Ridurre o smettere di bere può essere una scelta importante per la salute. Tuttavia, chi beve molto e regolarmente può sviluppare dipendenza fisica: in questo caso interrompere bruscamente l’alcol può provocare un’astinenza potenzialmente pericolosa, con tremori, tachicardia, convulsioni o delirium. Prima di smettere improvvisamente, è opportuno chiedere una valutazione medica se esiste il sospetto di dipendenza fisica.
Come per tutte le altre dipendenze, sicuramente riconoscere di avere un problema è fondamentale e dire ad alta voce “voglio smettere di bere” potrebbe essere un urlo liberatorio che potrebbe in qualche modo rappresentare una svolta positiva.
In fin dei conti, ci sono molte persone in questo mondo che per scelta non hanno mai toccato un goccio di alcol nella loro vita e stanno benissimo!
Un primo passo può essere parlare del proprio consumo e degli obiettivi con un professionista o una persona fidata. Non occorre sentirsi completamente pronti o attribuirsi un’etichetta per chiedere aiuto.
Pressioni, giudizi e confronti possono rendere più difficile parlare del problema. È preferibile offrire ascolto, informazioni concrete e aiuto per accedere a una valutazione, rispettando la persona e intervenendo prontamente in caso di pericolo.
Decisamente più efficace il parlare, riflettere assieme alla persona che si vuole aiutare e trovare una via della meditazione piuttosto che l’ostilità. La situazione ideale sarebbe appunto quella di far capire quali siano i benefici dello smettere di bere e aprire uno scenario decisamente più roseo per una vita che, fino a questo momento, ha sicuramente avuto parecchi alti e bassi.
Come per tutte le situazioni di difficoltà, anche per l’alcolismo, è più che opportuno circondarsi di persone positive che aiutino a non bere alcolici. Distrazioni più costruttive, svaghi all’aria aperta, attività che vi tengano impegnati, sia fisicamente che mentalmente, possono di certo essere determinanti.
Riprendere un’attività piacevole può aiutare a costruire abitudini e relazioni che non ruotino attorno all’alcol. Questo supporto può affiancare psicoterapia o farmaci quando indicati; non rende le medicine inutili o inappropriate.
Le strategie non farmacologiche, come psicoterapia e gruppi di supporto, possono essere molto utili, ma non sono automaticamente preferibili ai farmaci. Per il disturbo da uso di alcol esistono medicinali non-additivi che possono ridurre il craving o sostenere l’astinenza; la scelta dipende da obiettivi, salute fisica, altri farmaci e preferenze personali. L’automedicazione, invece, va evitata.
Avere bisogno di aiuto non è segno di debolezza. Il disturbo da uso di alcol è una condizione di salute per cui esistono trattamenti efficaci. Il sostegno di amici e familiari può essere utile, ma non sostituisce le cure necessarie.
Individuare le situazioni associate al consumo può aiutare a pianificare alternative. Non è necessario isolarsi: si possono scegliere attività senza alcol, accordarsi con una persona fidata e preparare una via d’uscita da situazioni difficili. Se vi è possibile dipendenza fisica, il piano di riduzione va concordato con un medico.
Ridurre l’alcol può diminuire l’apporto calorico, ma il peso non cambia nello stesso modo per tutti. È preferibile mantenere pasti regolari e un’alimentazione adeguata, evitando di sostituire una dipendenza con restrizioni alimentari o obiettivi di dimagrimento rapido.
Feste e occasioni sociali possono richiedere un piano: scegliere una bevanda analcolica, avere sostegno e poter lasciare l’evento. La strategia va adattata alla persona, senza promettere che evitare alcune occasioni garantisca la riuscita.
Bevande analcoliche e spuntini possono aiutare a cambiare una routine, ma non curano l’astinenza. Il bisogno di alcol al mattino o per ridurre tremori o malessere può indicare dipendenza fisica e merita una valutazione medica.
Ci sono stati parecchi casi di persone che hanno preferito sgranocchiare un gambo di sedano o una carota, ogni qualvolta si facesse sentire il bisogno di bere e, come alternativa, è certamente salutare.
Acqua, acqua frizzante o altre bevande analcoliche possono essere alternative. Considerare le preferenze e le eventuali esigenze mediche; non tutte le bevande gassate hanno lo stesso contenuto di zuccheri.
Non aggiungere sostanze a bevande per creare avversione all’alcol. Ridurre l’accesso all’alcol in casa può essere utile per alcune persone, ma se esiste dipendenza fisica la priorità è pianificare una riduzione o un’astinenza sicura con un professionista, non semplicemente eliminare tutte le bevande e interrompere bruscamente il consumo.
Le reazioni dopo una riduzione variano. Nervosismo, tremori o altri sintomi possono indicare astinenza e non devono essere minimizzati. Chiedere una valutazione se compaiono sintomi; per convulsioni, confusione marcata, allucinazioni o perdita di coscienza chiamare il 112.
Se esiste dipendenza fisica, l’astinenza può causare tremori, sudorazione, nausea, agitazione, tachicardia e insonnia; convulsioni, allucinazioni o delirium sono segnali di un’astinenza grave e richiedono assistenza medica urgente. La sola presenza di una persona fidata non sostituisce la valutazione clinica quando il rischio è elevato.
Il craving e le situazioni sociali possono rendere difficile mantenere il cambiamento. Un piano di trattamento e sostegno può aiutare più del solo affidamento alla forza di volontà.
Se temete di cadere in preda al vortice dell’alcolismo e vi sentite attratti in modo eccessivo da quello che è a tutti gli effetti ormai stato riconosciuto anche da voi come un problema, non pensate che dovrete affrontare per forza tutto da soli.
L’aiuto può essere fornito in diversi contesti: medico di base, servizi per le dipendenze, psicoterapia, telemedicina, programmi ambulatoriali intensivi, strutture residenziali o ricovero medico quando il rischio di astinenza lo richiede. Il livello di cura dovrebbe essere scelto in base a gravità, precedenti astinenze, salute fisica e mentale, altre sostanze, supporto disponibile e preferenze della persona, non in base a un’unica struttura considerata “ideale”.
Quando è indicato un trattamento residenziale o ospedaliero, il vantaggio principale è poter offrire monitoraggio, gestione medica delle complicazioni e supporto strutturato. Molte persone, però, possono essere trattate efficacemente in ambulatorio. Il setting dovrebbe essere scelto in base al rischio di astinenza, alla salute fisica e mentale, alle altre sostanze utilizzate e al supporto disponibile.
Il trattamento può migliorare salute e funzionamento, ma non garantisce un esito specifico. Ricadute o riprese del consumo possono verificarsi e non significano che il trattamento sia fallito; sono un motivo per rivedere il piano e rafforzare il supporto.
Ridurre o interrompere l’alcol può migliorare sonno, pressione arteriosa, salute epatica e altri aspetti della salute nel tempo, ma il recupero non consiste nel “ripulire scorie” dal corpo. I benefici e i tempi variano da persona a persona e dipendono anche dalla presenza di danni d’organo o altre condizioni.


