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Calo del desiderio sessuale

Il calo del desiderio sessuale, detto anche riduzione della libido, può riguardare persone di ogni genere. Un desiderio ridotto, da solo, non costituisce necessariamente un disturbo.

Revisionato clinicamente daDr. Sarah Boss, MD
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Il calo del desiderio sessuale, detto anche riduzione della libido, può riguardare persone di ogni genere. Un desiderio ridotto, da solo, non costituisce necessariamente un disturbo e non equivale al disturbo da desiderio sessuale ipoattivo (HSDD). Può coinvolgere un’ampia gamma di fattori, fisici e psicologici, che possono determinare un minore interesse per l’attività sessuale. 

Le stime relative al calo del desiderio sessuale variano in base alla popolazione, al periodo di valutazione e al fatto che sia richiesta o meno la presenza di disagio personale. Il calo del desiderio può provocare disagio emotivo e tensioni nelle relazioni. 

Esistono tuttavia trattamenti e strategie efficaci per affrontare questa difficoltà, dalla terapia ormonale e dalla consulenza psicologica ai cambiamenti nello stile di vita e alle tecniche di gestione dello stress.

Comprendere i fattori che contribuiscono alla riduzione della libido e cercare un aiuto appropriato può spesso favorire una vita sessuale soddisfacente e appagante.

Il calo del desiderio sessuale indica un interesse ridotto per l’attività sessuale. Il desiderio varia da persona a persona e nel tempo; un desiderio ridotto che non provoca disagio personale non è sufficiente, da solo, a definire un disturbo. La valutazione clinica considera la persistenza, il disagio personale clinicamente significativo, il contesto, gli effetti dei farmaci, le condizioni di salute e i fattori relazionali. Una differenza nei livelli di desiderio tra partner, da sola, non costituisce una diagnosi.

Informazioni essenziali sul calo del desiderio sessuale

Prima di approfondire i meccanismi biologici e la diffusione del calo del desiderio sessuale, ecco alcuni aspetti essenziali da considerare:

  • Il calo del desiderio sessuale non è raro e può riguardare persone di ogni genere.
  • È spesso influenzato da una combinazione di fattori fisici, psicologici e relazionali.
  • Stress, ansia, depressione e alcuni farmaci possono contribuire alla riduzione della libido.
  • Gli squilibri ormonali, come bassi livelli di testosterone negli uomini, possono avere un ruolo nel calo del desiderio sessuale.
  • Fattori legati allo stile di vita, come la carenza di sonno e l’uso eccessivo di alcol o droghe, possono contribuire alle difficoltà sessuali.
  • Comunicare apertamente con il partner e cercare un aiuto professionale può aiutare ad affrontare il calo del desiderio sessuale.

Quanto è comune il calo del desiderio sessuale?

Il calo del desiderio sessuale viene riferito comunemente, ma le stime dipendono da come viene misurato. Le segnalazioni di desiderio ridotto, di desiderio ridotto associato a disagio e di difficoltà sessuali più generali non sono intercambiabili:

Il calo del desiderio sessuale può riguardare persone di ogni genere e ha molte possibili cause [1].

Bassi livelli di testosterone possono contribuire alla riduzione della libido in alcuni uomini, ma per valutare l’ipogonadismo occorrono una valutazione dei sintomi ed esami del sangue mattutini a digiuno ripetuti [2].

Durante la menopausa, i cambiamenti ormonali, la secchezza o il dolore vaginale, le difficoltà del sonno, le condizioni di salute e i fattori relazionali possono influire sul desiderio sessuale.

Chi ha maggiori probabilità di sperimentare un calo del desiderio sessuale?

Il calo del desiderio sessuale può riguardare chiunque, ma alcuni fattori possono aumentare il rischio:

Età: È comune che uomini e donne sperimentino una naturale diminuzione della libido con l’avanzare dell’età. Possono influire i cambiamenti ormonali, le condizioni di salute e i fattori legati allo stile di vita.

Menopausa: i cambiamenti ormonali durante la menopausa possono contribuire a un desiderio ridotto, anche attraverso la secchezza o il dolore vaginale, ma contano anche i fattori psicologici, relazionali e altre condizioni di salute.

Variazioni del testosterone legate all’età: il testosterone può diminuire gradualmente con l’età, ma questo non rappresenta un equivalente maschile della menopausa. Il calo della libido non dovrebbe essere attribuito automaticamente a una carenza di testosterone; l’ipogonadismo richiede una valutazione clinica ed esami di conferma.

Salute fisica e stile di vita: le persone in condizioni di salute fisica non ottimali, per esempio con obesità, sedentarietà o una storia di abuso di sostanze, possono avere maggiori probabilità di sperimentare una riduzione della libido.

Fasi di cambiamento nella vita: cambiamenti importanti, come diventare genitori, affrontare le richieste di un nuovo lavoro o vivere un lutto e una perdita, possono influire temporaneamente sul desiderio sessuale.

Ciclo mestruale e gravidanza: le donne possono sperimentare oscillazioni della libido durante il ciclo mestruale e alcune riferiscono un desiderio minore durante le mestruazioni. Anche la gravidanza può comportare cambiamenti della libido, con un aumento per alcune donne e una diminuzione per altre.

Il calo del desiderio sessuale, noto anche come riduzione della libido, è una difficoltà comune che può riguardare persone di ogni genere. Se si sta chiedendo se il Suo desiderio sessuale sia diminuito, ecco alcuni segnali e indicatori che possono aiutarLa a valutare la situazione:

Mancanza di interesse o desiderio: uno dei segnali principali della riduzione della libido è una persistente mancanza di interesse per l’attività sessuale. Potrebbe accorgersi di non pensare al sesso o che l’idea non suscita più l’eccitazione di un tempo.

Prendere raramente l’iniziativa sessuale: evitare sistematicamente gli incontri sessuali con il partner o prendere raramente l’iniziativa potrebbe essere un segnale di calo del desiderio. Questo è particolarmente evidente se rappresenta un cambiamento significativo rispetto al comportamento precedente.

Difficoltà di eccitazione: le difficoltà di eccitazione, come una ridotta lubrificazione vaginale o problemi di erezione, possono coesistere con un desiderio ridotto, ma sono problematiche distinte. Possono presentarsi anche quando il desiderio sessuale è invariato.

Evitare situazioni sessuali: potrebbe ritrovarsi a evitare attivamente situazioni che potrebbero portare al sesso o all’intimità, per esempio evitando coccole, baci o persino conversazioni sul sesso.

Emozioni negative: anche sentimenti di frustrazione, colpa o ansia legati alla mancanza di interesse per il sesso possono indicare una riduzione della libido. Queste emozioni possono derivare dall’impatto che il calo del desiderio può avere sulla relazione o sull’autostima.

Assenza di fantasie: avere raramente fantasie sessuali o accorgersi che i propri pensieri si rivolgono raramente alla sessualità potrebbe essere un segnale di riduzione della libido.

Problema persistente: un desiderio persistentemente ridotto che provoca disagio personale richiede una valutazione. Prima di diagnosticare un disturbo del desiderio sessuale, il clinico considera la durata dei sintomi, il contesto e le spiegazioni alternative; questo elenco non consente di formulare una diagnosi.

Il calo del desiderio sessuale, noto anche come riduzione della libido, può essere una problematica complessa che riguarda sia gli uomini sia le donne. Molte persone lo sperimentano in qualche momento della vita e può generare frustrazione e insicurezza. 

Approfondiamo le cause della riduzione della libido negli uomini e nelle donne, per comprendere perché si verifica e come è possibile affrontarla.

Cause del calo della libido negli uomini

Non essere sessualmente attivi non significa necessariamente avere un desiderio ridotto. Ecco alcuni fattori che possono contribuire al calo del desiderio sessuale negli uomini.

Bassi livelli di testosterone: bassi livelli di testosterone sono uno dei possibili fattori che contribuiscono alla riduzione della libido negli uomini [2]. Il testosterone è un ormone responsabile, tra le altre funzioni, della regolazione del desiderio sessuale maschile. Con l’avanzare dell’età, i livelli di testosterone tendono a diminuire naturalmente, e questo può determinare un minore interesse per il sesso. Tuttavia, anche altri fattori possono contribuire a bassi livelli di testosterone, come obesità, diabete e alcuni farmaci.

Stress e ansia: livelli elevati di stress e ansia possono incidere sul desiderio sessuale maschile [3]. Quando la mente è occupata da preoccupazioni e fattori di stress, può essere difficile concentrarsi sull’intimità. Il rilascio di ormoni dello stress, come il cortisolo, può inibire la produzione di testosterone, aggravando ulteriormente il problema.

Difficoltà relazionali: i problemi nella relazione, come le difficoltà di comunicazione o i conflitti irrisolti, possono portare a una diminuzione del desiderio sessuale [3]. La distanza emotiva e le tensioni nella coppia possono rendere difficile provare eccitazione sessuale.

Farmaci e condizioni di salute: alcuni farmaci, in particolare gli antidepressanti e gli antipsicotici, riportano la riduzione della libido tra i possibili effetti indesiderati. Inoltre, determinate condizioni di salute, come malattie croniche, ipertensione e obesità, possono contribuire al calo del desiderio sessuale negli uomini.

Alcol e abuso di sostanze: il consumo eccessivo di alcol e l’abuso di droghe possono interferire con la funzione sessuale e la libido.

Fattori legati allo stile di vita: un’alimentazione equilibrata e un’attività fisica regolare favoriscono la salute generale. Il trattamento del calo della libido dovrebbe affrontarne le cause specifiche [3].

Disturbi del sonno: disturbi come l’apnea del sonno possono alterare l’equilibrio ormonale dell’organismo, compresi i livelli di testosterone, con possibili effetti sul desiderio sessuale.

Invecchiamento: con l’avanzare dell’età, negli uomini è naturale che i livelli di testosterone diminuiscano gradualmente, e questo può contribuire a una riduzione della libido. Tuttavia, non è l’unico fattore, poiché possono avere un ruolo anche altri problemi legati all’età, come le condizioni di salute croniche.

Fattori culturali e sociali: le norme e le aspettative culturali e sociali possono influenzare il modo in cui gli uomini percepiscono ed esprimono la propria sessualità. Le pressioni sociali e gli stereotipi sulla mascolinità possono incidere sull’agio e sull’interesse di un uomo rispetto all’attività sessuale.

Cause del calo della libido nelle donne

Che cosa cambia, dunque, per le donne quando si parla di libido? E quali sono le cause del calo della libido femminile?
La riduzione della libido nelle donne può essere attribuita a una combinazione di fattori fisici, psicologici e relazionali. Ecco alcune cause comuni:

Squilibri ormonali: gravidanza, allattamento e contraccezione ormonale possono influire sul desiderio sessuale in alcune persone [1]. Questi cambiamenti non indicano necessariamente un disturbo ormonale. Possono contribuire anche i cambiamenti legati alla menopausa [4]. La secchezza o il fastidio vaginale possono inoltre rendere il sesso meno piacevole e meritano una valutazione.

Stress e stanchezza: come negli uomini, livelli elevati di stress e la stanchezza possono contribuire in modo importante alla riduzione della libido nelle donne. Le richieste di una vita intensa, il lavoro e le responsabilità familiari possono lasciare le donne fisicamente ed emotivamente esauste, con poco spazio per l’intimità.

Fastidio o dolore vaginale: condizioni come vaginismo, vulvodinia o altri disturbi da dolore sessuale possono rendere il sesso doloroso o fastidioso, portando a una diminuzione del desiderio sessuale.

Problemi di coppia: le difficoltà relazionali possono influire anche sul desiderio sessuale femminile. La distanza emotiva, i conflitti irrisolti e la mancanza di intimità nella coppia possono portare a un minore interesse per il sesso [3]. Sentirsi distanti dal partner può rendere difficile provare eccitazione sessuale.

Immagine corporea e autostima: le difficoltà legate all’immagine corporea e all’autostima possono essere particolarmente rilevanti per le donne in relazione al calo della libido. Sentirsi a disagio con il proprio corpo o avere pensieri negativi sul proprio aspetto può inibire il desiderio di attività sessuale.

Condizioni mediche e farmaci: alcune condizioni mediche, come disturbi della tiroide, diabete e dolore cronico, possono influire sulla libido femminile. Inoltre, farmaci come alcuni antidepressanti e antipertensivi possono avere come effetto indesiderato una riduzione del desiderio sessuale.

La valutazione del calo della libido comprende l’esame della salute fisica e psicologica, dei farmaci, delle relazioni e del disagio personale. La riduzione della libido è un sintomo, non automaticamente un HSDD; la terminologia e i criteri diagnostici variano a seconda del sistema di classificazione. 

Di seguito approfondiamo i metodi e le procedure utilizzati per diagnosticare questa condizione.

Anamnesi e colloqui 

Anamnesi: il professionista sanitario inizierà raccogliendo un’anamnesi dettagliata. Chiederà informazioni su eventuali patologie di base, farmaci o interventi chirurgici che potrebbero contribuire alla riduzione della libido.

Valutazione psicologica: viene spesso svolta una valutazione psicologica per comprendere il benessere emotivo e mentale della persona. Possono essere poste domande su stress, ansia, depressione e difficoltà relazionali.

Esame obiettivo

Può essere eseguito un esame obiettivo per verificare la presenza di condizioni o anomalie fisiche che potrebbero influire sul desiderio sessuale. L’esame può comprendere la misurazione della pressione arteriosa, la valutazione dei cambiamenti fisici legati agli ormoni e la valutazione dello stato di salute generale.

Esami di laboratorio

Gli esami del sangue vengono scelti in base ai sintomi e ai risultati dell’esame obiettivo, anziché essere prescritti di routine a tutti. Il sospetto ipogonadismo maschile richiede livelli di testosterone costantemente bassi, confermati con prelievi mattutini a digiuno eseguiti in occasioni distinte. Un risultato ormonale, da solo, non consente di diagnosticare un disturbo del desiderio sessuale.

La glicemia o il colesterolo possono essere controllati quando l’anamnesi o problematiche più ampie della funzione sessuale ne indicano la necessità.

Valutazione psichiatrica 

Se si sospettano cause psicologiche del calo della libido, può essere svolta una valutazione psichiatrica. Questa può aiutare a stabilire se condizioni come depressione, ansia o traumi contribuiscano alla riduzione della libido.

Questionari e autovalutazioni 

I professionisti sanitari utilizzano spesso questionari standardizzati per valutare il desiderio e la funzione sessuale. Questi questionari possono fornire informazioni utili sull’entità e sull’impatto della riduzione della libido.

Valutazione della relazione 

Comprendere le dinamiche delle relazioni intime della persona è fondamentale. Un colloquio sulla qualità della relazione, sulla comunicazione e sugli eventuali conflitti in corso può aiutare a individuare i fattori relazionali che contribuiscono al calo della libido.

Escludere gli effetti indesiderati dei farmaci

Se la persona assume farmaci, il professionista sanitario ne esaminerà l’elenco per stabilire se qualcuno dei medicinali prescritti o da banco sia noto per avere la riduzione della libido tra gli effetti indesiderati. Eventuali modifiche o sostituzioni dei farmaci possono essere valutate con il medico prescrittore. Non interrompa né modifichi autonomamente il trattamento prescritto.

Escludere altre condizioni mediche 

Per formulare una diagnosi accurata, i professionisti sanitari escluderanno altre condizioni mediche che possono produrre sintomi simili a quelli del calo della libido, come malattie croniche, disturbi neurologici o problemi ginecologici nelle donne.

Valutazione nel tempo 

In alcuni casi, la diagnosi di HSDD può richiedere una valutazione longitudinale, che consiste nel monitorare i cambiamenti del desiderio sessuale nel tempo. Questo aiuta ad accertare che il problema sia persistente e non temporaneo.

Collaborazione con gli specialisti 

In base ai risultati, i professionisti sanitari possono collaborare con specialisti, come endocrinologi, ginecologi o psichiatri, per elaborare un piano di trattamento completo.

Sperimentare un calo della libido può essere frustrante, ma diverse strategie e modifiche dello stile di vita possono aiutare a riaccendere il desiderio sessuale. 

Esaminiamo le strategie che possono essere utili, a seconda delle cause del calo della libido [3][4].

Affrontare le condizioni di salute sottostanti

Se sospetta che una condizione medica contribuisca al calo della libido, è fondamentale consultare un professionista sanitario. Potrà eseguire accertamenti e proporre opzioni di trattamento, se necessario.

Gestire stress e ansia

Tecniche di riduzione dello stress: pratiche come la meditazione di consapevolezza, gli esercizi di respirazione profonda e lo yoga possono aiutare a ridurre stress e ansia, fattori comuni nel calo della libido.

Consulenza psicologica o terapia: parlare con un terapeuta può fornire strumenti e strategie per gestire lo stress e affrontare le difficoltà emotive che possono influire sul desiderio sessuale.

Dare priorità a un buon sonno

Creare una routine del sonno: si assicuri un riposo adeguato mantenendo orari di sonno regolari. L’obiettivo è dormire 7-9 ore di buona qualità ogni notte.

Migliorare l’ambiente in cui si dorme: renda la camera da letto favorevole al riposo, mantenendola fresca, buia e silenziosa.

Scelte per uno stile di vita sano

Alimentazione e attività fisica: mantenga un’alimentazione equilibrata, ricca di frutta, verdura e cereali integrali. L’attività fisica regolare favorisce la salute generale, ma il trattamento del calo della libido dovrebbe affrontarne le cause specifiche.

Limitare l’uso di alcol e droghe: il consumo eccessivo di alcol può influire sulla funzione sessuale; ridurlo può essere utile. Non utilizzi sostanze per uso non medico per aumentare la libido e cerchi sostegno in caso di uso problematico di sostanze. Se è possibile una dipendenza, chieda consiglio medico prima di interrompere o ridurre bruscamente l’alcol o i sedativi, perché l’astinenza può essere pericolosa.

Comunicazione e rafforzamento della relazione 

Dialogo aperto: se le difficoltà relazionali contribuiscono al calo della libido, una comunicazione aperta e sincera con il partner è essenziale. Affrontate le preoccupazioni, esprimete i desideri e collaborate per migliorare l’intimità.

Terapia di coppia: valuti una terapia o una consulenza di coppia per affrontare i problemi relazionali e rafforzare il legame emotivo.

Esplorare nuove esperienze sessuali

Provare qualcosa di nuovo: se entrambi i partner lo desiderano, parlare delle proprie preferenze o esplorare nuove esperienze può favorire l’intimità. Ogni attività dovrebbe basarsi su un consenso libero, essere vissuta con agio e senza pressioni ad avere rapporti sessuali o a proseguire nonostante il dolore.

Intimità oltre il sesso: l’intimità non deve necessariamente portare al sesso. Trascorrete del tempo di qualità insieme, scambiatevi coccole, baci e manifestazioni di affetto non sessuali.

Gestire farmaci ed effetti indesiderati

Revisione della terapia farmacologica: se gli effetti indesiderati dei farmaci destano preoccupazione, consulti il professionista sanitario di riferimento. Potrebbe essere possibile modificare la terapia o consigliare alternative con minori effetti indesiderati sulla sfera sessuale.

Cura di sé e immagine corporea 

Pratiche di cura di sé: si dedichi ad attività di cura di sé che favoriscano l’autostima e un rapporto positivo con il proprio corpo. Possono comprendere l’autoaffermazione, la compassione verso sé stessi e la pratica dell’amore per sé.

Aiuto professionale: se persistono difficoltà legate a un’immagine corporea negativa, valuti di cercare sostegno presso un terapeuta o un consulente specializzato in queste problematiche.

Ravvivare l’intimità

Focalizzazione sensoriale: provi la tecnica della focalizzazione sensoriale, che consiste nel concentrarsi sulle sensazioni fisiche del contatto e dell’eccitazione senza la pressione di arrivare al rapporto sessuale. Questo può aiutare ad accrescere l’intimità.

Vivere un calo della libido può essere difficile, ma esistono diverse opzioni di trattamento per aiutare a migliorare il desiderio e il benessere sessuale complessivo. 

Esaminiamo queste opzioni di trattamento, comprese quelle per gli uomini [2][4].

Terapia ormonale

Terapia sostitutiva con testosterone (TRT): la TRT può migliorare il desiderio negli uomini con sintomi e ipogonadismo confermato, ma non è un trattamento generale per il calo della libido. La diagnosi richiede livelli di testosterone costantemente bassi in esami mattutini a digiuno eseguiti in occasioni distinte e una valutazione della causa, compresi i fattori reversibili che possono contribuire. Prima del trattamento, occorre discutere benefici, rischi e fertilità: il testosterone può sopprimere la produzione di spermatozoi e non dovrebbe essere iniziato quando si cerca un concepimento. Le controindicazioni e le precauzioni comprendono il tumore della prostata o della mammella, l’ematocrito elevato, l’apnea del sonno grave non trattata e alcune condizioni cardiovascolari. Il trattamento richiede il monitoraggio dei sintomi, del testosterone, dell’ematocrito e del rischio prostatico, secondo necessità [2].

Terapia ormonale sostitutiva (TOS): la TOS tratta i sintomi della menopausa e non è un trattamento generale per il desiderio ridotto. Trattare la secchezza o il dolore vaginale può rendere i rapporti sessuali più confortevoli. Nelle persone con utero, la terapia estrogenica sistemica richiede generalmente un progestinico per proteggere l’endometrio. Le linee guida NICE del Regno Unito consigliano di prendere in considerazione il testosterone per il calo del desiderio associato alla menopausa quando la sola TOS è inefficace; sono necessari una valutazione individualizzata, un confronto sullo stato di autorizzazione e sui rischi, e un monitoraggio. Il trattamento ormonale dovrebbe essere prescritto dopo aver esaminato i fattori di rischio personali [4].

Farmaci

Inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 (PDE5): questi farmaci, come Viagra e Cialis, sono comunemente usati per trattare la disfunzione erettile negli uomini. Trattano le difficoltà di erezione, non il desiderio ridotto. Un medico o un farmacista dovrebbe verificarne l’idoneità e le interazioni; non li associ a medicinali a base di nitrati per il dolore toracico o a nitriti usati a scopo ricreativo («poppers»), perché la pressione arteriosa può scendere pericolosamente.

Bremelanotide: negli Stati Uniti, bremelanotide è approvato dalla FDA per l’HSDD acquisito e generalizzato nelle donne in premenopausa, quando il desiderio ridotto provoca marcato disagio o difficoltà interpersonali e non è spiegato da un’altra condizione medica o psichiatrica, da problemi relazionali, da farmaci o dall’uso di altre sostanze. È controindicato in caso di ipertensione non controllata o malattie cardiovascolari note. Può aumentare temporaneamente la pressione arteriosa; possono verificarsi nausea, cefalea, vampate e, talvolta, un inscurimento persistente della pelle. La prescrizione richiede una valutazione dell’idoneità e delle interazioni. Utilizzi una contraccezione efficace e interrompa il trattamento se sospetta una gravidanza. Eviti di associarlo al naltrexone orale usato per la dipendenza da alcol o da oppioidi, perché può ridurre l’esposizione al naltrexone e compromettere il trattamento. Non è un farmaco per aumentare la libido in generale né un trattamento per gli uomini.

Terapia e consulenza psicologica

Terapia di coppia: se i problemi relazionali contribuiscono al calo della libido, la terapia di coppia può aiutare a migliorare la comunicazione, il legame emotivo e l’intimità tra i partner.

Terapia sessuologica: i terapeuti sessuali sono specializzati nell’affrontare le problematiche sessuali e possono fornire strategie per superare il calo della libido, comprese tecniche per migliorare la comunicazione sessuale e l’intimità.

Terapia cognitiva basata sulla mindfulness (MBCT): la terapia cognitiva basata sulla mindfulness, adattata alle problematiche sessuali, può aiutare alcune donne con disturbo dell’interesse/eccitazione sessuale. Uno studio randomizzato del 2021 ha riscontrato miglioramenti sia con questo trattamento sia con l’educazione e la terapia sessuale di supporto; la risposta varia e il trattamento dovrebbe affrontare le difficoltà specifiche della persona.

Focalizzazione sensoriale

Tecnica della focalizzazione sensoriale: questo approccio strutturato all’intimità prevede un contatto consapevole, non orientato a un obiettivo, per accrescere l’intimità e ristabilire il contatto con le sensazioni fisiche.

Avere pazienza e cercare un aiuto professionale, se necessario 

Darsi tempo: il miglioramento della libido può richiedere tempo; sia paziente con sé e con il partner mentre esplorate le opzioni di trattamento.

Consultare uno specialista: se il calo della libido persiste nonostante gli sforzi, consulti un professionista sanitario o un terapeuta specializzato in salute sessuale. Potrà fornire ulteriori indicazioni e opzioni di trattamento adeguate alle Sue esigenze specifiche.

Risorse

Domande

Domande frequenti

Il calo del desiderio sessuale può essere contagioso?
No, il calo del desiderio sessuale non è contagioso. È un’esperienza personale e individuale che può essere influenzata da diversi fattori, come la salute, gli ormoni e le emozioni. Tuttavia, può incidere sulla relazione se la riduzione della libido di un partner genera tensione o insoddisfazione.
Il calo della libido può essere legato alla mia passione per la carriera?
Sì, è possibile. Una carriera impegnativa o stressante può comportare livelli elevati di stress e stanchezza, fattori noti per contribuire al calo del desiderio sessuale. Trovare un equilibrio tra lavoro e vita privata e gestire lo stress può aiutare a migliorare la libido.
Il calo del desiderio sessuale può essere genetico?
Il calo del desiderio sessuale, da solo, non dimostra la presenza di una condizione ereditaria. Se La preoccupa una storia familiare di una patologia medica o ormonale, ne parli con un professionista sanitario anziché presumere che spieghi la Sua libido.
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