Essere in grado di esibirsi, gareggiare o parlare davanti a un pubblico non ci dice se una persona provi ansia. Tuttavia, gli elenchi di celebrità spesso vanno oltre le evidenze disponibili, trattando timidezza, attacchi di panico, paura di volare e disturbo d’ansia sociale come se fossero la stessa diagnosi.
Questo articolo esamina esperienze raccontate pubblicamente, senza attribuire diagnosi a persone che non ne hanno resa nota una. Le abitudini relative all’assunzione di integratori e le raccomandazioni sugli stili di vita non costituiscono indicazioni terapeutiche.
Le riflessioni di Naomi Osaka sulla salute mentale
In un saggio personale pubblicato su TIME nel luglio 2021, Naomi Osaka ha parlato di salute mentale, impegni pubblici e riservatezza. Il suo racconto ha sollevato interrogativi su come le persone possano chiedere spazio e supporto. Non va utilizzato in questa sede per formulare una diagnosi clinica o dedurre il suo attuale stato di salute.
Una persona può descrivere il proprio disagio senza condividere l’intera storia clinica. Rispettare questa distinzione permette alle sue parole di contribuire alla discussione, senza attribuirle la responsabilità di spiegare ogni aspetto di una condizione.
Che cosa comporta il disturbo d’ansia sociale
Il National Institute of Mental Health descrive il disturbo d’ansia sociale come una paura persistente di essere osservati con attenzione o giudicati negativamente in situazioni sociali o in cui si deve svolgere una prestazione davanti ad altri. Questa paura può portare all’evitamento o a un disagio significativo e interferire con il lavoro, lo studio o le relazioni.
La sola timidezza non è sufficiente a stabilire la presenza del disturbo. La paura di volare non è, di per sé, un segno di ansia sociale. Gli attacchi di panico possono manifestarsi in diverse condizioni e devono essere compresi nel loro contesto. La valutazione considera le situazioni coinvolte, la durata dei sintomi e il loro impatto sulla vita quotidiana.
Che cosa può approfondire una valutazione
Gli esempi sono spesso più utili delle etichette: evitare le riunioni, avere difficoltà a mangiare in presenza di altre persone, provare a lungo le conversazioni in anticipo o rinunciare a opportunità per paura del giudizio. Descriva ciò che accade prima, durante e dopo la situazione, compreso l’eventuale uso di alcol o altre sostanze per affrontarla.
Chieda in che modo il percorso di cura proposto affronterà le sue difficoltà specifiche e come verranno valutati i progressi. Se presentarsi al primo appuntamento le sembra difficile, lo comunichi in anticipo al servizio e chieda quali modalità organizzative siano disponibili.
Trattamento e supporto
Il NICE raccomanda la terapia cognitivo-comportamentale individuale sviluppata per il disturbo d’ansia sociale come opzione terapeutica iniziale per gli adulti. Altre opzioni possono essere discusse in base alle preferenze, all’appropriatezza e alla risposta al trattamento. Le decisioni sui farmaci richiedono il coinvolgimento di un professionista abilitato alla prescrizione; un integratore o un farmaco assunto da una celebrità non dovrebbe orientare il suo trattamento.
Gli amici possono offrire supporto ascoltando, aiutando a fissare un appuntamento se viene loro richiesto ed evitando di deridere le paure della persona. Fare pressione perché qualcuno si esibisca in pubblico senza preparazione non sostituisce un piano terapeutico.
Il percorso di cura dovrebbe basarsi sulla singola persona e includere informazioni chiare sulla riservatezza e sui suoi limiti. Nessun professionista o struttura dovrebbe promettere segretezza assoluta o una guarigione definitiva.


