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Risorsa clinica

SEROTONINA

La serotonina (scientificamente denominata 5-idrossitriptamina o 5-HT) è un neurotrasmettitore monoaminico, derivante dall’amminoacido essenziale triptofano

Revisionato clinicamente daDr. Sarah Boss, MD
Residenza in pietra con piscina, prato e palme

Sintesi rapida

  • La serotonina è un neurotrasmettitore derivato dal triptofano, presente soprattutto nell’intestino e coinvolto in umore, digestione, sonno, coagulazione e altre funzioni fisiologiche.
  • I sintomi non dimostrano una carenza di serotonina; ansia e depressione richiedono valutazione clinica e non si diagnosticano dosandola nel sangue.
  • La sindrome serotoninergica è una reazione rara ma grave: chiedere subito assistenza per sintomi sospetti e chiamare il 112 per convulsioni, perdita di coscienza o febbre alta con rigidità e marcata confusione.

Anche nota come “ormone del buonumore”, la serotonina è un neurotrasmettitore coinvolto in diverse funzioni. Infatti, svolge un ruolo chiave nella regolazione dell’umore e del ritmo sonno-veglia, nella funzione intestinale, nel comportamento alimentare, nella coagulazione sanguigna e quant’altro. In quantità normali, è di fondamentale importanza per il mantenimento del benessere psicofisico dell’individuo. Al contrario, livelli troppo alti o troppo bassi possono causare numerose ripercussioni, sia fisiche che psicologiche. Continua a leggere l’articolo per scoprire cos’è la serotonina, quali funzioni espleta nell’organismo e cosa succede in caso di deficit o di concentrazioni eccessive.

La serotonina (scientificamente denominata 5-idrossitriptamina o 5-HT) è un neurotrasmettitore monoaminico, derivante dall’amminoacido essenziale triptofano.  Questo amminoacido essenziale deve essere introdotto nell’organismo attraverso la dieta e si trova comunemente in alimenti come noci, formaggio e carne rossa. La serotonina è considerata uno stabilizzatore naturale dell’umore ed è coinvolta in numerose funzioni fisiologiche. Essa si trova principalmente nel sistema digestivo, ma anche nelle piastrine e nel sistema nervoso centrale. Inoltre, questa sostanza non agisce solo come neurotrasmettitore, ma anche come ormone.

Le funzioni della serotonina sono molteplici. Infatti, interagisce con numerosi recettori del sistema nervoso centrale e periferico, nonché con vari tessuti non neuronali, come l’intestino e il sistema cardiovascolare. A seconda del tipo e della localizzazione di questi recettori, la serotonina espleta diverse azioni biologiche. In particolare, è coinvolta in:

  • Regolazione dell’umore e corretto funzionamento del sistema nervoso centrale (SNC): a livello del cervello, la serotonina agisce come neurotrasmettitore, ossia svolge un ruolo chiave nella trasmissione dei messaggi tra le cellule nervose (neuroni). In tal senso, espleta una funzione nella regolazione dell’umore, contribuendo a sensazioni di felicità e benessere e allentando ansia e tensioni. Livelli normali di serotonina promuovono una maggiore concentrazione, stabilità emotiva, calma e felicità. Quando si abbassa, invece, possono comparire sintomi depressivi.
  • Digestione: come abbiamo già menzionato, la maggior parte della serotonina è situata nel tratto gastrointestinale. Qui, svolge diverse funzioni, quali:
    • Aiuta a controllare la funzione del tubo digerente;
    • Regola la motilità e le secrezioni intestinali;
    • Accelera la digestione per espellere dall’organismo prodotti tossici (se necessario);
    • Riduce l’appetito mentre si mangia.

Alte concentrazioni di serotonina, a livello intestinale, determinano diarrea. Bassi livelli, invece, causano stitichezza. Questa particolare azione della serotonina è correlata alla relazione tra il sistema nervoso enterico e quello centrale, spiegando così il motivo per cui importanti stress psicofisici possano causare ripercussioni sulla motilità intestinale.

  • Nausea: sempre a livello intestinale, quando la serotonina viene rilasciata più velocemente di quanto possa essere digerita, il cervello la percepisce come nausea, favorendo così l’espulsione di quanto ingerito.
  • Sonno: la serotonina è il precursore della melatonina (l’ormone che regola il ciclo sonno-veglia). Insieme alla dopamina, svolge un ruolo nella qualità del sonno, attivando il rilassamento e l’addormentamento.
  • Guarigione delle ferite: la serotonina aiuta a guarire le ferite, in quanto viene rilasciata dalle piastrine nel sangue, favorendo la coagulazione. Inoltre, ha la capacità di regolare il tono dei vasi sanguigni.
  • Salute del sistema cardiovascolare: la serotonina contribuisce al controllo della pressione sanguigna, in quanto agisce sulla contrazione delle arterie, nonché della muscolatura liscia dei bronchi, della vescica e dei grossi vasi intracranici. Inoltre, stimola l’aggregazione piastrinica, esercitando un’azione vasocostrittrice e trombogena. È bene sottolineare che alti livelli di serotonina possono causare aritmie.
  • Salute delle ossa: la serotonina svolge un ruolo nella salute ossea, in particolare nella densità. Alte concentrazioni possono rendere le ossa deboli, con conseguenti fratture o sviluppo di osteoporosi.
  • Salute sessuale: la serotonina, insieme alla dopamina, è coinvolta nel desiderio e nel comportamento sessuale. Basse concentrazioni possono aumentare la libido, mentre alti livelli possono abbassare il desiderio sessuale e rendere difficoltoso il raggiungimento dell’orgasmo.

In linea generale, il sistema serotoninergico influenza quasi tutte le funzioni basali e fisiologiche, dalla regolazione del sistema cardiovascolare, respiratorio e gastrointestinale, alla termoregolazione. Altre funzioni di questo neurotrasmettitore includono:

  • Regolazione endocrina, in quanto interviene sul rilascio di determinati ormoni, come la prolattina, la corticotropina, la tireotropina e l’ormone somatotropo;
  • Inibizione della sensibilità al dolore;
  • Regolazione della temperatura corporea;
  • Controllo delle relazioni, in quanto bassi livelli di serotonina sembrano essere connessi a comportamenti aggressivi antisociali.

Disclaimer: le informazioni fornite non sono necessariamente esaustive.

Un valore di serotonina nel sangue non diagnostica depressione o ansia. Gli intervalli di laboratorio variano e non vanno usati per autodiagnosticare una carenza cerebrale. I seguenti sintomi fisici e psicologici sono aspecifici e richiedono una valutazione delle possibili cause:

  • Sintomi fisici:
    • Voglia di carboidrati o di cibi dolci;
    • Aumento di peso;
    • Affaticamento;
    • Nausea;
    • Problemi di motilità intestinale o digestiva, come la sindrome del colon irritabile o costipazione.
  • Sintomi psicologici:
    • Ansia;
    • Umore depresso;
    • Comportamento impulsivo;
    • Mancanza di interesse per le attività quotidiane;
    • Aggressività;
    • Aumento del desiderio sessuale;
    • Insonnia o altri disturbi del sonno;
    • Irritabilità;
    • Scarso appetito;
    • Perdita di piacere nelle attività che normalmente si amano;
    • Problemi di memoria e concentrazione.

Inoltre, la carenza di serotonina sembra essere associata a determinate condizioni psicologiche, come:

  • Disturbi alimentari;
  • Disturbo ossessivo-compulsivo;
  • Disturbo di panico;
  • Disturbo da stress post-traumatico;
  • Depressione, ansia e altri disturbi dell’umore;
  • Disturbo d’ansia sociale.

Come appena menzionato, un deficit di serotonina può portare a un maggior desiderio di cibi dolci e ricchi di carboidrati. Tale reazione può rappresentare un tentativo inconscio dell’organismo di compensare bassi livelli di serotonina, in quanto i carboidrati ne stimolano temporaneamente la produzione. Tuttavia, l’effetto è solo momentaneo. Infatti, è possibile andare incontro a una rapida caduta degli zuccheri nel sangue, con conseguente peggioramento dell’umore.

Disclaimer: le informazioni fornite potrebbero non essere esaustive.

Le cause della carenza di serotonina possono includere:

  • Bassa produzione di serotonina da parte delle cellule del cervello;
  • Mancanza di recettori capaci di ricevere la serotonina;
  • Impossibilità di raggiungere i siti recettori;
  • Mancanza di triptofano.

Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che i fattori di stress della prima infanzia potrebbero influire negativamente sul trasporto della serotonina. Anche il microbioma intestinale potrebbe essere responsabile di un deficit di serotonina. In particolare, quando questo viene compromesso da stress, malattie o dieta scorretta, la produzione di serotonina sembra esserne influenzata.

Altre potenziali cause della carenza di serotonina comprendono:

  • Stress cronico;
  • Carenze nutrizionali;
  • Problemi digestivi;
  • Alcuni farmaci;
  • Squilibri ormonali;
  • Mancanza di luce solare.

Disclaimer: le informazioni fornite non sono necessariamente esaustive.

Alcune reazioni ai farmaci possono avere ripercussioni non indifferenti. La sindrome serotoninergica è una reazione rara ma potenzialmente grave a medicinali o sostanze serotoninergiche, soprattutto in determinate combinazioni o dopo l’inizio o l’aumento di una dose. Non è una conseguenza inevitabile di ogni aumento prescritto. Possibili sintomi sono:

  • Brividi;
  • Tremori;
  • Cefalea;
  • Pupille dilatate;
  • Sudorazione eccessiva;
  • Confusione;
  • Irrequietezza;
  • Ipertensione (pressione sanguigna alta);
  • Contrazioni muscolari;
  • Diarrea.

La sospetta sindrome serotoninergica richiede subito valutazione medica. Chiamare il 112 per convulsioni, perdita di coscienza o febbre alta con rigidità e marcata confusione. Non modificare preventivamente la terapia per il solo timore della reazione: discuterne con il prescrittore. I sintomi gravi includono:

  • Febbre alta;
  • Convulsioni;
  • Svenimento;
  • Battito cardiaco anormale (accelerato o irregolare);
  • Perdita di agilità muscolare.

Il dosaggio della serotonina nel sangue viene usato soprattutto quando si sospetta una sindrome da carcinoide. Non è il test con cui diagnosticare la sindrome serotoninergica, che richiede una valutazione clinica dei sintomi e dei farmaci assunti.

Disclaimer: le informazioni fornite potrebbero non essere esaustive.

La serotonina contribuisce a regolare l’umore, ma i sintomi di ansia o depressione non permettono di dedurre una carenza, né il suo dosaggio nel sangue ne stabilisce la diagnosi. È importante ricordare, però, che ansia e depressione sono due condizioni complesse e non è possibile attribuire la loro origine solo alla carenza di serotonina.

Questo deficit, infatti, si inserisce in un quadro molto più complicato, in cui può coesistere una vasta gamma di fattori scatenanti. Inoltre, alcuni studi hanno evidenziato come alcuni pazienti affetti da depressione o ansia presentassero elevati livelli di serotonina, cosa che risulta in contrasto con la precedente teoria. Per tale motivo, sono necessarie ulteriori ricerche e studi scientifici.

Disclaimer: le informazioni fornite non sono da considerarsi esaustive.

La serotonina e la dopamina sono due neurotrasmettitori. Entrambi svolgono un ruolo importante nella regolazione dell’umore e delle emozioni positive. Tuttavia, la serotonina è associata alla sensazione di felicità, calma e maggiore concentrazione. Mentre la dopamina è coinvolta nei sistemi di ricompensa e motivazione. Esse si distinguono anche a livello di funzionalità. La serotonina aiuta a regolare le funzioni digestive e l’appetito, tra le altre cose. La dopamina, invece, è coinvolta nel controllo dei movimenti e nella coordinazione del corpo.

Anche il sito di maggiore concentrazione cambia: la serotonina si concentra principalmente nell’intestino, mentre la dopamina nel cervello. Infine, entrambe contribuiscono alla qualità e alla regolazione del sonno. Tuttavia, la serotonina aiuta a regolare il ritmo sonno-veglia, mentre la dopamina promuove una maggiore vigilanza. Importanti squilibri di entrambi questi neurotrasmettitori possono causare condizioni di salute mentale, come la depressione e altri disturbi dell’umore.

Domande

Domande frequenti

Come viene trattata la carenza di serotonina?
I sintomi richiedono una valutazione clinica, non un’autodiagnosi di carenza di serotonina. Per depressione o altri disturbi, il medico può proporre psicoterapia e, quando indicato, antidepressivi in base alla diagnosi e alle esigenze individuali. In genere, possono essere impiegati: gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI), gli antidepressivi triciclici e gli inibitori delle monoaminossidasi. Si tratta di farmaci ottenibili solo previa prescrizione medica. Sarà compito del medico o dello psichiatra determinarne l’utilità in base al singolo caso del paziente, nonché la relativa posologia.
Come aumentare i livelli di serotonina?
Abitudini salutari possono sostenere il benessere, ma non dimostrano né correggono necessariamente una carenza di serotonina. Fra le abitudini spesso proposte:
Consumare un maggior numero di alimenti contenenti il triptofano, come salmone, uova, formaggio, tofu, carne di tacchino, noci, semi e avena;
Praticare regolare attività fisica;
Cercare di abbassare i livelli di stress, per esempio praticando alcune tecniche di rilassamento, come lo yoga, la meditazione, la mindfulness, la respirazione profonda e quant’altro;
Acquisire maggiore vitamina D, attraverso l’esposizione solare (almeno 10-15 minuti al giorno), senza dimenticarsi di mettere la protezione;
Non aggiungere triptofano o altri integratori per correggere una presunta carenza senza una valutazione medica delle indicazioni e delle interazioni, anche gravi, con i farmaci.

Evidenze editoriali

Evidenze e fonti

Linee guida cliniche, ricerca sottoposta a revisione paritaria e fonti di sanità pubblica selezionate usate in questo articolo.

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02

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