Il disturbo bipolare comporta episodi caratterizzati da cambiamenti significativi dell’umore, dell’energia, dell’attività e del funzionamento. Non significa semplicemente avere frequenti cambiamenti emotivi. Le principali diagnosi comprendono il disturbo bipolare I, il disturbo bipolare II e il disturbo ciclotimico. I disturbi bipolari e correlati con altra specificazione o senza specificazione descrivono quadri clinici che non rientrano in queste categorie.
Comprendere mania, ipomania e depressione
Durante la mania, una persona può presentare un umore insolitamente elevato o irritabile e un aumento dell’energia o dell’attività. Altri cambiamenti possono comprendere un bisogno di sonno molto ridotto, eloquio accelerato, pensieri che si susseguono rapidamente, eccessiva fiducia in sé, distraibilità e decisioni rischiose. La mania provoca una marcata compromissione del funzionamento, può richiedere un trattamento ospedaliero e può includere sintomi psicotici. La psicosi è possibile, ma non è un requisito di ogni episodio maniacale.
L’ipomania comporta un cambiamento evidente rispetto allo stato abituale della persona, con sintomi simili, ma senza la marcata compromissione del funzionamento, il ricovero ospedaliero o la psicosi che indicherebbero una mania. Può comunque influire sulle relazioni o sulle decisioni e merita una valutazione. Sentirsi produttivi durante un episodio non significa che questo sia sempre innocuo.
Un episodio depressivo può comportare umore persistentemente depresso o perdita di interesse, alterazioni del sonno o dell’appetito, scarsa energia, difficoltà di concentrazione, disperazione o pensieri di morte. Gli episodi possono presentare caratteristiche miste, ossia alcuni sintomi dello stato dell’umore opposto. L’andamento varia e molte persone attraversano periodi di relativa stabilità tra un episodio e l’altro.
Disturbo bipolare I
La caratteristica distintiva è la presenza di almeno un episodio maniacale. Secondo i criteri diagnostici comunemente utilizzati, la mania dura generalmente almeno una settimana, oppure può essere diagnosticata anche per un periodo più breve quando è necessaria l’assistenza ospedaliera. Gli episodi depressivi sono comuni, ma non sono necessari per la diagnosi di disturbo bipolare I. È comunque necessario considerare altre cause e i criteri di esclusione diagnostica.
Disturbo bipolare II
Il disturbo bipolare II richiede una storia di ipomania e depressione maggiore, senza episodi maniacali. La distinzione rispetto al disturbo bipolare I è la presenza o l’assenza di mania, non semplicemente il numero di episodi depressivi avuti dalla persona. Il disturbo bipolare II può essere gravemente invalidante, soprattutto a causa della depressione; non va sottovalutato come una forma poco rilevante di disturbo bipolare.
Disturbo ciclotimico
La ciclotimia comporta un andamento protratto di sintomi ipomaniacali e depressivi che non soddisfano pienamente i criteri per i rispettivi episodi. La valutazione diagnostica considera, insieme ad altri criteri, un andamento che dura almeno due anni negli adulti o un anno nei bambini e negli adolescenti. I sintomi possono interferire con la vita quotidiana anche quando sono meno intensi rispetto agli episodi che soddisfano tutti i criteri diagnostici.
Alcune persone con ciclotimia sviluppano in seguito un disturbo bipolare I o II, ma questa evoluzione non è inevitabile. È importante chiedere aiuto per l’impatto dei sintomi attuali, senza aspettare un episodio più grave. La panoramica del NHS sulla ciclotimia ne illustra l’andamento nel lungo periodo e la necessità di una valutazione.
Quadri clinici con altra specificazione o senza specificazione
I clinici possono utilizzare queste categorie quando sintomi di tipo bipolare clinicamente significativi non soddisfano pienamente i criteri delle diagnosi principali. Ciò non significa che ogni persona con brevi cambiamenti dell’umore abbia un disturbo bipolare. La durata, la gravità, il contesto, gli effetti dei farmaci e le spiegazioni alternative sono tutti elementi rilevanti.
Che cosa significa ciclicità rapida
La ciclicità rapida indica almeno quattro episodi dell’umore che soddisfano i criteri diagnostici nell’arco di un anno, non quattro comuni sbalzi d’umore. I clinici considerano gli episodi di mania, ipomania o depressione maggiore e valutano se siano distinti tra loro. I soli cambiamenti nell’arco di una giornata non sono sufficienti a identificare questo andamento. La ricostruzione della storia dei sintomi e del sonno può aiutare a chiarire ciò che è accaduto.
Valutazione e trattamento
La valutazione esamina l’andamento dei sintomi nel corso della vita, il sonno, il funzionamento, la salute fisica, l’uso di sostanze, i farmaci e la storia familiare. Con il consenso della persona, le informazioni fornite da qualcuno che la conosce bene possono aiutare a individuare i cambiamenti. Un questionario non può stabilire il sottotipo né determinare in sicurezza il trattamento farmacologico.
Il percorso di cura comprende spesso farmaci, trattamento psicologico e informazioni sui primi segnali di allarme e sulle abitudini quotidiane. La linea guida NICE distingue il trattamento degli episodi acuti dalla prevenzione a lungo termine. Le scelte dipendono dall’episodio, dalla risposta ai trattamenti precedenti, dalla salute fisica, dagli effetti indesiderati e dalle preferenze.
Gli antidepressivi richiedono particolare cautela perché possono contribuire alla comparsa di mania o ciclicità rapida; non devono essere iniziati autonomamente per trattare una possibile depressione bipolare. Qualsiasi modifica va discussa con il medico prescrittore, affrontando anche eventuali progetti di gravidanza e le necessità di monitoraggio. Non interrompere bruscamente i farmaci prescritti.


