I titoli sulla salute mentale negli Stati Uniti possono cambiare quando cambia il sistema di misurazione. La National Survey on Drug Use and Health del 2025 riporta tendenze incoraggianti e un notevole bisogno di cure non soddisfatto. Aggiorna inoltre il modello utilizzato per stimare la presenza di disturbi mentali. Confrontare questi dati con un comunicato stampa precedente può portare a confondere una revisione metodologica con un cambiamento nella salute delle persone.
Risultati principali
23,4% rispetto a 21,5%: stime della presenza di qualsiasi disturbo mentale per lo stesso anno, il 2024, secondo il modello precedente e quello aggiornato. [1]
28,6%: presenza stimata di qualsiasi disturbo mentale tra gli adulti dai 18 ai 25 anni nel 2025, utilizzando il modello aggiornato. [2]
50,9%: adulti con un qualsiasi disturbo mentale che hanno ricevuto un trattamento per la salute mentale nel corso del 2025. Aver ricevuto un trattamento non è una misura della ripresa clinica. [3]
72,9%: intervistati appartenenti a un sottogruppo definito con bisogni di cura non soddisfatti che hanno dichiarato di dover gestire il problema da soli. Questo risultato non riguarda tutti gli americani né i dirigenti con patrimoni elevati. [4]
Lo stesso anno di indagine, due modelli diversi
| Indicatore | Modello precedente | Modello aggiornato |
|---|---|---|
| Qualsiasi disturbo mentale | 23,4% | 21,5% |
| Disturbo mentale grave | 5,6% | 7,8% |
Entrambe le colonne descrivono il 2024. I disturbi mentali gravi rientrano nella categoria di qualsiasi disturbo mentale; i valori delle righe non devono essere sommati. Fonte: rapporto metodologico SAMHSA, tabella 3.12. [1]
Le pubblicazioni relative al 2025 applicano il nuovo modello basato sul DSM-5 all’indagine più recente e, retrospettivamente, agli anni dal 2021 al 2024. La revisione modifica le due categorie in direzioni diverse.
Un confronto acritico potrebbe suggerire un miglioramento per un indicatore e un peggioramento per l’altro. L’approccio più prudente consiste nell’utilizzare la serie storica internamente coerente fornita con la nuova pubblicazione.
La serie storica rivista contiene comunque risultati incoraggianti
Tutti i valori provengono dalla pubblicazione del 2025, anziché dalle edizioni precedenti. Fonte: SAMHSA, tabella 9.56B. [2]
La tendenza positiva va inclusa nell’analisi. Un programma di ricerca rivolto ai media non dovrebbe interpretare ogni pubblicazione come un peggioramento. Si tratta tuttavia di stime ripetute sulla popolazione, non di prove che gli stessi giovani adulti abbiano avuto una ripresa clinica nel tempo.
L’accesso alle cure resta un problema distinto
Tra gli adulti con un qualsiasi disturbo mentale, il 50,9% ha dichiarato di aver ricevuto un trattamento per la salute mentale nel 2025. Tra quelli con un episodio depressivo maggiore, la percentuale era del 65,9%.
All’interno di questo gruppo con depressione, la percentuale di persone che avevano ricevuto un trattamento era del 59,1% nella fascia 18–25 anni, del 68,6% nella fascia 26–49 anni e del 67,6% dai 50 anni in su. Questi dati riguardano il ricorso al trattamento, non ne misurano l’adeguatezza né la remissione. [3]
I gruppi diagnostici si sovrappongono. Non devono essere sommati, e le differenze tra fasce di età non dimostrano che una generazione sia più motivata di un’altra a intraprendere un percorso di ripresa clinica. Bisogni, accesso, preferenze e altre circostanze richiedono indagini separate.
Gli ostacoli non sono esclusivamente economici
| Motivo | Percentuale che lo segnala |
|---|---|
| Dover affrontare il problema da soli | 72,9% |
| Aspettativa di un costo eccessivo del trattamento | 61,4% |
| Tempo insufficiente | 48,3% |
| Non sapere come o dove ricevere cure | 44,9% |
Gli intervistati potevano indicare più motivi. Le percentuali si sovrappongono e descrivono quel sottogruppo con bisogni non soddisfatti, non tutti gli americani. Fonte: pubblicazione SAMHSA di luglio 2026. [4]
Per la ricerca sui clienti con elevate disponibilità economiche, la domanda utile è quali difficoltà rimangano quando la sostenibilità dei costi costituisce un ostacolo minore. Questi dati nazionali non offrono una risposta per le famiglie con patrimoni elevati.
L’autosufficienza, le responsabilità professionali e l’incertezza su a chi rivolgersi sono temi da esaminare con uno studio basato su un campionamento adeguato. Non dovrebbero essere attribuiti a ogni fondatore d’impresa, dirigente o famiglia come caratteristiche presunte.
I decessi per overdose sono diminuiti, considerando periodi chiaramente definiti
La pubblicazione provvisoria dei CDC di maggio 2026 stimava 69.973 decessi per overdose da sostanze nel 2025, rispetto a 81.313 nel 2024. Le stime dei decessi con coinvolgimento di oppioidi sono scese da 55.296 a 44.564. Questi dati erano provvisori e soggetti a revisione. Le categorie di sostanze si sovrappongono e non devono essere sommate come totali di categorie mutuamente esclusive. [5]
Una pubblicazione di agosto 2026 riportava una stima previsionale di 67.798 decessi per i dodici mesi conclusi a marzo 2026, in calo del 12,3% rispetto allo stesso intervallo dell’anno precedente. Questa finestra mobile si sovrappone all’anno solare 2025. Non rappresenta un totale annuale definitivo per il 2026. [6]
La riduzione è importante, ma non stabilisce quante persone abbiano ricevuto un trattamento, mantenuto una ripresa clinica o evitato danni non fatali. Mortalità e ripresa clinica sono aspetti correlati, non misure intercambiabili.
I totali non stabiliscono neppure quale intervento abbia causato il calo. Una clinica non dovrebbe attribuirsi il merito di un cambiamento nazionale senza prove del proprio contributo.
Perché la versione della fonte cambia il confronto
Le stime storiche possono cambiare quando arrivano nuove registrazioni o vengono rivisti i metodi. Un grafico costruito a partire da vecchi comunicati stampa può combinare versioni incompatibili dei dati sul passato.
Per le serie di dati delle indagini e della mortalità, conservare l’indicazione della versione della pubblicazione e del periodo di osservazione. Utilizzare la serie storica coerente fornita con una revisione oppure identificare esplicitamente i dati precedenti così come erano stati pubblicati.
Questo vale anche per i rapporti annuali retrospettivi. Un rapporto sul 2024 scritto nel 2026 può utilizzare evidenze successive relative al 2024, ma non dovrebbe lasciare intendere che quei dati fossero già disponibili all’epoca.
Cosa dovrebbe aggiungere il trattamento privato
La percentuale nazionale di persone che hanno ricevuto un trattamento non è un parametro di riferimento per il successo di una clinica. Un erogatore privato dovrebbe descrivere quali pazienti possono accedere alle cure, i bisogni valutati, il contenuto del trattamento e il monitoraggio successivo.
Sintomi, funzionamento, soddisfazione e completamento del trattamento dovrebbero restare misure separate. Per una persona con bisogni concomitanti, un’unica percentuale riferita a una diagnosi specifica può lasciare non misurata una parte importante del quadro clinico.
Disponibilità economiche, praticità e discrezione possono influenzare una scelta. Non dimostrano un vantaggio clinico. Chiedere quali evidenze sostengano il piano proposto e come verranno riesaminati i progressi quando il primo approccio risulta insufficiente.
Le cure transfrontaliere richiedono un piano di presa in carico al rientro
Un residente negli Stati Uniti che considera cure all’estero dovrebbe comprendere chi valuta i bisogni, chi assume la responsabilità clinica e quali accordi di presa in carico siano previsti al rientro.
La questione non è se il trattamento internazionale sia intrinsecamente migliore o più frammentato. È se la continuità assistenziale sia pianificata e appropriata nel rispetto delle norme pertinenti. Un family office può organizzare gli aspetti logistici senza sostituirsi a chi ha la responsabilità clinica.
Qui non viene riportato alcun confronto di efficacia tra Stati Uniti ed Europa. Una percentuale ricavata da un’indagine nazionale e risultati selezionati di una clinica estera non costituirebbero uno studio con gruppi comparabili.
Cinque verifiche prima di citare i dati
| Verifica | Perché è importante |
|---|---|
| Quale modello? | Le classificazioni precedenti e aggiornate differiscono |
| Quale popolazione? | La totalità degli adulti e i sottogruppi con bisogni non soddisfatti sono denominatori diversi |
| Quale periodo? | Gli intervalli annuali e quelli mobili possono sovrapporsi |
| Dati provvisori o rivisti? | I dati successivi possono modificare i totali storici |
| Accesso o esito? | Aver ricevuto un trattamento non dimostra una ripresa clinica |
In sintesi
Le evidenze statunitensi offrono motivi di cauto ottimismo e indicano una forte necessità di comprendere chi ancora non riceve cure. Il modello aggiornato rende particolarmente rischiosi i confronti storici poco accurati. Per le famiglie che dispongono di più opzioni terapeutiche, la domanda successiva è come scegliere cure appropriate e verificare quali cambiamenti producano.
Per i giornalisti
Risultato principale: il modello aggiornato modifica le stime per lo stesso anno di indagine, mentre la serie coerente relativa ai giovani adulti mostra una stima più bassa per il 2025.
Precisazione importante: i dati nazionali non dimostrano quali siano gli ostacoli specifici per le persone con patrimoni elevati né l’efficacia del trattamento privato.
Attribuzione suggerita: THE BALANCE ha analizzato le pubblicazioni delle indagini SAMHSA e i comunicati di sorveglianza dei CDC.
Metodologia e fonti
Questa analisi narrativa distingue le stime riviste delle indagini, le misure del ricorso al trattamento e la sorveglianza provvisoria della mortalità. I periodi delle fonti e le versioni delle pubblicazioni restano espliciti. Non sono state condotte nuove indagini né analisi proprietarie sui pazienti.
- SAMHSA. Sintesi metodologica NSDUH 2025.
- SAMHSA. Tabelle dettagliate 2025, sezione 9, tabella 9.56B.
- SAMHSA. Rapporto nazionale annuale 2025.
- SAMHSA. Pubblicazione dell’indagine annuale. 27 luglio 2026.
- CDC. Dati provvisori sui decessi per overdose nel 2025. 13 maggio 2026.
- CDC. Pubblicazione del canale dati sulle overdose. 31 agosto 2026.


