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Risorsa clinica

PSICOFARMACI E ALCOL

Psicofarmaci e alcol, così come antidepressivi e alcol, non andrebbero mai assunti insieme, in quanto tale combinazione potrebbe causare spiacevoli e pericolose conseguenze per la salute del soggetto

Revisionato clinicamente daDr. Sarah Boss, MD
Residenza in pietra con piscina, prato e palme

Sintesi rapida

  • L’alcol può alterare l’assorbimento e lo smaltimento degli psicofarmaci, riducendone l’efficacia o aumentandone concentrazione ed effetti collaterali.
  • L’assunzione combinata può compromettere respirazione, lucidità, coordinazione e capacità di giudizio, aumentando il rischio di intossicazione, incidenti e sovradosaggio.
  • Durante una terapia con psicofarmaci, compresi gli antidepressivi, è raccomandato evitare l’alcol e chiedere indicazioni specifiche al proprio medico.

La combinazione di psicofarmaci e alcol è spesso sottovalutata. Molte volte, le persone che assumono tali sostanze in contemporanea non sono consapevoli dei reali rischi per la propria salute.  Infatti, l’alcol può influenzare l’assorbimento e lo smaltimento dei medicinali, riducendone l’efficacia terapeutica e aumentandone gli effetti collaterali.

D’altro canto, tale combinazione può portare anche a una rapida intossicazione da alcol, oltre che a una serie di problemi di salute, come danno epatico, malattie cardiovascolari, deterioramento delle funzioni cognitive e peggioramento dei sintomi psichiatrici. Per questi motivi, durante una terapia con psicofarmaci è prudente evitare l’alcol; le controindicazioni e i rischi specifici dipendono dal medicinale e dalla situazione clinica. In questo articolo, scopriremo le pericolose conseguenze di questa combinazione, gli effetti e cosa succede se si beve alcol con psicofarmaci.

Psicofarmaci e alcol, così come antidepressivi e alcol, non andrebbero mai assunti insieme, in quanto tale combinazione potrebbe causare spiacevoli e pericolose conseguenze per la salute del soggetto. Da un lato, infatti, l’assunzione contemporanea può compromettere l’efficacia del medicinale e, dall’altro, può causare un aumento degli effetti collaterali del farmaco, ma anche esacerbare i sintomi della patologia per cui si sta seguendo una terapia farmacologica.

L’alcol e molti, ma non tutti, gli psicofarmaci vengono metabolizzati dal fegato. In base al medicinale e alle modalità di consumo, l’alcol può modificarne lo smaltimento. Per alcuni farmaci sono possibili due scenari:

  • Un accumulo del medicinale nell’organismo, in quanto il fegato non è in grado di elaborarlo a dovere, a causa del metabolismo in corso della sostanza alcolica. Questo fattore comporterebbe un aumento dei possibili effetti collaterali del farmaco.
  • Smaltimento più rapido del farmaco da parte degli enzimi epatici, i quali registrano un’aumentata attività a causa dell’alcol. In questo caso, il farmaco perde di efficacia, in quanto viene smaltito prima di poter esercitare la sua funzione.

Inoltre, la combinazione di psicofarmaci e alcol fa emergere un ulteriore problema. Infatti, gli alcolici possono alterare alcune funzioni del sistema nervoso centrale, aumentando gli effetti sedativi dei medicinali e compromettendo la capacità di giudizio, la reattività e la coordinazione motoria.

Da quanto emerso, si rende immediatamente chiara la tossicità di tale combinazione. Per questo motivo, i medici sconsigliano attivamente il consumo di alcolici quando si sta seguendo una terapia farmacologica.

Disclaimer: le informazioni fornite potrebbero non essere esaustive.

L’alcol e alcuni psicofarmaci, soprattutto benzodiazepine e altri sedativi, sono depressori del sistema nervoso centrale (SNC). Associarli può aumentare la sonnolenza e, nei casi gravi, rallentare pericolosamente la respirazione. Gli psicofarmaci comprendono però classi diverse, tra cui antidepressivi, antipsicotici, stabilizzatori dell’umore e stimolanti: non condividono tutti lo stesso meccanismo o gli stessi rischi. Le interazioni con l’alcol vanno valutate per il singolo farmaco, la dose e le condizioni della persona. 

Quindi, cosa succede se si beve alcol con psicofarmaci? Tale combinazione può dare luogo a numerosi effetti collaterali, sia a breve che a lungo termine. In particolare, aumenta il rischio di overdose, di intossicazione da alcol e di sovradosaggio di farmaci. Inoltre, può comportare numerose conseguenze spiacevoli e, talvolta, pericolose per l’incolumità dell’individuo, tra cui:

  • Nausea;
  • Vomito;
  • Svenimenti;
  • Disturbi comportamentali;
  • Perdita di coordinazione motoria;
  • Cadute (specialmente negli anziani);
  • Incidenti;
  • Emorragie interne;
  • Difficoltà respiratorie;
  • Danni al fegato;
  • Disturbi cardiovascolari;
  • Peggioramento di condizioni come l’ansia e la depressione.

Disclaimer: le informazioni fornite potrebbero non essere esaustive.

Alcol e psicofarmaci effetti sono molteplici. Essi si registrano sia a livello fisico, che psicologico, che comportamentale e possono manifestarsi sia nel breve che nel lungo termine.

Tra gli effetti a breve termine della combinazione di alcol e psicofarmaci, vi sono:

  • Nausea e vomito;
  • Confusione mentale;
  • Difficoltà respiratorie;
  • Abbassamento della temperatura corporea;
  • Battito cardiaco irregolare;
  • Esacerbazione dei sintomi ansiosi e/o depressivi;
  • Scarsa coordinazione motoria;
  • Difficoltà a controllare i muscoli;
  • Comportamenti a rischio (come guidare sotto l’effetto delle sostanze o avere rapporti non protetti);
  • Grave sonnolenza e incapacità di restare vigili;
  • Perdita di coscienza.

Inoltre, tale combinazione può aumentare il rischio di incidenti, in quanto compromette la facoltà di guidare veicoli e macchinari. Per questo motivo, è severamente vietato mettersi alla guida quando si è sotto l’effetto di queste sostanze.

Tra gli effetti a lungo termine, invece, possiamo menzionare:

  • Modificazione della chimica cerebrale: alcol e psicofarmaci agiscono sul sistema nervoso attraverso meccanismi differenti. Le conseguenze dell’uso prolungato dipendono dalla sostanza, dalla dose e dalla persona; non indicano che il cervello smetta di produrre neurotrasmettitori.
  • Tolleranza: con l’uso ripetuto di alcol o di alcuni farmaci, come le benzodiazepine, alcuni effetti possono diminuire. La tolleranza non implica inevitabilmente un disturbo da uso di sostanze e non autorizza ad aumentare le dosi senza indicazione medica.
  • Dipendenza fisica e psicologica: alcol e alcune classi di farmaci possono causare dipendenza fisica e un uso problematico. La dipendenza fisica è un adattamento dell’organismo e può svilupparsi anche seguendo una prescrizione; non coincide con la perdita di controllo e l’uso compulsivo propri di un disturbo da uso di sostanze. Gli antidepressivi possono causare sintomi da sospensione, ma questo non equivale a una dipendenza da uso compulsivo.
  • Crisi d’astinenza: interrompere bruscamente alcol o benzodiazepine in una persona fisicamente dipendente può essere pericoloso e richiede un piano medico. Anche gli antidepressivi possono provocare sintomi da sospensione: la riduzione va concordata con il prescrittore, senza confondere tali sintomi con un uso compulsivo.
  • Rischio di overdose: la combinazione di alcol e psicofarmaci può portare a esiti fatali, a causa di un sovradosaggio del principio attivo di alcuni medicinali.
  • Malattie fisiche: l’uso prolungato di alcol e psicofarmaci può danneggiare significativamente l’organismo. Per esempio, può contribuire allo sviluppo di patologie cardiovascolari, obesità, ictus, neuropatia, cancro, problemi gastrointestinali e danni agli organi interni (come fegato e reni).
  • Disturbi mentali: la combinazione di alcol e psicofarmaci, come abbiamo già menzionato, può aggravare i sintomi della patologia per cui si sta facendo la terapia farmacologica. Per esempio, può peggiorare l’ansia e la depressione.
  • Altri problemi: tale combinazione, nel tempo, può portare all’insorgenza di altri problemi, di tipo sociale, familiare, lavorativo e relazionale.

Disclaimer: le informazioni fornite non sono da considerarsi esaustive.

I disturbi depressivi, di per sé, possono indurre al consumo di alcolici. Tanti pazienti con depressione, infatti, ricorrono al consumo di alcol per far fronte alla sofferenza emotiva. Tuttavia, tale combinazione sembra benefica solo all’apparenza, perché in realtà causa più danni che altro. Infatti, intensifica i sintomi depressivi e riduce l’efficacia dei farmaci, con pericolose conseguenze per il soggetto.

Gli antidepressivi appartengono alla categoria degli psicofarmaci e, per tale motivo, anch’essi interagiscono con gli alcolici. Nessuno di essi andrebbe assunto con l’alcol, a prescindere dal tipo di antidepressivo, come:

  • Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI);
  • Inibitori della ricaptazione della serotonina e noradrenalina (SNRI);
  • Antidepressivi triciclici (TCA);
  • Inibitori delle monoaminossidasi (IMAO).

L’alcol può modificare gli effetti di alcuni antidepressivi, ma le interazioni dipendono dal principio attivo e dalla formulazione. Anche per gli antidepressivi a rilascio prolungato occorre seguire il foglio illustrativo e le indicazioni del medico o del farmacista: non è corretto attribuire a tutti un aumento del principio attivo dovuto allo svuotamento dello stomaco.

Disclaimer: le informazioni fornite potrebbero non essere esaustive.

Una pericolosa conseguenza della combinazione di antidepressivi e alcol risiede nel fatto che gli antidepressivi possono intensificare gli effetti dell’alcol. Ma, a sua volta, l’alcol può aumentare gli effetti collaterali degli antidepressivi, nonché accentuare i sintomi della depressione. Tra le conseguenze più comuni di tale combinazione, vi sono:

  • Sonnolenza;
  • Difficoltà di concentrazione;
  • Vertigini;
  • Difficoltà motorie e cognitive;
  • Capacità di ragionamento ridotta;
  • Umore basso;
  • Peggioramento dei pensieri depressivi;
  • Aumento dell’ansia;
  • Comportamenti violenti;
  • Sensazioni di disperazione e speranza;
  • Aumento del rischio di overdose;
  • Comportamenti e pensieri autolesivi o suicidi.

Gli effetti della combinazione di antidepressivi e alcol possono variare a seconda del tipo di farmaco che si sta assumendo. Vediamo alcuni esempi:

  • SSRI (per esempio, combinazione di paroxetina e alcol oppure fluoxetina e alcol):
    • Aumento della sonnolenza;
    • Incremento dell’effetto dell’alcol;
    • Possibili effetti dannosi per l’organismo.
  • SNRI:
    • Per alcuni farmaci, come la duloxetina, aumento del rischio di danno epatico; il rischio non è identico per tutti gli SNRI.
  • Antidepressivi triciclici:
    • Peggioramento dei sintomi depressivi;
    • Sonnolenza e difficoltà di coordinazione;
    • Aumento degli effetti dell’alcol.

Infine, una conseguenza preoccupante della combinazione di antidepressivi e alcol è l’elevato rischio di suicidio e autolesionismo. Infatti, le persone con depressione, che soffrono anche di alcolismo, potrebbero decidere di smettere di assumere i farmaci per continuare a bere. Tuttavia, la sospensione degli antidepressivi (se non indicata dal medico curante con specifiche modalità) può condurre a un peggioramento della condizione, con conseguente comparsa di ideazioni suicidarie.

Disclaimer: le informazioni fornite non sono da considerarsi necessariamente esaustive.

Gli esperti raccomandano attivamente di evitare il consumo di alcol durante una terapia farmacologica. Tuttavia, come abbiamo visto, gli effetti dannosi di tale combinazione possono variare a seconda del farmaco prescritto. Per tale motivo, è consigliabile parlarne con il proprio medico curante, il quale saprà sicuramente fornire le giuste indicazioni in base al tipo di terapia che è stata somministrata. Detto ciò, vi sono alcune situazioni in cui l’assunzione di alcolici è assolutamente vietata. Per esempio:

  • Storia di abuso di sostanze o di dipendenza da alcol;
  • Terapia farmacologica con medicinali che comportano un elevato rischio di interazione con l’alcol (per esempio, alcuni tipi di antidepressivi e antipsicotici);
  • Persone con patologie che possono essere aggravate dal consumo di alcolici, come malattie epatiche o cardiovascolari.

Disclaimer: le informazioni fornite potrebbero non essere esaustive.

Domande

Domande frequenti

Esiste una quantità di sicurezza per poter consumare psicofarmaci e alcol insieme?
Non esiste una quantità di alcol universalmente sicura da associare agli psicofarmaci. Il rischio dipende dal medicinale, dalla dose, dalle altre sostanze assunte e dalle condizioni individuali. Durante la terapia è prudente evitare l’alcol e verificare le indicazioni del foglio illustrativo con il medico o il farmacista; non sospendete o saltate le dosi del farmaco per poter bere.
Sertralina e alcol effetti: quali sono?
La sertralina è un antidepressivo che rientra nella classe degli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI). Essa viene impiegata per trattare vari disturbi, come la depressione, il disturbo da ansia sociale, la sindrome da stress post-traumatico e il disturbo da attacchi di panico. Durante la terapia è consigliato evitare l’alcol, che può aumentare sonnolenza e vertigini, compromettere attenzione e giudizio e peggiorare la risposta al trattamento. I rischi dipendono anche dalle quantità assunte, da altri farmaci e dalle condizioni individuali; non sono identici a quelli delle benzodiazepine. Non sospendete la sertralina per poter bere: chiedete indicazioni al medico o al farmacista.
Alcol e psicofarmaci: questa è l’unica categoria di farmaci a cui prestare attenzione?
No, anche diversi farmaci non psichiatrici possono interagire con l’alcol; il rischio va verificato per il singolo medicinale. Infatti, non interferisce solo con gli psicofarmaci, come antidepressivi, ansiolitici o antipsicotici, ma anche con altri tipi di medicinali. Per esempio:
Antistaminici: nel caso in cui si assumano in concomitanza con bevande alcoliche, l’alcol potrebbe aumentare gli effetti sedativi degli antistaminici. Il soggetto, quindi, potrebbe incorrere in un incremento della sonnolenza e in un’alterazione della coordinazione motoria, cosa che potrebbe avere serie ripercussioni, anche pericolose per l’incolumità dell’individuo se deve, per esempio, svolgere attività in cui è richiesta molta attenzione.
Antiepilettici: la combinazione di alcol e antiepilettici potrebbe compromettere l’efficacia di questi ultimi (esponendo il soggetto al rischio di una nuova crisi epilettica) e accentuare gli effetti collaterali, come sonnolenza e difficoltà di coordinazione.
Antidolorifici: con i FANS, come ibuprofene e aspirina, l’alcol aumenta il rischio di sanguinamento gastrointestinale. Con gli oppioidi può causare grave depressione respiratoria; con il paracetamolo alcune modalità di consumo, soprattutto elevato o cronico, aumentano il rischio di danno epatico. Questi farmaci non hanno tutti proprietà anticoagulanti: chiedete consiglio sul prodotto specifico.

Evidenze editoriali

Evidenze e fonti

Linee guida cliniche, ricerca sottoposta a revisione paritaria e fonti di sanità pubblica selezionate usate in questo articolo.

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Cosa comprende
01

Contesto clinico

Informazioni chiare nel contesto di quadri complessi e concomitanti.

02

Fattori individuali

La valutazione resta essenziale, poiché esigenze e rischi variano da persona a persona.

03

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