Sentirsi irreali o disconnessi può essere difficile da descrivere, soprattutto quando si sa che l’ambiente circostante non è realmente cambiato. Questa guida spiega la depersonalizzazione e la derealizzazione, gli aspetti che una valutazione accurata dovrebbe considerare e come prendere decisioni informate sulle cure. Affronta inoltre il sostegno pratico, il coinvolgimento della famiglia e le situazioni che richiedono un aiuto urgente.
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Domande frequenti
Posso avere derealizzazione senza depersonalizzazione?
Sì. Si può percepire l’ambiente circostante come irreale senza sentirsi distaccati da sé, oppure vivere l’esperienza opposta. Il disturbo di depersonalizzazione-derealizzazione può comprendere uno solo dei sintomi o entrambi. La diagnosi dipende anche dal disagio, dal funzionamento quotidiano, dalla conservazione dell’esame di realtà e dalla possibilità che un’altra condizione spieghi meglio l’esperienza. [1], [2]
Sentirmi irreale significa che sto sviluppando una psicosi?
Non necessariamente. Nel disturbo di depersonalizzazione-derealizzazione si riconosce che l’irrealtà è una sensazione, anziché un cambiamento letterale del mondo. Questa distinzione è importante, ma non può sostituire una valutazione. La comparsa di allucinazioni, convinzioni insolite e radicate, grave confusione o un cambiamento importante del comportamento richiede una tempestiva attenzione clinica. [1], [7]
Esiste un test online affidabile per la depersonalizzazione?
I questionari possono aiutare a descrivere la frequenza e la gravità dei sintomi, ma non possono stabilirne la causa né escludere spiegazioni mediche o legate alle sostanze. I professionisti possono utilizzare la Cambridge Depersonalization Scale insieme a un colloquio. Un punteggio elevato è un motivo per discutere i sintomi, non una diagnosi in sé. [2]
Gli antidepressivi trattano la derealizzazione in sé?
Possono trattare depressione, ansia o panico concomitanti, ma un beneficio per queste condizioni è diverso da un beneficio dimostrato per il disturbo di depersonalizzazione-derealizzazione. Uno studio sulla fluoxetina controllato con placebo non ha dimostrato efficacia per il disturbo in sé. È opportuno discutere con il prescrittore l’obiettivo previsto, i possibili effetti avversi e il piano di rivalutazione. [5], [6]
Devo far emergere un trauma per recuperare?
Nessun trattamento dovrebbe richiedere di presumere che un trauma nascosto spieghi i sintomi. I sintomi legati al trauma meritano una valutazione quando sono presenti, ma la terapia può anche affrontare la paura, l’evitamento, l’attenzione e il funzionamento quotidiano. Se viene diagnosticato un PTSD, è opportuno discutere un trattamento appropriato focalizzato sul trauma con un professionista formato, anziché tentare da soli un lavoro sui ricordi. [2], [4], [8]
Quanto tempo richiede il recupero dalla depersonalizzazione-derealizzazione?
Non esistono tempi individuali prevedibili in modo affidabile. I sintomi possono oscillare o persistere e gli studi disponibili non possono prevedere l’esito per la singola persona. È utile concordare momenti di rivalutazione e misurare cambiamenti pratici, come un minore disagio, una migliore concentrazione e una maggiore partecipazione alla vita quotidiana, anziché giudicare il recupero soltanto in base alla scomparsa di ogni sensazione. [3], [4], [6]
Evidenze editoriali
Evidenze e fonti
Linee guida cliniche, ricerca sottoposta a revisione paritaria e fonti di sanità pubblica selezionate usate in questo articolo.
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