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Disregolazione emotiva

Prima di approfondire la disregolazione emotiva, è fondamentale comprendere che cosa sia la regolazione emotiva e in che modo se ne differenzi.

Revisionato clinicamente daDr. Sarah Boss, MD
Residenza in pietra con piscina, prato e palme

Provare e affrontare emozioni spiacevoli fa parte della condizione umana. Tutti incontriamo quotidianamente stress, dolore, frustrazione e conflitti, e la regolazione emotiva ci aiuta ad affrontarli senza perdere il controllo. Gestire adeguatamente le emozioni rende più facile rispondere alle sfide e alle difficoltà quotidiane in modo sano e socialmente appropriato.

Alcune persone incontrano difficoltà persistenti nel gestire emozioni intense, soprattutto sotto stress. Questa condizione viene spesso descritta come disregolazione emotiva. Le emozioni intense, da sole, non consentono di formulare una diagnosi e non esiste una diagnosi autonoma generalmente riconosciuta denominata disturbo da disregolazione emotiva.

Se lei o una persona cara prova frequentemente emozioni intense difficili da gestire o che interferiscono con la vita quotidiana, richieda una valutazione professionale. Prenda sul serio i pensieri o le dichiarazioni di suicidio. Nel Regno Unito, chiami il 999 o il 112, oppure si rechi al pronto soccorso (A&E), se una persona è in pericolo immediato, si è procurata gravi lesioni o non riesce a mantenersi al sicuro. Per un aiuto urgente in assenza di pericolo immediato, contatti un servizio locale per le crisi o richieda un appuntamento urgente con il medico di medicina generale. In caso di emergenza, non attenda l’esito di una normale richiesta di informazioni sull’ammissione.

La regolazione emotiva consiste nel riconoscere e comprendere le emozioni e nel rispondervi in modi che sostengano i propri bisogni e obiettivi. Non significa reprimere ogni emozione spiacevole. Le esperienze emotive possono coinvolgere situazioni, pensieri, risposte corporee e comportamenti che interagiscono tra loro, per esempio:

  • Un evento esterno o un’esperienza interna, come ricordare un episodio triste, può suscitare un’emozione
  • Pensieri e risposte corporee, come un aumento della frequenza cardiaca, possono influenzare l’emozione ed esserne influenzati
  • Il comportamento può comprendere l’espressione dell’emozione, l’affrontare una situazione o l’evitarla; queste risposte non si verificano sempre in un ordine prestabilito

Questi esempi descrivono risposte emotive, non un meccanismo universale di regolazione in tre fasi. La disregolazione emotiva descrive difficoltà nel gestire l’intensità, la durata o l’espressione delle emozioni, oppure nell’agire in linea con i propri obiettivi quando si è in uno stato di disagio. Può riguardare rabbia, tristezza, frustrazione o altre emozioni e presentarsi in condizioni diverse.

Le emozioni forti non sono necessariamente un segno di malattia. La disregolazione emotiva può comportare difficoltà nel riconoscere o accettare ciò che si prova, calmarsi, gestire gli impulsi o proseguire attività importanti quando si è in uno stato di disagio. Queste difficoltà variano da persona a persona e secondo le situazioni; non significano che una persona non sia consapevole di ciò che vive o sia sempre incapace di farvi fronte autonomamente.

Le difficoltà persistenti possono influire sulle relazioni, sul lavoro o sul percorso di studi, ma una compromissione per tutta la vita non è inevitabile. Tra le possibili esperienze e i comportamenti associati vi sono quelli elencati di seguito. Non costituiscono una lista diagnostica e alcuni possono avere altre spiegazioni:

  • Improvvisi scoppi d’ira
  • Evitamento delle emozioni difficili
  • Tensioni nelle relazioni interpersonali
  • Cambiamenti rapidi o intensi dell’umore
  • Comportamenti impulsivi o rischiosi
  • Crisi di pianto intenso
  • Uso di alcol o droghe per affrontare il disagio
  • Difficoltà a rimanere concentrati sui propri obiettivi quando si è in uno stato di disagio
  • Difficoltà a individuare strategie utili per affrontare le difficoltà
  • Autolesionismo, pensieri o dichiarazioni di suicidio, che richiedono una valutazione tempestiva

Se la disregolazione emotiva influisce sulla sua vita, un medico di medicina generale o un professionista della salute mentale può valutare le sue difficoltà, la sua sicurezza e le eventuali condizioni sottostanti. Il trattamento e il contesto assistenziale dipendono dagli esiti di questa valutazione; un percorso ambulatoriale può essere appropriato e la riabilitazione residenziale non è necessaria di routine. I farmaci possono essere indicati per una condizione sottostante, ma non costituiscono un trattamento universale per la disregolazione emotiva. Il trattamento psicologico può avere l’obiettivo di aiutarla a:

  • Comprendere meglio le emozioni, le loro funzioni e i fattori personali che le attivano
  • Sviluppare un modo sano di rapportarsi alle emozioni o di rispondervi
  • Apprendere strategie e abilità pratiche per la regolazione emotiva
  • Imparare a esprimere le emozioni in modo sano, soprattutto nelle relazioni
  • Acquisire tecniche per lasciare andare le emozioni dolorose prima che si traducano in esplosioni emotive
  • Imparare a modificare schemi di pensiero controproducenti che contribuiscono alla vulnerabilità emotiva
  • Acquisire abilità per lasciare andare le emozioni dolorose
  • Sviluppare strategie e abilità per tollerare lo stress o altre emozioni difficili senza ricorrere a modalità problematiche per affrontarli
  • Acquisire tecniche per tollerare gli impulsi senza assecondarli e sviluppare un maggiore autocontrollo

Per la disregolazione emotiva, i clinici possono prendere in considerazione i seguenti approcci in base alla condizione sottostante, agli obiettivi, alle preferenze e alle evidenze disponibili. Queste terapie non sono intercambiabili e la loro disponibilità va verificata con il servizio.

Terapia cognitivo-comportamentale (CBT)

La terapia cognitivo-comportamentale può aiutare le persone a riconoscere i legami tra pensieri, emozioni e comportamenti e a mettere in pratica modalità di risposta più utili. Un terapeuta con formazione specifica adatta l’approccio al problema trattato, senza presumere che i fattori scatenanti possano sempre essere evitati o superati.

Terapia dialettico-comportamentale (DBT)

La terapia dialettico-comportamentale combina metodi cognitivo-comportamentali con mindfulness, accettazione, tolleranza della sofferenza emotiva e abilità di regolazione emotiva. È stata sviluppata per il disturbo borderline di personalità e non è un trattamento universale di prima scelta per ogni difficoltà di regolazione delle emozioni. Il NICE raccomanda di considerare un programma completo di DBT per le donne con disturbo borderline di personalità quando la riduzione dell’autolesionismo ricorrente rappresenta una priorità.

Schema therapy

La schema therapy affronta schemi emotivi, comportamentali e relazionali persistenti. È stata studiata nel disturbo borderline di personalità, anche nel trattamento ambulatoriale a lungo termine; tali evidenze non ne fanno un trattamento indicato per chiunque presenti disregolazione emotiva. L’appropriatezza richiede una valutazione individuale.

Terapia della regolazione emotiva (ERT)

La terapia della regolazione emotiva (ERT) è una psicoterapia basata su un manuale che integra metodi cognitivo-comportamentali con le conoscenze scientifiche sulle emozioni. Un piccolo studio randomizzato del 2018 ha coinvolto adulti con disturbo d’ansia generalizzata, alcuni dei quali con depressione concomitante; i risultati non devono essere generalizzati a tutte le persone con disregolazione emotiva. Tra gli obiettivi del trattamento vi è aiutare le persone a:

  • Riconoscere, descrivere e distinguere le proprie emozioni, anche quando sono troppo intense
  • Accettare maggiormente un’esperienza e sviluppare la capacità di gestire in modo adattivo, quando necessario, le emozioni a essa associate
  • Ridurre il ricorso a strategie di evitamento emotivo (per esempio preoccupazione, autocritica e ruminazione)
  • Utilizzare le informazioni fornite dalle emozioni per riconoscere i bisogni, prendere decisioni e gestire le relazioni interpersonali

Le prime sedute di ERT si concentrano sulla consapevolezza e sulla regolazione delle risposte emotive, comprese le abilità di attenzione e di cambiamento di prospettiva. La pratica della mindfulness può aiutare le persone a notare emozioni e schemi di preoccupazione o ruminazione, anziché reagire automaticamente.

Nelle sedute successive si utilizzano le abilità di regolazione durante esercizi di esposizione programmati, sia durante le sedute sia tra una seduta e l’altra, che coinvolgono situazioni significative che possono essere percepite come al tempo stesso gratificanti e minacciose. Le sedute finali consolidano quanto appreso e preparano alla conclusione del trattamento.

La regolazione emotiva è un’abilità utile, ma alcune persone incontrano difficoltà persistenti nell’applicarla nella vita quotidiana. La disregolazione emotiva può causare sofferenza e interferire con il funzionamento quotidiano; una valutazione può aiutare a individuare il sostegno appropriato.

Nel Regno Unito, un medico di medicina generale o un professionista della salute mentale può aiutare ad accedere a cure appropriate. THE BALANCE descrive trattamenti residenziali a Maiorca e Zurigo e un ritiro dedicato alla salute mentale condotto da terapeuti a Londra. L’appropriatezza del percorso e i ruoli professionali sono valutati individualmente. L’ospitalità in una struttura residenziale non equivale a un ospedale psichiatrico per acuti o a un servizio di emergenza, e nessun programma può garantire la stabilità emotiva.

Per richieste non urgenti, contatti il team ammissioni per discutere dei servizi disponibili e dei passi successivi nella valutazione dell’appropriatezza del percorso per lei o per una persona cara. Le richieste di informazioni sull’ammissione non sostituiscono una valutazione clinica o l’assistenza di emergenza. 

Risorse

Domande

Domande frequenti

Che cosa significa disregolazione?
In questo contesto, disregolazione significa difficoltà nel gestire le risposte emotive, comprese la loro intensità, durata o espressione. Può comportare il sentirsi sopraffatti, la difficoltà a calmarsi o l’agire impulsivamente quando si è in uno stato di disagio. Le emozioni forti possono essere accompagnate da sensazioni corporee, ma la disregolazione emotiva non comporta necessariamente panico, depressione o una scarica di adrenalina.
Quali sono i sintomi della disregolazione emotiva nei bambini?
I bambini possono manifestare scoppi emotivi frequenti o intensi, irritabilità, frustrazione o difficoltà a calmarsi. L’interpretazione dipende dall’età, dallo sviluppo, dalle circostanze e dal funzionamento del bambino. Le modalità educative e l’ambiente familiare possono influenzare lo sviluppo emotivo, ma queste difficoltà non devono essere attribuite esclusivamente a disturbi mentali dei genitori. È opportuno richiedere una valutazione se i sintomi persistono, causano sofferenza o interferiscono con la vita domestica, scolastica o con le amicizie. Il disturbo da disregolazione dell’umore dirompente è una diagnosi specifica dell’età evolutiva, non un’altra denominazione di ogni forma di disregolazione emotiva.
La disregolazione emotiva è associata ad altri disturbi?
La disregolazione emotiva è una difficoltà che può presentarsi in diverse condizioni, tra cui il disturbo borderline di personalità (BPD), il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), i disturbi d’ansia e dell’umore. Il disturbo bipolare è distinto dal BPD, e né il disturbo bipolare né l’ADHD sono disturbi di personalità. Possono inoltre coesistere disturbi da uso di sostanze. In questo contesto, la doppia diagnosi indica solitamente la presenza di una condizione di salute mentale insieme a un disturbo da uso di sostanze; l’autolesionismo è un comportamento, non costituisce di per sé una seconda diagnosi. La valutazione dovrebbe considerare l’intero quadro clinico, anziché dedurre una diagnosi dalla sola intensità emotiva.
Qual è la prognosi della disregolazione emotiva?
Difficoltà occasionali nel gestire le emozioni possono verificarsi anche in assenza di un disturbo mentale. Nel caso di disregolazione emotiva persistente, la prognosi dipende dalla condizione sottostante, dalla gravità, dalle circostanze, dal sostegno disponibile e dalla risposta al trattamento. Il trattamento psicologico può aiutare alcune persone a sviluppare abilità di regolazione e a migliorare il funzionamento quotidiano, ma il miglioramento varia e può richiedere cure continuative.
Il trattamento dovrebbe rispondere ai bisogni della persona individuati attraverso la valutazione. Un trattamento focalizzato sul trauma è appropriato solo quando indicato, non semplicemente perché è presente disregolazione emotiva. Le evidenze relative al disturbo borderline di personalità suggeriscono benefici dalle terapie psicologiche strutturate, ma il grado di certezza varia a seconda degli esiti e nessun singolo approccio o arco temporale garantisce la guarigione.
La disregolazione emotiva coincide con il BPD?
No. La difficoltà a regolare le emozioni è una caratteristica importante del disturbo borderline di personalità (BPD), ma il BPD comprende un quadro più ampio di sintomi valutati da un professionista qualificato della salute mentale. Le manifestazioni variano e non tutte le persone presentano ogni sintomo. La disregolazione emotiva si verifica anche al di fuori del BPD e non consente, da sola, di formulare questa diagnosi.
Cosa comprende
01

Contesto clinico

Informazioni chiare nel contesto di quadri complessi e concomitanti.

02

Fattori individuali

La valutazione resta essenziale, poiché esigenze e rischi variano da persona a persona.

03

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