagno dal sentirmi in colpa?
- Come il senso di colpa mi blocca?
- Qual è l’effetto del mio senso di colpa sulle persone che mi circondano?
- È ragionevole sentirmi in colpa per questa cosa? Ne vale la pena?
- Assumersi le proprie responsabilità: una volta individuato il motivo reale del senso di colpa è necessario assumersi le proprie responsabilità e attuare dei cambiamenti per evitare di ritrovarsi nella stessa situazione in futuro. Questo vale per azioni che dipendono da noi. Ma per quanto riguarda il senso di colpa che proviamo, ma che non dipende da noi (per esempio, ci sentiamo in colpa per il cattivo umore di un’altra persona), è necessario assumersi un altro tipo di responsabilità. In tal senso, occorre ricordarci che certe cose non dipendono da noi o dalle nostre azioni, per cui non è sano incolparci di tali avvenimenti o comportamenti.
- Modificare i propri schemi mentali: può risultare difficile, se fatto da soli. Per cui, si consiglia di affidarsi ad un esperto che può aiutare a capire quali siano le credenze sbagliate che limitano la propria libertà e il proprio benessere. In tal modo, è possibile rafforzare la propria autostima e sicurezza in sé stessi.
- Chiedere scusa: è uno dei modi più semplici, ma talvolta difficili, per liberarsi dal senso di colpa. Infatti, se ci colpevolizziamo per un comportamento sbagliato adottato nei confronti di un’altra persona, come un tradimento per esempio, la soluzione più efficace è ammettere di aver sbagliato e porre delle sincere scuse. Se, poi, l’altra persona non è disposta a perdonarci, dobbiamo ricordarci di aver fatto tutto il possibile per porre rimedio alla situazione.
- Capire cosa è sotto il proprio controllo: può essere utile capire cosa è completamente sotto il tuo controllo, cosa è parzialmente sotto il tuo controllo e cosa, invece, è totalmente fuori dal tuo controllo. Ci sono situazioni che è possibile cambiare e altre che non dipendono da te. Per esempio, non puoi cambiare ciò che è accaduto in passato. E devi, quindi, accettarlo per poter andare avanti. Ma, invece, puoi cambiare il tuo presente e il tuo futuro, modificando i tuoi comportamenti, le tue azioni, il tuo modo di pensare e il tuo modo di reagire alle cose.
- Imparare a perdonarsi: il giudice più critico e spietato siamo noi stessi. Per questo, è importante sapersi perdonare nonostante abbiamo commesso degli errori. È inutile continuare a logorarsi con il senso di colpa. Va bene sentirsi in colpa solo se questo sentimento è produttivo e ci sprona a fare meglio. Nel caso contrario, quando il senso di colpa diventa distruttivo, è necessario avere la forza di perdonarsi. Non è semplice, ma con l’aiuto di uno psicologo e un percorso di cura è possibile trasformare quei pensieri distruttivi in pensieri costruttivi.
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