Il disturbo borderline di personalità (BPD) e il disturbo da stress post-traumatico complesso (PTSD complesso o CPTSD) sono concetti diagnostici distinti, con alcune difficoltà che possono sovrapporsi. Il disagio emotivo o una storia di traumi, da soli, non consentono di stabilire quale diagnosi, ammesso che ve ne sia una, sia pertinente.
Che cos’è il disturbo borderline di personalità?
Il NIMH descrive il BPD come un disturbo che comporta difficoltà nella regolazione delle emozioni, con possibili effetti sull’immagine di sé, sulle relazioni e sul comportamento. Le esperienze possono includere un’intensa sensibilità al rifiuto, un senso di sé instabile, azioni impulsive o autolesionismo. Non è necessario presentare tutte le possibili caratteristiche e nessuna singola caratteristica è sufficiente a stabilire la diagnosi.
Diversi fattori contribuiscono al BPD. Alcune persone hanno vissuto traumi o avversità, ma un trauma non è un requisito per la diagnosi. Il BPD non dovrebbe essere descritto come una condizione che inevitabilmente rovina le relazioni o impedisce di migliorare.
Che cos’è il PTSD complesso?
Il NICE descrive il PTSD complesso come una diagnosi dell’ICD-11 che comprende i criteri fondamentali del PTSD, insieme a notevoli difficoltà nella regolazione delle emozioni, convinzioni negative persistenti su di sé e problemi nel mantenere le relazioni o nel sentirsi vicini agli altri. Può svilupparsi in seguito a esperienze estremamente minacciose o terrificanti, spesso eventi prolungati o ripetuti ai quali è difficile sottrarsi.
I sistemi diagnostici utilizzano terminologie diverse. L’ICD-11 riconosce il PTSD complesso come diagnosi distinta; il DSM-5 non include una diagnosi separata di PTSD complesso. Il professionista dovrebbe spiegare il sistema di riferimento utilizzato e in che modo la valutazione si collega alle difficoltà effettivamente vissute dalla persona.
Quali sintomi si sovrappongono?
Entrambi i quadri clinici possono comportare disagio emotivo, difficoltà relazionali e problemi con l’immagine di sé. Questa sovrapposizione rende fuorvianti i confronti semplicistici. Il fatto che una persona si calmi in un determinato contesto, ricordi un evento doloroso o abbia compiuto atti di autolesionismo non consente, da solo, di distinguere le due condizioni.
| Domanda di valutazione | Perché è importante |
|---|---|
| Che cosa è accaduto e quando sono iniziate le difficoltà? | La storia personale offre un contesto, mentre la diagnosi dipende anche dal quadro dei sintomi. |
| Sono presenti sintomi di ri-esperienza del trauma, evitamento e risposte alla minaccia? | Le caratteristiche del PTSD devono essere valutate, non dedotte dal solo disagio. |
| Come variano nel tempo le emozioni, l’immagine di sé e le relazioni? | Una raccolta più completa della storia personale è più utile di una reazione osservata durante un singolo colloquio. |
| Quali altri fattori potrebbero contribuire? | Altri disturbi mentali, sostanze, farmaci e condizioni di salute fisica possono influire sulla valutazione e sulle cure. |
Come si svolge la valutazione?
Il NHS descrive la valutazione specialistica del BPD come un’esplorazione di pensieri, sentimenti, risorse personali, difficoltà e funzionamento nella vita quotidiana. Una valutazione dovrebbe considerare anche la sicurezza immediata, il modo in cui la persona interpreta la propria esperienza e l’eventuale necessità di occuparsi di più di una condizione.
È possibile chiedere perché venga presa in considerazione una diagnosi, quali informazioni siano ancora necessarie e in che modo questa modificherà il trattamento proposto. Non si dovrebbe essere tenuti ad accettare un’etichetta diagnostica sulla base di un breve confronto online.
Trattamento e recupero
Il NIMH indica la psicoterapia come trattamento principale per il BPD e osserva che un trattamento efficace può aiutare le persone a gestire i sintomi e a migliorare il funzionamento. Per il PTSD, il NIMH descrive opzioni psicologiche e farmacologiche scelte in base ai bisogni individuali. Il piano di cura potrebbe dover affrontare anche la sicurezza, il sonno, la salute fisica e il sostegno pratico.
Il trattamento non dovrebbe promettere di cancellare i ricordi traumatici né suggerire che una delle due diagnosi sia intrattabile. È opportuno chiedere come verranno valutati i progressi e come verrà adattato il piano se non dovesse risultare utile.
Una condizione è peggiore dell’altra?
Una diagnosi non stabilisce una graduatoria della sofferenza né determina il futuro di una persona. La gravità e i bisogni di sostegno variano. L’autolesionismo, i pensieri suicidari o l’incapacità di mantenersi al sicuro richiedono una valutazione tempestiva in entrambe le condizioni. In caso di pericolo immediato, contattare i servizi locali di emergenza o di intervento in caso di crisi.


