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Riprendersi dal trauma da tradimento: sicurezza, sostegno e ricostruzione della fiducia

Comprendere la sofferenza legata al tradimento, l’importanza della sicurezza e del sostegno e perché la ripresa o la ricostruzione della fiducia non possono seguire una scadenza fissa di un anno.

Revisionato clinicamente daDr. Sarah Boss, MD
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Una grave violazione della fiducia può lasciare una persona in uno stato di sofferenza, incerta sulla propria relazione e senza sapere a chi rivolgersi. Il percorso di ripresa riguarda la sicurezza, la salute, le scelte e il sostegno della persona. Non ha una durata minima valida per tutti e non richiede che la relazione prosegua.

Che cosa si intende per trauma da tradimento?

Nella formulazione della teoria del trauma da tradimento di Jennifer Freyd, il termine riguarda le violazioni della fiducia o del benessere da parte di persone o istituzioni da cui si dipende. La teoria considera come tale dipendenza possa influenzare le risposte al tradimento. Va presentata come un quadro teorico, non come la descrizione di una risposta cerebrale identica in ogni persona.

L’espressione viene usata anche nel linguaggio comune per parlare di tradimento nelle relazioni. Questo uso non equivale a una diagnosi di disturbo da stress post-traumatico (PTSD) o di un altro disturbo. La valutazione del PTSD prende in considerazione la natura dell’esperienza, i sintomi che ne seguono e il loro impatto nel tempo.

Partire dalla sicurezza e dalla libertà di scelta

In presenza di coercizione, minacce o abusi, è opportuno chiedere un parere riservato a un servizio di supporto adeguato o a un professionista sanitario. Le indicazioni del NHS sulla violenza domestica spiegano che è possibile ricevere aiuto prima che una situazione diventi un’emergenza. Qualsiasi piano relativo ai contatti, alla condivisione di informazioni o alla decisione di lasciare una relazione dovrebbe tenere conto della sicurezza.

Non si è tenuti a perdonare subito, a consentire l’accesso alle proprie informazioni private o a impegnarsi in una riconciliazione. È importante scegliere con attenzione chi coinvolgere e cercare un sostegno che rispetti le proprie decisioni. Un piano incentrato sulla relazione non dovrebbe sostituire l’attenzione alla sicurezza della singola persona.

Comprendere la sofferenza

Una persona può notare cambiamenti nel sonno o nell’appetito, preoccupazioni intrusive, rabbia, dolore, vergogna o difficoltà di concentrazione. Queste esperienze devono essere comprese nel loro contesto. Non dimostrano la presenza di danni cerebrali permanenti, di una diagnosi specifica o di una sequenza inevitabile di fasi della ripresa.

Può essere utile descrivere ciò che accade in termini concreti: quando la sofferenza è più intensa, che cosa influisce sul sonno, quali situazioni fanno sentire in pericolo e quale sostegno è disponibile. Sintomi persistenti o in peggioramento, difficoltà a svolgere le attività quotidiane o pensieri autolesivi richiedono l’attenzione di un professionista.

Passi pratici verso la ripresa

  • Provvedere ai bisogni immediati: considerare, ove pertinente, un alloggio sicuro, l’accesso al denaro, le necessità mediche e un sostegno affidabile.
  • Ridurre la pressione sulle decisioni importanti: quando le condizioni di sicurezza lo consentono, concedersi il tempo per riflettere sulle opzioni con una persona fidata.
  • Stabilire dei limiti: chiarire quali contatti, condivisioni di informazioni o conversazioni si è disposti ad accettare.
  • Mantenere abitudini sostenibili: piccoli passi relativi ai pasti, al riposo e alle attività quotidiane possono dare struttura alle giornate.
  • Scegliere un aiuto adeguato: informarsi sulle qualifiche, sull’esperienza e sull’approccio del professionista, nonché su come intende verificare i progressi.

Si tratta di opzioni da adattare, non di tappe da completare in ordine. Un piano di sostegno dovrebbe rispecchiare le circostanze e le preferenze della persona.

Ricostruire la fiducia è una decisione distinta

Se si sceglie di proseguire una relazione, può essere utile chiedersi se i comportamenti dannosi siano cessati, se i limiti vengano rispettati e se le azioni siano coerenti nel tempo. Le sole promesse non rispondono a queste domande.

Il percorso personale di ripresa può anche comportare la decisione di non proseguire una relazione. Il miglioramento non dovrebbe essere misurato soltanto in base alla riconciliazione, al perdono o alla soddisfazione del partner.

Quanto tempo richiede la ripresa?

Non esiste una regola consolidata secondo cui occorra almeno un anno per ritrovare la fiducia. I tempi dipendono dalle circostanze, dal mantenimento della sicurezza, dalle esigenze di salute, dal sostegno e dagli obiettivi della persona. Una festività o un anniversario possono suscitare emozioni difficili senza che questo significhi aver perso tutti i progressi compiuti.

È utile riesaminare nel tempo i cambiamenti concreti, come il sonno, la capacità di svolgere le attività quotidiane, la fiducia nelle proprie decisioni e la capacità di avvalersi del sostegno disponibile. Se un piano non è d’aiuto, è importante discutere che cosa debba cambiare. Se non si riesce a rimanere al sicuro, occorre cercare con urgenza aiuto sul posto.

Cosa comprende
01

Contesto clinico

Informazioni chiare nel contesto di quadri complessi e concomitanti.

02

Fattori individuali

La valutazione resta essenziale, poiché esigenze e rischi variano da persona a persona.

03

Passi successivi

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