Umore altalenante e spiccata tristezza, marcato pessimismo e svogliatezza, disturbi del sonno, ritiro sociale e modifica delle proprie abitudini di vita: la depressione è un disturbo della sfera psicologica che può manifestarsi con un ampio ventaglio di sintomi fisici e psicologici, che nella loro forma più grave possono arrivare a interferire significativamente con il normale svolgimento delle attività quotidiane.
Disturbo diagnosticato con crescente frequenza, si stima che i suoi sintomi affliggano circa il 5% nella popolazione italiana di età superiore ai 15 anni. Non è raro, quindi, che la nostra cerchia di persone possa includere persone che soddisfino i criteri per la diagnosi di depressione.
Aiutare una persona che conviva con questo disturbo può rivelarsi complicato. Oltre alle resistenze legate alla vergogna e incoraggiate da uno stigma sociale ancora forte, spesso le persone depresse si mostrano refrattarie a qualsiasi offerta d’aiuto, mostrando soventemente un atteggiamento difensivo, al limite della “protezione” del proprio stato emotivo e mentale.
E’ possibile aiutare una persona depressa quando rifiuta ogni aiuto? Come possiamo vincere le sue resistenze per accompagnarla in un percorso di crescita che la conduca al di fuori di questa condizione? E’ davvero impossibile guarire dalla depressione senza ricorrere all’utilizzo di farmaci?


