Scoprire di essere in gravidanza mentre si assumono alcol, droghe o un farmaco associato a dipendenza può spaventare. Cercare aiuto tempestivamente è importante, ma la disintossicazione non è sempre il passo successivo più sicuro. Il trattamento deve essere pianificato con professionisti dell’assistenza ostetrica e delle dipendenze, tenendo conto della sostanza, della salute, della gravidanza e delle circostanze attuali. Una precedente esposizione non dimostra che il bambino abbia subito danni e nessun professionista o struttura può garantire l’esito di una singola gravidanza.
In caso di sospetto sovradosaggio, convulsioni, grave confusione, respirazione anomala, collasso o pericolo immediato, chiamare i servizi di emergenza locali. In caso di sospetto sovradosaggio da oppioidi, somministrare naloxone se disponibile e seguire le istruzioni dei soccorsi; la gravidanza non è un motivo per rinunciare a un intervento potenzialmente salvavita. Non ritardare le cure urgenti mentre si organizza l’ammissione a un programma privato. ACOG: disturbo da uso di oppioidi e gravidanza.
Iniziare con una valutazione sincera e non giudicante
Riferisca all’ostetrica, al medico che segue la gravidanza o a un altro professionista sanitario qualificato che cosa assume, con quale frequenza, quando è avvenuta l’ultima assunzione e se ha avuto sintomi di astinenza, convulsioni o un sovradosaggio. Includa farmaci prescritti, sostanze assunte senza prescrizione, alcol e integratori. L’incertezza sulle quantità non deve impedirle di cercare assistenza.
La valutazione dovrebbe considerare l’epoca gestazionale, la salute fisica e mentale, il dolore, l’alimentazione, la situazione abitativa, il sostegno disponibile e gli eventuali problemi di sicurezza immediata. Chieda come vengono registrate le informazioni, chi può accedervi e quali obblighi di riservatezza o tutela si applicano nel suo Paese. Non dia per scontato che un sito web possa descrivere la normativa di ogni giurisdizione. ASAM: disturbo da uso di oppioidi in gravidanza.
Disturbo da uso di oppioidi: il trattamento farmacologico è generalmente preferibile alla disintossicazione
Per il disturbo da uso di oppioidi in gravidanza, metadone o buprenorfina sono opzioni terapeutiche raccomandate. Aiutano a gestire l’astinenza e il desiderio intenso di assumere la sostanza e favoriscono la partecipazione alle cure prenatali. La disintossicazione da oppioidi come procedura di routine non è l’approccio preferito, perché la ripresa dell’uso può comportare rischi gravi, incluso il sovradosaggio dopo la riduzione della tolleranza. Assumere una terapia prescritta in modo appropriato non rappresenta un fallimento del percorso di recupero.
Se assume già metadone o buprenorfina, non interrompa, riduca o modifichi autonomamente la terapia. L’équipe curante dovrebbe rivalutare il farmaco e il monitoraggio durante tutta la gravidanza e dopo il parto. Chi rifiuta il trattamento farmacologico o non può accedervi ha bisogno di un confronto personalizzato con professionisti esperti di dipendenze nel periodo perinatale; questo non è un invito a seguire una riduzione graduale a domicilio. CDC: trattamento prima, durante e dopo la gravidanza.
Alcol e sedativi richiedono un piano diverso
Non sono note quantità né fasi della gravidanza in cui bere alcol sia sicuro. Tuttavia, chi presenta una dipendenza fisica dall’alcol ha bisogno di assistenza medica tempestiva per smettere in sicurezza: un’astinenza improvvisa può essere pericolosa. Anche la dipendenza da benzodiazepine richiede un piano guidato da un medico. Convulsioni, agitazione intensa, allucinazioni o confusione richiedono una valutazione urgente.
Non utilizzi alcol, farmaci di altre persone o uno schema sostitutivo ideato autonomamente per gestire l’astinenza. Spetta all’équipe decidere se siano necessari monitoraggio ospedaliero e farmaci. Le indicazioni sul trattamento del disturbo da uso di oppioidi non devono essere applicate automaticamente all’astinenza da alcol o sedativi. CDC: alcol e gravidanza; NICE: complicanze fisiche correlate all’alcol.
Altre sostanze e farmaci prescritti
Stimolanti, cannabis e altre sostanze richiedono una valutazione specifica. Le cure possono comprendere sostegno psicologico, gestione del sonno e dell’alimentazione e monitoraggio della salute fisica o mentale. Non esiste un unico farmaco o schema di disintossicazione adatto a tutte le sostanze.
Non interrompa un farmaco prescritto soltanto perché scopre di essere in gravidanza o legge di un possibile rischio. Alcuni farmaci richiedono una rivalutazione urgente, ma anche una malattia non controllata o un’astinenza improvvisa possono essere dannose. Contatti il medico prescrittore e l’équipe ostetrica per discutere del prodotto specifico e delle alternative. NHS: farmaci in gravidanza.
Assistenza ambulatoriale, ospedaliera o residenziale?
Il contesto assistenziale appropriato è determinato dalle necessità cliniche, non dal prezzo, dalla riservatezza o da una promessa di comfort. Alcune persone possono ricevere un trattamento attraverso servizi ambulatoriali e ostetrici coordinati. L’assistenza ospedaliera può essere necessaria in caso di astinenza pericolosa, sovradosaggio, instabilità medica o problema psichiatrico od ostetrico acuto. La riabilitazione residenziale può essere presa in considerazione nei casi idonei, ma non sostituisce le competenze e le risorse ostetriche od ospedaliere necessarie.
Prima di organizzare un viaggio, chieda chi è responsabile dell’assistenza ostetrica, della gestione dell’astinenza e del trasferimento in emergenza. Verifichi che la struttura accolga effettivamente pazienti in gravidanza e possa rispondere alle sue esigenze specifiche. Questo articolo non conferma che THE BALANCE offra servizi ostetrici o un programma di disintossicazione in gravidanza. Una richiesta di informazioni o la preferenza per un trattamento all’estero non devono ritardare cure appropriate a livello locale.
E il bambino?
I rischi dipendono dalla sostanza, dall’esposizione e da molti altri fattori. L’équipe ostetrica può spiegare quali valutazioni prenatali siano appropriate, senza affermare che un esame possa prevedere ogni esito. Eviti di valutare la sua gravidanza sulla base di un racconto online o di una statistica generale.
Alcuni neonati sviluppano sintomi di astinenza dopo l’esposizione a oppioidi prima della nascita, anche nell’ambito di una terapia prescritta. La dipendenza fisica e l’astinenza neonatale non equivalgono a un disturbo da uso di sostanze. Il bambino potrebbe avere bisogno di monitoraggio e trattamento da parte di un’équipe pediatrica. Pianificare questa assistenza è un motivo per proseguire il percorso terapeutico, non per interrompere un farmaco efficace senza indicazioni professionali. Indicazioni cliniche ACOG.
Sostenere le proprie decisioni e pianificare il periodo dopo la nascita
Ha diritto a cure rispettose e alla possibilità di discutere le proprie scelte senza pressioni da parte di una clinica, del partner o di chi sostiene i costi. Le decisioni relative alla gravidanza non dovrebbero basarsi sulla vergogna, sulla garanzia di un bambino sano o su supposizioni riguardo alle sue capacità genitoriali. Richieda un sostegno ostetrico, psicologico o psichiatrico e pratico adeguato.
Prima della dimissione o del parto, concordi chi prescriverà i farmaci, dove si svolgeranno i controlli, quale supporto sarà previsto per gli appuntamenti e la cura del bambino e che cosa fare se aumentano il desiderio intenso di assumere sostanze o i sintomi psichici. Discuta dell’alimentazione del neonato e dei farmaci con i professionisti competenti. Il sostegno al recupero dovrebbe continuare dopo la gravidanza, anziché terminare quando i sintomi di astinenza si attenuano.
Domande da porre a una struttura di trattamento
Chieda se il servizio ha esperienza con la sostanza che assume e con le esigenze legate alla gravidanza; chi coordina le cure ostetriche e per le dipendenze; quali condizioni richiederebbero cure ospedaliere; come viene garantita la continuità della terapia farmacologica; quali informazioni ricevono i familiari; quali costi e modalità di controllo successivo sono previsti. Verifichi questi dettagli per la sede e l’équipe effettive, anziché affidarsi a una generica dichiarazione di supervisione medica.


