L’abuso emotivo può essere difficile da descrivere, soprattutto quando interazioni dolorose si alternano a manifestazioni di affetto o rassicurazioni. Non è necessario identificare un disturbo di personalità per prendere sul serio la propria esperienza. L’espressione «abuso narcisistico» è usata in modo informale, ma l’abuso e il disturbo narcisistico di personalità non sono concetti intercambiabili.
Gli esempi seguenti illustrano comportamenti di cui parlare con un professionista di fiducia o un servizio di supporto. Non costituiscono un test per formulare una diagnosi su qualcuno o ricostruire tutte le circostanze di una relazione.
Umiliazione e svalutazione ripetuta
Un partner, un familiare o un collega insulta ripetutamente la persona, ne deride le capacità o divulga informazioni private per metterla in imbarazzo. Quando la persona si oppone, chi agisce così minimizza l’accaduto definendolo uno scherzo oppure la punisce per aver sollevato la questione. Un commento occasionale privo di sensibilità e uno schema persistente di svalutazione richiedono risposte diverse, ma si ha il diritto di dire che un commento ha ferito.
Isolamento e controllo
Qualcuno esercita pressioni affinché una persona smetta di vedere amici o familiari, interferisce con il lavoro o gli studi oppure pretende un resoconto dei suoi spostamenti. Il problema non è semplicemente che un amico non sia gradito, ma se venga limitata la libertà di scegliere e mantenere una rete di sostegno.
Il controllo economico può comportare l’impedimento dell’accesso al denaro, ostacoli all’attività lavorativa o l’uso delle spese essenziali per ottenere obbedienza. La gestione condivisa del bilancio è diversa quando entrambe le persone possono parteciparvi liberamente e accedere alle informazioni.
Minare la fiducia nella propria percezione degli eventi
Una persona nega ripetutamente gli eventi, ne altera il racconto o mette in discussione l’attendibilità dell’altra persona, inducendola a dubitare della propria memoria e capacità di giudizio. Per questo schema di comportamento si usa spesso il termine «gaslighting». Un disaccordo, un ricordo diverso o un errore in buona fede non bastano, da soli, a identificarlo.
Se è possibile farlo in sicurezza, parlare con qualcuno esterno alla relazione o tenere un resoconto privato dei fatti può aiutare a chiarire ciò che sta accadendo. Non mettere a rischio la propria sicurezza per raccogliere prove o affrontare la persona.
Pressioni, minacce e coercizione sessuale
Minacciare conseguenze se si dice di no, ricorrere all’intimidazione per ottenere rapporti sessuali o esercitare pressioni affinché qualcuno rinunci a far rispettare i propri limiti personali sono comportamenti che richiedono seria attenzione. Il consenso deve essere espresso liberamente. L’affetto, i regali, una relazione o un precedente rapporto sessuale non comportano alcun obbligo di acconsentire.
Se qualcuno minaccia il suicidio durante un disaccordo o una separazione, occorre prendere sul serio quanto afferma e coinvolgere servizi appropriati di supporto nelle crisi. Per offrire questo sostegno non si è tenuti a rimanere nella relazione o ad assecondare richieste. In caso di pericolo immediato è necessario rivolgersi ai servizi di emergenza.
Che cosa possono e non possono indicare le singole frasi
«Sei la mia anima gemella» non permette di stabilire che vi sia manipolazione. «Sei troppo sensibile» può ferire, ma il significato e l’impatto dipendono dal contesto e dalla ripetizione. Un elenco di presunte «frasi narcisistiche» non può accertare un disturbo narcisistico di personalità, dimostrare le intenzioni o indicare chi sia responsabile dell’abuso.
Domande più utili sono: posso esprimere disaccordo senza paura? Le mie scelte vengono rispettate? Che cosa succede quando dico di no? Sento di dover cambiare il mio comportamento per evitare ritorsioni? Queste domande favoriscono la riflessione, non la diagnosi.
Cercare aiuto in sicurezza
Se si prova paura, è importante chiedere una consulenza riservata a un servizio di supporto per la violenza domestica. Se i messaggi o la navigazione in internet potrebbero essere monitorati, utilizzare un dispositivo più sicuro. Un professionista specializzato può aiutare a valutare le opzioni relative ai figli, all’alloggio, alle finanze e ai contatti che proseguono nel tempo. Non è necessario decidere subito se lasciare la relazione.
In caso di pericolo immediato, contattare i servizi di emergenza locali. Per un sostegno non urgente, un professionista sanitario, una persona di fiducia o un servizio specializzato possono aiutare a valutare la situazione. Le indicazioni del NHS descrivono i percorsi di supporto per la violenza domestica.
Effetti sul benessere e sulle relazioni
Alcune persone manifestano ansia, umore depresso, difficoltà del sonno o sintomi legati al trauma dopo aver subito un abuso. Altre reagiscono diversamente, e i sintomi persistenti meritano una valutazione individuale. Subire un abuso non significa che si arriverà a commettere abusi o a sviluppare un disturbo di personalità.
Quando si sostiene una persona che ha subito abusi, è importante chiederle che cosa ritiene utile e rispettare i suoi limiti personali. Evitare di trattarla come se fosse destinata a rimanere fragile o di dare per scontato come reagirà. Il recupero e le relazioni future seguono percorsi individuali, e il sostegno dovrebbe rafforzare la libertà di scelta anziché imporre nuove aspettative.


