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Come lo stress influisce sul corpo

Scopri come lo stress cronico influisce sul corpo e quale relazione esiste tra stress lavorativo e burnout.

Revisionato clinicamente daDr. Sarah Boss, MD
Residenza in pietra con piscina, prato e palme

Lo stress può influire sia sulla salute mentale sia su quella fisica. In Gran Bretagna, l’Health and Safety Executive ha stimato che nel 2022/23 siano stati persi 17,1 milioni di giornate lavorative a causa di stress, ansia e depressione legati al lavoro. Questa stima, riferita a un periodo passato, non rappresenta un dato annuo mondiale. Un certo livello di stress è normale, ma uno stress persistente che interferisce con la vita quotidiana merita attenzione. Quando lo stress diventa cronico e mancano modalità salutari per gestirlo, possono iniziare a manifestarsi dei problemi. In questo articolo esaminiamo i meccanismi scientifici dello stress, i suoi effetti sul corpo e l’approccio allo stress presso THE BALANCE, dove la dott.ssa Indhira Ghyssaert lavora come medico di famiglia e nutrizionista a Maiorca.

Lo stress è la risposta dell’organismo a una richiesta o a una minaccia. Quando si percepisce una situazione come impegnativa o pericolosa, l’organismo va incontro a una serie di cambiamenti biochimici e fisiologici, noti come risposta allo stress. La prima fase di questo processo si verifica quando l’amigdala, l’area del cervello responsabile dell’elaborazione delle emozioni, rileva la minaccia e invia un segnale di allarme all’ipotalamo. Questa parte del cervello funge da centro di comando e comunica con il resto dell’organismo attraverso il sistema nervoso autonomo.

Quando si verifica un evento stressante, il sistema nervoso simpatico contribuisce ad attivare la risposta di attacco o fuga, che comprende il rilascio di adrenalina e noradrenalina dalla midollare del surrene. Il rilascio di cortisolo segue una via distinta: l’ipotalamo invia un segnale all’ipofisi, il cui ormone ACTH stimola la corteccia surrenale. Questo sistema è chiamato asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA). Nel loro insieme, queste risposte aumentano lo stato di allerta e la disponibilità di energia. Lo stress cronico può contribuire a problemi che coinvolgono il sistema cardiovascolare, l’apparato digerente, il sistema muscolare e il sistema immunitario.

La dott.ssa Indhira Ghyssaert, medico di famiglia e nutrizionista presso THE BALANCE a Maiorca, contribuisce alla valutazione dei quadri clinici correlati allo stress. I sintomi fisici associati allo stress e al burnout possono comprendere mal di testa, tensione muscolare, difficoltà a dormire e disturbi gastrici. Lo stress può peggiorare i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile, ma la presenza di questi sintomi non ne dimostra la causa. Carenze nutrizionali, valori ormonali alterati, infiammazione del fegato e gastrite richiedono una valutazione medica e non devono essere attribuiti esclusivamente allo stress.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) descrive il burnout come un fenomeno occupazionale derivante da stress cronico sul luogo di lavoro che non è stato gestito con successo. Le sue tre dimensioni sono esaurimento o riduzione delle energie, maggiore distacco dal proprio lavoro o cinismo nei suoi confronti e ridotta efficacia professionale. Non si tratta di fasi sequenziali. L’OMS non classifica il burnout come una condizione medica e limita l’uso del termine al contesto lavorativo.

L’esaurimento legato al lavoro e la ridotta capacità di svolgere le proprie attività meritano attenzione, ma non bisogna presumere che ogni forma di stress o stanchezza persistente sia burnout. Anche depressione, ansia, problemi del sonno e malattie fisiche possono richiedere una valutazione. È opportuno rivolgersi a un professionista se lo stress è difficile da gestire, compromette le attività quotidiane o persiste nonostante le misure adottate per prendersi cura di sé. Oltre alle strategie individuali per affrontare lo stress, è importante considerare le pressioni sul luogo di lavoro e il sostegno disponibile.

Presso THE BALANCE, la valutazione prende in considerazione sintomi, salute fisica, alimentazione, farmaci, storia personale e pressioni quotidiane. Gli ulteriori accertamenti vengono scelti in base alle necessità cliniche, senza presumere che tutti abbiano bisogno di analisi del microbioma o di integratori. L’espressione «ripristino biochimico» non deve essere intesa come un trattamento di comprovata efficacia per lo stress. Alcuni studi di piccole dimensioni suggeriscono che determinate preparazioni a base di ashwagandha possano ridurre lo stress, ma non dimostrano un miglioramento nell’elaborazione delle informazioni o delle emozioni.  L’ashwagandha può causare sonnolenza e disturbi gastrici ed è stata raramente associata a danni al fegato; la sicurezza a lungo termine è incerta. Va evitata durante la gravidanza e l’allattamento. Non è raccomandata per le persone con disturbi della tiroide o malattie autoimmuni, né prima di un intervento chirurgico, e può interagire con medicinali, tra cui immunosoppressori, sedativi, anticonvulsivanti, ormoni tiroidei e farmaci per la pressione arteriosa o il diabete. Le persone con tumore della prostata ormonosensibile devono evitare l’ashwagandha. Prima di utilizzare qualsiasi integratore, è opportuno parlarne con un professionista sanitario qualificato.

THE BALANCE descrive un’assistenza multidisciplinare coordinata, con professionisti e approcci di supporto selezionati in base alla valutazione e al piano di trattamento della singola persona. Non tutte le persone assistite vengono seguite da professionisti di ogni disciplina. L’assistenza può comprendere psicoterapia, valutazione medica o psichiatrica, supporto nutrizionale e attività motorie o di consapevolezza appropriate. Queste descrizioni dei servizi non dimostrano che il programma individui o tratti un’unica causa alla base dei sintomi fisici.

Sebbene la risposta allo stress sia essenziale per la sopravvivenza, lo stress cronico può causare problemi di salute significativi. Può influire sul sistema cardiovascolare, sull’apparato digerente, sul sistema muscolare e su quello immunitario. Lo stress lavorativo cronico non gestito con successo può contribuire al burnout, ma il burnout non è una conseguenza inevitabile dello stress. È importante affrontare sia i sintomi sia le pressioni persistenti e consultare un medico in presenza di sintomi persistenti, nuovi o insoliti, anziché presumere che siano legati allo stress. Se ci si è fatti gravemente del male o non si riesce a garantire la propria sicurezza, occorre richiedere assistenza di emergenza. THE BALANCE descrive un approccio individualizzato alla valutazione, alla pianificazione del trattamento e al sostegno continuativo; gli esiti variano.

Risorse

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Contesto clinico

Informazioni chiare nel contesto di quadri complessi e concomitanti.

02

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La valutazione resta essenziale, poiché esigenze e rischi variano da persona a persona.

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