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Jil Moore
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Risorsa clinica

ANTIDEPRESSIVI

Gli antidepressivi hanno indicazioni, effetti collaterali, interazioni e rischi da sovradosaggio diversi. Scelta, monitoraggio e sospensione devono essere concordati con il medico; l’interruzione brusca può causare sintomi da sospensione.

Revisionato clinicamente daDr. Sarah Boss, MD
Residenza in pietra con piscina, prato e palme

Sintesi rapida

  • Gli antidepressivi agiscono su neurotrasmettitori come serotonina e noradrenalina e possono essere prescritti per disturbi dell’umore, ansia e alcune forme di dolore cronico.
  • Le diverse classi, tra cui SSRI, SNRI, triciclici e IMAO, presentano profili differenti di effetti collaterali, interazioni e rischi da sovradosaggio.
  • Questi farmaci richiedono prescrizione e monitoraggio medico; un’eventuale riduzione va pianificata individualmente per limitare sintomi come ansia, insonnia, vertigini e nausea.

Gli antidepressivi sono psicofarmaci utilizzati per trattare la depressione e, a seconda del medicinale, altri disturbi o alcune forme di dolore. Non sono in genere associati alla ricerca compulsiva della sostanza tipica della dipendenza, ma possono causare sintomi da sospensione se la dose viene ridotta o interrotta bruscamente.

Tuttavia, è bene ricordare che non sono privi di effetti collaterali. Infatti, si tratta di farmaci ottenibili solo previa prescrizione medica e che vanno assunti seguendo scrupolosamente le indicazioni fornite dallo specialista. In questo articolo, approfondiremo insieme cosa sono gli antidepressivi, come funzionano, per quali disturbi sono raccomandati, quando sono controindicati e quali effetti avversi provocano.

Gli antidepressivi sono impiegati soprattutto nei disturbi depressivi e, per alcuni prodotti, in altre condizioni. Nel disturbo bipolare possono essere usati solo in situazioni selezionate e sotto controllo specialistico, perché in alcune persone possono favorire mania o ipomania. Le principali classi comprendono:

  • Antidepressivi triciclici (TCA): come l’amitriptilina, la clomipramina e l’amoxapina;
  • Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): come la fluoxetina, la sertralina e la paroxetina;
  • Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI): come la duloxetina e la venlafaxina;
  • Inibitori delle monoamino ossidasi (IMAO): come la fenelzina, la tranilcipromina e la moclobemide.

Ciascuna di queste classi, costituite da diverse famiglie di molecole, va ad agire su recettori differenti e, pertanto, possono causare effetti collaterali diversi. Inoltre, è bene sottolineare che gli antidepressivi non vengono utilizzati solo per curare i disturbi dell’umore (affiancando la psicoterapia), ma anche per trattare altre condizioni, come:

  • Dolore neuropatico;
  • Disturbi d’ansia;
  • Disturbo ossessivo-compulsivo;
  • Terapia per la disassuefazione dal fumo;
  • Altre indicazioni autorizzate dipendono dallo specifico principio attivo e dal Paese;
  • Disturbo di panico;
  • Disturbo da stress post-traumatico.

Disclaimer: le informazioni fornite potrebbero non essere esaustive.

Il meccanismo d’azione varia secondo il farmaco. Gli antidepressivi modificano in modi diversi la trasmissione di serotonina, noradrenalina e, per alcuni prodotti, dopamina, oltre ad altri processi cerebrali. L’effetto clinico non può essere ridotto al ripristino di un singolo «equilibrio chimico» dimostrato. Alcuni antidepressivi modulano anche i segnali del dolore e possono essere prescritti per specifiche condizioni fisiche.

Il tempo necessario per osservare un beneficio varia in base al farmaco e alla persona; alcuni cambiamenti possono comparire nelle prime settimane, ma non esiste una scadenza fissa. Gli antidepressivi non sono generalmente considerati farmaci che provocano dipendenza, ma possono causare sintomi da sospensione e richiedono una riduzione pianificata. Anche il rischio di dipendenza da benzodiazepine varia con dose, durata e fattori individuali e non è inevitabile.

Disclaimer: le informazioni fornite non sono da considerarsi necessariamente esaustive.

Gli antidepressivi richiedono prescrizione e vengono scelti dopo una valutazione clinica. La psicoterapia può essere proposta da sola o insieme al farmaco in base alla diagnosi, alla gravità, alle preferenze e alla risposta precedente.

Nella depressione moderata o grave si possono proporre farmaci, interventi psicologici o una combinazione, secondo la valutazione individuale. Nella depressione meno grave gli antidepressivi non vengono offerti di routine come prima opzione, ma possono essere appropriati in alcune circostanze dopo una decisione condivisa.

Alcuni antidepressivi sono autorizzati anche per disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo di panico, fobie, bulimia o disturbo da stress post-traumatico, a seconda del principio attivo e del Paese. Gli SSRI sono spesso considerati tra le prime opzioni per alcune di queste condizioni, ma la scelta dipende dalla diagnosi, dalle controindicazioni, dalle interazioni, dagli effetti indesiderati, dal rischio in caso di sovradosaggio e dalla risposta precedente.

Come abbiamo già menzionato, gli antidepressivi possono essere impiegati anche nel trattamento del dolore permanente (dolore neuropatico). In genere, vengono prescritti gli antidepressivi triciclici per trattare i seguenti disturbi:

  • Sindrome da dolore regionale complessa;
  • Neuropatia periferica;
  • Sclerosi multipla;
  • Sciatica e altre condizioni in cui un nervo viene schiacciato da un’ernia.

Gli antidepressivi, inoltre, possono essere utilizzati anche quando non si tratta di dolore neuropatico (quindi, senza coinvolgimento nervoso), come nel caso di fibromialgia o dolore cronico al collo. Tuttavia, sono considerati meno efficaci per trattare questo tipo di dolore.

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Come per tutti i farmaci, anche gli antidepressivi non sono privi di controindicazioni. Prima di iniziare una qualsiasi terapia, infatti, è indispensabile parlare con il proprio medico circa le avvertenze. In particolare:

  • Interazione con altri farmaci: alcuni antidepressivi possono interagire con altre classi di farmaci, compresi gli antidolorifici da banco. Per tale motivo, prima di assumerli è indispensabile informare il medico.
  • Gravidanza e allattamento: benefici e rischi dipendono dal farmaco e dalla situazione clinica. Non iniziare, interrompere o modificare autonomamente la terapia in gravidanza o durante l’allattamento; parlarne con medico o farmacista.
  • Bambini e adolescenti: l’impiego dipende dall’età, dalla diagnosi, dal medicinale e dalle autorizzazioni locali. Nei giovani occorre monitorare attentamente eventuali pensieri suicidari o cambiamenti del comportamento, soprattutto all’inizio o dopo variazioni della dose. Quando viene prescritto, il trattamento deve essere seguito da uno specialista e può includere psicoterapia:
    • Il soggetto segua al contempo una terapia psicologica;
    • Il trattamento è attentamente monitorato da uno psichiatra infantile.
  • Alcol: può aumentare sonnolenza, vertigini o altri effetti e può peggiorare i sintomi in alcune persone. Chiedere al medico o al farmacista se sia sicuro bere con il medicinale prescritto.
  • Sostanze stupefacenti: possono peggiorare i sintomi o interagire in modo imprevedibile con il trattamento. Informare il medico sulle sostanze assunte e chiedere aiuto urgente in caso di sintomi gravi.
  • Guida e utilizzo di macchinari: alcuni antidepressivi possono causare sonnolenza, vertigini o visione offuscata. Non guidare né usare macchinari finché non si conoscono gli effetti del medicinale e seguire le indicazioni del foglio illustrativo.

Infine, è indispensabile informare il medico delle proprie patologie, cosicché possa indicare il farmaco più adeguato alla propria condizione clinica.

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Le classi di antidepressivi possono avere efficacia simile in media, ma differiscono per indicazioni, effetti indesiderati, interazioni e pericolosità in caso di sovradosaggio. I triciclici e gli inibitori delle monoamino-ossidasi possono essere appropriati in situazioni selezionate, ma richiedono particolare attenzione per i loro effetti, le interazioni e, per alcuni medicinali, il rischio in caso di overdose. SSRI e SNRI sono spesso utilizzati come prime opzioni, ma possono comunque causare effetti indesiderati seri.

Gli effetti collaterali dei diversi tipi di antidepressivi possono includere:

  • SSRI e SNRI:
    • Stati d’ansia;
    • Sensazione di agitazione;
    • Tremori;
    • Nausea;
    • Dolore allo stomaco o indigestione;
    • Diarrea o costipazione;
    • Perdita dell’appetito;
    • Vertigini;
    • Difficoltà a dormire o insonnia;
    • Mal di testa;
    • Calo della libido;
    • Difficoltà a ottenere o mantenere l’erezione;
    • Difficoltà a raggiungere l’orgasmo.
  • TCA:
    • Secchezza delle fauci;
    • Problemi urinari;
    • Stitichezza;
    • Visione offuscata;
    • Problemi della sfera sessuale;
    • Sonnolenza;
    • Vertigini;
    • Aumento di peso;
    • Eccessiva sudorazione, specialmente di notte;
    • Problemi cardiaci, come tachicardia o palpitazioni.
  • IMAO: anch’essi sono caduti in disuso o vengono prescritti raramente, in quanto comportano seri effetti collaterali, anche gravi.

Altri effetti collaterali degli antidepressivi sono:

  • Sindrome serotoninergica: si tratta di una condizione molto pericolosa che si verifica quando si stanno assumendo antidepressivi (come gli SSRI, per esempio), in combinazione con altri farmaci o sostanze che aumentano i livelli di serotonina. I sintomi di tale sindrome includono:
    • Agitazione;
    • Contrazioni muscolari involontarie;
    • Aumento della sudorazione;
    • Tremori;
    • Confusione;
    • Diarrea;
    • Allucinazioni;
    • Febbre;
    • Convulsioni;
    • Brusche alterazioni del battito cardiaco (aritmie);
    • Svenimento.

Si tratta di una condizione da non sottovalutare assolutamente, in quanto potrebbe portare a un esito fatale. Se dovessero comparire i sintomi sopracitati, è indispensabile recarsi all’ospedale più vicino o chiamare un’ambulanza.

  • Rischio di suicidio: alcune persone, soprattutto bambini, adolescenti e giovani adulti, possono manifestare pensieri suicidari o cambiamenti del comportamento all’inizio del trattamento o dopo variazioni della dose. È importante il monitoraggio e qualsiasi idea suicidaria o tentativo richiede aiuto urgente. Tra i segnali a cui prestare attenzione vi sono:
    • Peggioramento della depressione;
    • Ideazione suicidaria o tentato suicidio;
    • Modifiche comportamentali inspiegabili, come insonnia, agitazione, rinuncia alle normali attività sociali.

Disclaimer: le informazioni fornite potrebbero non essere esaustive.

Gli antidepressivi non sono in genere associati alla ricerca compulsiva della sostanza tipica della dipendenza. Possono tuttavia causare dipendenza fisica e sintomi da sospensione, soprattutto se la dose viene ridotta troppo rapidamente o il farmaco viene interrotto bruscamente. Questi sintomi non equivalgono, da soli, a una dipendenza da sostanze e possono includere:

  • Ansia;
  • Sintomi correlati alla depressione, come sbalzi d’umore, letargia e quant’altro;
  • Irritabilità;
  • Insonnia;
  • Vertigini;
  • Mal di testa;
  • Affaticamento;
  • Sintomi simil influenzali, come dolori muscolari, brividi, disturbi gastrointestinali e quant’altro;
  • Nausea.

La comparsa della sindrome da sospensione di antidepressivi può dipendere da diversi fattori, quali:

  • Tipo di farmaco assunto: alcuni antidepressivi hanno maggiori probabilità di causare tali sintomi spiacevoli se interrotti bruscamente rispetto ad altri;
  • Durata del trattamento: può influire sul rischio e sull’intensità dei sintomi, ma la risposta varia da persona a persona;
  • Dose e variazioni della dose: possono influire sui sintomi; non modificare la terapia senza concordarlo con il prescrittore;
  • Rapidità di interruzione del farmaco: è noto che l’interruzione improvvisa di alcuni antidepressivi dà luogo alla sindrome;
  • Reazione individuale: la comparsa dei sintomi può variare da persona a persona.

La riduzione deve essere pianificata con il prescrittore e adattata al medicinale, alla durata del trattamento, alla dose e alla risposta individuale. Se compaiono sintomi importanti, contattare il professionista che segue la terapia invece di modificare autonomamente il dosaggio.

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Domande

Domande frequenti

Antidepressivi e dolori articolari: possono essere usati?
Gli antidepressivi possono essere impiegati nel trattamento del dolore cronico, come nel caso della fibromialgia, la quale causa intenso dolore articolare. Infatti, sembrerebbe che nella fibromialgia vi sia un’alterazione del modo in cui il cervello elabora i segnali di dolore. Questa alterazione sembra sia dovuta a una disfunzione delle sostanze che regolano la percezione del dolore a livello del sistema nervoso centrale (SNC), ossia i neurotrasmettitori (in particolare, serotonina e noradrenalina). Gli antidepressivi, agendo proprio a livello di tali neurotrasmettitori, sembrerebbero aiutare a ridurre il dolore articolare.
Antidepressivi e gonfiore addominale: cosa fare?
Come abbiamo visto, gli antidepressivi possono causare disturbi gastrointestinali, tra cui anche gonfiore addominale. In genere, tali effetti collaterali compaiono durante le prime settimane di trattamento e tendono a svanire spontaneamente. Tuttavia, se persistono è bene informare il proprio medico curante che provvederà a modificare la terapia o il dosaggio. Inoltre, altri accorgimenti per contrastare il gonfiore addominale includono:
Ridurre gli alimenti che possono provocare gonfiore, come i legumi, alcuni cereali, le bevande gassate e alcune verdure.
Mangiare lentamente e masticare bene.
Evitare di masticare gomme, fumare o bere alcolici.
Fare esercizio fisico regolarmente.
Bere molta acqua.
Limitare l’assunzione di dolcificanti artificiali.

Evidenze editoriali

Evidenze e fonti

Linee guida cliniche, ricerca sottoposta a revisione paritaria e fonti di sanità pubblica selezionate usate in questo articolo.

02https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/a/antidepressivi#precauzioniVisualizza la fonte
Visualizza tutte le 8 fontiMostra meno fonti
06https://www.nhs.uk/mental-health/talking-therapies-medicine-treatments/medicines-and-psychiatry/antidepressants/considerations/Visualizza la fonte
07https://www.aifa.gov.it/-/disturbi-d-ansia-e-depressivi-in-gravidanza-aggiornate-schede-principi-attivi-su-farmaciegravidanza-gov-itVisualizza la fonte
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