Gli effetti di esperienze profondamente avverse possono estendersi oltre la persona che le ha vissute. Le relazioni familiari, le modalità di accudimento, le condizioni della comunità, gli spostamenti forzati e il persistere delle discriminazioni possono influenzare la vita delle generazioni successive. Le espressioni «trauma generazionale» e «trauma intergenerazionale» descrivono queste possibili dinamiche. Non significano che un discendente sia destinato a sviluppare un disturbo mentale o a ripetere comportamenti dannosi.
Come il trauma può influire sulla famiglia
Una persona che affronta un trauma può manifestare disturbi del sonno, paura persistente, chiusura emotiva o difficoltà nella gestione dello stress. Questi sintomi possono influire sulla comunicazione e sulle abitudini familiari. I bambini possono reagire al disagio di chi si prende cura di loro, apprendere dagli adulti modalità per affrontare le difficoltà o vivere essi stessi avversità che si protraggono nel tempo. Altre famiglie mantengono legami solidi nonostante difficoltà considerevoli.
Il National Center for PTSD descrive come il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) possa rendere più difficile il ruolo genitoriale, sottolineando al contempo che i genitori possono riprendersi, costruire legami e sostenere i propri figli. Avere un PTSD non rende una persona un genitore maltrattante. Inoltre, le difficoltà di un bambino non dovrebbero essere attribuite alla storia di un genitore senza una valutazione.
Avversità storiche e persistenti
Guerre, spostamenti forzati, abusi, razzismo, povertà e altre forme di violenza o esclusione possono influire sulle famiglie e sulle comunità nel tempo. Le loro conseguenze possono comprendere perdite, interruzione dei percorsi di istruzione, insicurezza economica o un accesso ridotto alle cure. Questi effetti pratici e sociali vanno considerati insieme alle risposte psicologiche.
Le persone appartenenti alla stessa comunità non condividono tutte le stesse esperienze né gli stessi esiti. La cultura, le relazioni, l’azione collettiva e le risorse della comunità possono offrire protezione. L’assistenza dovrebbe dare spazio a questi punti di forza e al modo in cui la persona comprende la propria storia, senza trattare le origini o l’identità di gruppo come una diagnosi.
Che cosa dimostra e che cosa non dimostra l’epigenetica
L’epigenetica studia i cambiamenti nella regolazione dei geni. Come spiega la scheda informativa del NHGRI, i marcatori epigenetici possono influire sul modo in cui vengono utilizzate le istruzioni del DNA senza modificarne la sequenza. Molti marcatori vengono azzerati tra una generazione e l’altra, sebbene alcuni possano persistere in circostanze particolari.
I ricercatori stanno studiando se e in che modo lo stress grave sia correlato a questi processi. Negli studi sull’essere umano è difficile distinguere l’ereditarietà biologica dagli ambienti condivisi, dalle avversità persistenti e dalle relazioni familiari. I risultati non dimostrano che il trauma riscriva la sequenza del DNA di una persona né che un trauma identificabile vissuto da un antenato sia stato trasmesso biologicamente a un determinato discendente.
Questi interrogativi di ricerca non dovrebbero essere utilizzati per prevedere il futuro di un individuo o promettere che una terapia specifica possa invertire un danno epigenetico ereditato. È possibile cercare aiuto per i sintomi presenti e le difficoltà familiari senza dover dimostrare un meccanismo di ereditarietà biologica.
Riconoscere quando un sostegno può essere utile
È opportuno considerare una valutazione quando il disagio influisce sul sonno, sulla concentrazione, sulle relazioni, sul ruolo genitoriale, sul lavoro o sulla vita quotidiana. Un professionista clinico può esplorare le attuali condizioni di sicurezza, i sintomi, le esperienze personali, la salute fisica e le fonti di sostegno. Il PTSD è una delle possibili diagnosi dopo determinate esperienze traumatiche; non ogni risposta alle avversità è un PTSD. Depressione, ansia o altre difficoltà possono richiedere una valutazione specifica.
Approcci al percorso di recupero
- Il trattamento individuale può affrontare i sintomi e le modalità di gestione delle difficoltà. In caso di diagnosi di PTSD, le linee guida raccomandano trattamenti psicologici specifici focalizzati sul trauma, in base all’età, alle circostanze e alle preferenze.
- Il sostegno familiare o alla genitorialità può aiutare nella comunicazione, nella creazione di abitudini prevedibili e nella comprensione dei sintomi, quando la partecipazione è sicura e desiderata.
- Un’assistenza sensibile alla dimensione culturale tiene conto della lingua, dell’identità, del contesto comunitario e delle priorità della persona.
- Un sostegno pratico per l’alloggio, le finanze, l’istruzione, la sicurezza o le discriminazioni può intervenire sulle fonti persistenti di disagio.
Le indicazioni dei CDC sulla prevenzione sottolineano l’importanza di relazioni e ambienti sicuri, stabili e accudenti. Adulti di riferimento, legami sociali e aiuto per chi si prende cura dei bambini possono contribuire al loro benessere. La responsabilità di affrontare le avversità spetta alle comunità e ai servizi, oltre che alle singole famiglie.
Passi da compiere secondo i propri tempi
Può osservare le situazioni e le reazioni ricorrenti senza colpevolizzarsi per averle apprese. Si eserciti a fare una pausa, discuta con un professionista le strategie per affrontare le difficoltà e individui persone con cui sentirsi al sicuro. Un riposo regolare, attività sostenibili e abitudini quotidiane di supporto possono aiutare, ma non sostituiscono il trattamento quando è necessario.
Parlare della storia familiare può essere utile se tutti lo desiderano e si sentono al sicuro. Per riprendersi non è necessario rivelare dettagli dolorosi, affrontare un familiare che ha commesso abusi, perdonare qualcuno o riconciliarsi. I bambini hanno bisogno di spiegazioni adeguate alla loro età e di essere rassicurati sul fatto che i sintomi di un adulto non sono colpa loro e che non spetta a loro risolverli.
La sicurezza viene prima di tutto
Se gli abusi o le minacce sono ancora in corso, cerchi un sostegno riservato e un piano di sicurezza. Utilizzi un dispositivo sicuro se le sue comunicazioni potrebbero essere monitorate. Contatti i servizi di emergenza locali in caso di pericolo immediato. Non permetta che una spiegazione legata al trauma giustifichi comportamenti dannosi o la induca a rimanere in una situazione non sicura.


