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Fare della comunicazione umana una pratica quotidiana

Un’intervista con l’autore di Be Human First invita a riflettere sulle interazioni quotidiane: ascoltare, offrire riscontri, rimediare ai malintesi e dare seguito agli impegni.

Pubblicazione originaleLegga il servizio originale
NewInBooksIntervista all’autore

Interview With Abdullah Boulad, Author of Be Human First

Firma dell’editore: NewInBooks · 18 marzo 2026 · Inglese

“Prima dei ruoli, prima dei titoli, prima dei risultati.”

Abdullah Boulad, nella sua intervista come autore su NewInBooksTraduzione della citazione originale

NewInBooks intervista Abdullah Boulad su Be Human First. Il servizio riguarda gli scritti del fondatore di THE BALANCE; l’intervista non identifica la clinica.

In un’intervista a NewInBooks del marzo 2026, Abdullah Boulad parla di Be Human First e delle esperienze che hanno plasmato il suo modo di concepire la comunicazione. Una conversazione con un autore può far conoscere l’intento alla base di un libro. Per chi legge, la domanda successiva è come un’idea diventi utile quando l’intervista finisce e inizia un’interazione quotidiana.

La maggior parte della comunicazione non avviene durante una trattativa importante o un discorso preparato con cura. Avviene in brevi scambi: una risposta data distrattamente, un riscontro offerto tra una riunione e l’altra o delle scuse che non chiariscono il passo successivo. Questo editoriale esplora questi momenti quotidiani. Propone modi per riconoscere le abitudini, rendere le richieste più comprensibili e rimediare a un malinteso senza trasformare ogni conversazione in un esercizio elaborato. L’accento è sulla pratica, non sulla prestazione. Si può provare a formulare una domanda più chiara o una risposta più attenta, mantenendo un atteggiamento aperto verso ciò di cui l’altra persona ha effettivamente bisogno.

Quattro domande per prepararsi

  1. Che cosa accade nelle conversazioni quotidiane quando ha fretta, la sua attenzione è altrove o ritiene certa la propria interpretazione?

  2. Come può verificare ciò che una persona intende prima di rispondere sulla base di una supposizione?

  3. Che cosa renderebbe un riscontro abbastanza specifico da essere utile e abbastanza rispettoso da poterne discutere?

  4. Quando nasce un malinteso, quale azione darebbe significato a delle scuse o a un chiarimento?

Scelga un’interazione quotidiana da esaminare

Leggere di comunicazione può generare un lungo elenco di buone intenzioni. Cominci invece da una situazione ricorrente. Forse risponde alle domande mentre guarda uno schermo, si affretta a risolvere un problema prima di ascoltare la richiesta o conclude una riunione senza confermare chi farà che cosa. Scelga un esempio che possa descrivere senza trasformarlo in un giudizio sulla propria personalità nel suo complesso.

Si chieda che cosa accade di solito prima, durante e dopo lo scambio. Che cosa sta cercando di ottenere? Che cosa sembra chiedere l’altra persona? Che cosa rimane poco chiaro quando la conversazione finisce? Queste domande possono far emergere un punto concreto in cui una risposta diversa potrebbe essere d’aiuto. Inoltre, mantengono la riflessione collegata a qualcosa di osservabile.

Immagini che una persona con cui lavora le chieda un parere su una bozza. Potrebbe presumere che desideri una riscrittura completa, quando in realtà ha bisogno di una decisione su un solo paragrafo. Un breve chiarimento iniziale potrebbe cambiare lo scambio: su quale parte vorrebbe che mi concentrassi? L’insegnamento utile è preciso. In quel momento, comunicare meglio significa comprendere la richiesta prima di offrire più aiuto di quanto ne sia stato chiesto.

Verifichi il significato prima di difendere la sua risposta

Una risposta può essere ponderata e tuttavia rispondere alla domanda sbagliata. Prima di spiegare la sua posizione, provi a riassumere ciò che ritiene intenda l’altra persona. Mantenga breve il riepilogo e lasci spazio a eventuali correzioni. Lo scopo è verificare la propria comprensione, non dimostrare di saper parafrasare con eleganza le parole altrui.

Per esempio, una persona dice che un piano le sembra difficile da gestire. Potrebbe chiedere se il problema riguarda la quantità di lavoro, le tempistiche o l’incertezza sulle responsabilità. Ogni risposta suggerisce una conversazione diversa. Passare direttamente a rassicurare o a controbattere può lasciare inesplorata la preoccupazione reale, anche quando l’intento è essere d’aiuto.

Verificare il significato è importante anche quando le parole sembrano familiari. Le persone possono usare termini come sostegno, flessibilità o coinvolgimento per descrivere aspettative diverse. Chieda che cosa significherebbe quella parola nella pratica. Il sostegno consiste nell’ascoltare, nel condividere un compito o nel prendere una decisione? Una risposta concreta offre a entrambe le persone qualcosa di cui discutere. Riduce inoltre la possibilità che un accordo sembri completo mentre ciascuna persona immagina un’azione diversa dietro la stessa frase rassicurante.

Offra un riscontro su un oggetto preciso

Un riscontro utile individua un’azione o un risultato di cui si possa discutere. Cominci dalla situazione, descriva ciò che ha osservato e ne spieghi l’effetto pratico. Eviti di trasformare un singolo esempio in una descrizione permanente della persona. È più facile rispondere con chiarezza a una domanda su un mancato passaggio di consegne che a un’affermazione generica secondo cui non si comunica mai bene.

Scelga un contesto appropriato e chieda se la persona ha tempo per la conversazione. Se la questione richiede attenzione immediata, ne spieghi il motivo. Se può aspettare, concordi un momento più adatto invece di inserirla in uno scambio su altro. Scegliere il momento non garantisce che ricevere un riscontro sia piacevole, ma può renderne più comprensibile lo scopo.

Lasci spazio alle informazioni che non possiede. Una scadenza non rispettata potrebbe dipendere da un’istruzione contrastante, da una decisione poco chiara o da un errore da correggere. Chieda che cosa è successo prima di giungere a una spiegazione definitiva. Poi discuta l’azione successiva. Una conversazione di riscontro utile dovrebbe concludersi con qualcosa di più specifico della promessa di impegnarsi maggiormente: una scadenza concordata, un passaggio di consegne più chiaro o una decisione su chi risolverà l’incertezza residua.

Rimedi in modo proporzionato e concreto

I malintesi non sono sempre la prova che una relazione non funziona. Possono essere momenti che richiedono un chiarimento, un riconoscimento di quanto accaduto o un’azione diversa. Quando riconosce che le sue parole hanno avuto un effetto non voluto, cominci dal comprendere quell’effetto. Spiegare la propria intenzione può essere pertinente, ma non risponde automaticamente a ciò che l’altra persona sta raccontando della propria esperienza.

Quando è lei a ricevere un riscontro, provi a separare il tentativo di comprendere dalla decisione se essere d’accordo. Può chiedere un esempio, descrivere ciò che ricorda e verificare l’effetto che l’altra persona sta indicando. Potrebbe seguirne un accordo, oppure la conversazione potrebbe far emergere una reale differenza di interpretazione. In entrambi i casi, eviti di promettere un cambiamento prima di sapere quale cambiamento viene richiesto. Una risposta utile potrebbe consistere nell’approfondire un dettaglio e tornare sull’argomento in un momento preciso. Se non è d’accordo, spieghi il punto di disaccordo senza sminuire l’intera esperienza. Questo permette alla conversazione di rimanere precisa. Lascia anche spazio a un accordo parziale: può vedere diversamente la decisione originaria, pur concordando sul fatto che la spiegazione fosse poco chiara e avrebbe dovuto essere migliore. Questa distinzione può aprire un passo concreto successivo, laddove una semplice discussione su chi avesse ragione lascerebbe entrambe le persone in una situazione di stallo.

Un modo concreto di rimediare può chiarire che cosa è successo e che cosa farà in seguito. Potrebbe essere necessario correggere informazioni, riconsiderare una decisione o dare a una persona l’opportunità di completare un ragionamento che lei ha interrotto. La risposta dovrebbe essere adeguata alla situazione, anziché trasformarsi in una dichiarazione enfatica sul proprio carattere. Dovrebbe inoltre evitare di chiedere all’altra persona di rassicurarla prima che sia stata affrontata la sua preoccupazione.

Di fronte a difficoltà ripetute, si chieda quale organizzazione potrebbe evitare la stessa confusione. Se un compito condiviso continua a non essere svolto perché nessuno se ne assume la responsabilità, chiarisca a chi compete. Se i messaggi vengono fraintesi, concordi quando sia necessaria una conversazione. Le scuse possono aprire lo scambio, mentre un cambiamento concreto gli dà una direzione. L’altra persona potrebbe avere ancora bisogno di tempo o avere un’idea diversa di ciò che sarebbe utile; lasci spazio all’ascolto di questa risposta.

Osservi come i ruoli influenzano la conversazione

Le stesse parole possono avere un peso diverso a seconda di chi le pronuncia. Un suggerimento di chi ha un ruolo di responsabilità può essere percepito come un’istruzione. Una domanda di un familiare può sembrare una richiesta di informazioni che la persona preferisce mantenere riservate. Consideri il ruolo che ricopre e se l’altra persona ha un modo di esprimere disaccordo o chiedere chiarimenti senza sentirsi a disagio.

Renda esplicita la natura della richiesta. Se una decisione è già stata presa, spieghi che cosa rimane aperto alla discussione. Se sta chiedendo un’opinione, dica come verrà utilizzata ed eviti di trattare il disaccordo come una mancanza di collaborazione. In questo modo, l’altra persona comprende più chiaramente a quale conversazione è invitata a partecipare.

Può anche verificare se vi siano le condizioni pratiche per partecipare. La persona dispone delle informazioni pertinenti? C’è abbastanza tempo per rispondere in modo ponderato? Sarebbe più appropriata una conversazione in privato? Queste domande sono particolarmente utili quando si esercita un’autorità o si stabiliscono le tempistiche. La comunicazione umana comprende le condizioni dello scambio, non soltanto il calore del linguaggio utilizzato. Un tono premuroso funziona meglio se accompagnato da condizioni che consentano all’altra persona di rispondere realmente.

Faccia sì che dare seguito agli impegni diventi parte del messaggio

Una conversazione attenta può perdere significato se l’azione concordata viene poi dimenticata. Annoti il passo successivo quando è importante: che cosa accadrà, chi ne è responsabile e quando ci si può aspettare un aggiornamento. La nota può essere breve. Il suo scopo è conservare l’accordo senza trasformare uno scambio quotidiano in un’inutile incombenza amministrativa.

Quando sperimenta un’abitudine comunicativa diversa, riesamini un esempio specifico. Il chiarimento ha permesso di individuare la richiesta reale? Il riscontro ha prodotto un passo successivo comprensibile? Il tentativo di rimediare ha affrontato la questione sollevata dall’altra persona? Quando opportuno, chieda il suo punto di vista e accolga la possibilità che la risposta renda più complessa la sua impressione iniziale.

Un libro o un’intervista con un autore possono offrire uno spunto di riflessione. La pratica quotidiana dà a quello spunto una forma concreta. Ascoltare con attenzione, esplicitare una richiesta e dare seguito agli impegni sono azioni modeste, ma sono azioni che un’altra persona può riconoscere. L’obiettivo è uno scambio in cui le persone abbiano una comprensione più chiara l’una dell’altra e di ciò che accadrà in seguito, con un’apertura sufficiente a correggere la conversazione quando prende una direzione sbagliata.

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