La valeriana (Valeriana officinalis) è utilizzata nei medicinali a base di erbe per lievi stati di tensione nervosa e problemi del sonno. Si utilizzano le radici e i rizomi. Benefici, dosaggio e rischi variano a seconda della preparazione; l’origine vegetale non garantisce né efficacia né sicurezza. Questa panoramica spiega quali affermazioni sono supportate dalle evidenze e quando è necessario il parere medico.
La valeriana comune, il cui nome botanico è Valeriana officinalis, è una pianta da fiore originaria dell’Europa e di alcune parti dell’Asia, che cresce anche in Nord America. Il più ampio genere Valeriana comprende molte specie diverse. La valeriana ha una lunga storia di uso medicinale che risale all’antica Grecia e a Roma. Le preparazioni comprendono tisane, compresse, gocce e altri liquidi per uso orale.
Alcune preparazioni a base di radice di valeriana sono utilizzate per lievi stati di tensione nervosa e disturbi del sonno. I risultati per i problemi del sonno sono tuttavia incoerenti; non tutte le tisane, gli estratti o i prodotti combinati sono stati studiati con lo stesso rigore. Un effetto può svilupparsi gradualmente, ma non è né garantito dopo esattamente 14 giorni né costituisce un motivo per aumentare la dose. La valeriana non sostituisce il trattamento dell’ipertensione arteriosa. Sono possibili stanchezza, reazioni più lente e altri effetti collaterali. Fonte: NCCIH, Valerian.
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L’Agenzia europea per i medicinali distingue tra alcuni estratti etanolici secchi il cui utilizzo è supportato da studi clinici e altre preparazioni il cui uso si basa su una lunga tradizione. Ciò non stabilisce l’efficacia di integratori alimentari qualsiasi o per ogni forma di insonnia. L’esatto contributo dei singoli costituenti agli effetti nell’uomo non è pienamente compreso. I soli risultati di laboratorio non stabiliscono un trattamento per malattie mentali o fisiche. Fonte: EMA, Valerianae radix.
Gli effetti collaterali sono possibili anche con i medicinali a base di erbe. La loro frequenza e natura dipendono dalla preparazione specifica. Segua il foglietto illustrativo e faccia valutare i sintomi.
Gli effetti segnalati includono mal di testa, disturbi di stomaco, nausea, crampi addominali, sonnolenza, irrequietezza e sogni vividi. Non tutte le persone manifestano questi sintomi; la loro frequenza non è nota in modo affidabile per ogni preparazione. Eviti di guidare se la sua attenzione è compromessa. Problemi renali o altri nuovi sintomi non devono essere autodiagnosticati sulla base di un elenco generale di effetti collaterali. Fonte: NCCIH.
Non associ la valeriana ad alcol o ad altre sostanze sedative di propria iniziativa. Chieda a un farmacista o a un medico di verificare possibili interazioni; non interrompa di propria iniziativa i medicinali prescritti per farlo. La sicurezza a lungo termine non è sufficientemente compresa. Durate di studio di diverse settimane non costituiscono una durata massima generale per ogni preparazione. Il foglietto illustrativo e il suo piano terapeutico individuale sono importanti. Problemi del sonno persistenti o in peggioramento richiedono una valutazione medica. Fonte: NCCIH.
I sintomi dopo un sovradosaggio o i segni di una reazione allergica devono essere presi sul serio. Chiami i servizi di emergenza in caso di difficoltà respiratorie o alterazione dello stato di coscienza: 112 in Europa o il numero di emergenza locale. Contatti un centro antiveleni o un professionista sanitario per consigli su un possibile sovradosaggio.
Valeriana ed effetti collaterali a carico del fegato
Molto raramente sono state segnalate lesioni epatiche in relazione alla valeriana, spesso con il coinvolgimento di prodotti contenenti diversi ingredienti vegetali. Ciò non stabilisce un danno epatico inevitabile né un aumento fisso dei risultati degli esami del sangue per la funzionalità epatica. Gli effetti a lungo termine sul fegato non sono sufficientemente noti. Se la pelle o gli occhi diventano gialli, l’urina diventa scura o compaiono altri nuovi sintomi, non continui ad assumere la preparazione senza consiglio; chieda tempestivamente assistenza medica. Fonte: NCCIH, Valerian Safety.
La valeriana non dovrebbe essere descritta categoricamente come priva di rischi di dipendenza o astinenza. Dopo un uso prolungato seguito da sospensione improvvisa sono stati segnalati irrequietezza, irritabilità e problemi del sonno. Ciò non significa che i suoi rischi siano gli stessi delle benzodiazepine; le evidenze affidabili sull’uso a lungo termine rimangono limitate. Discuta l’uso più prolungato e la sospensione con un professionista sanitario. L’autotrattamento non è adatto ai bambini né durante la gravidanza o l’allattamento. Fonte: NCCIH.
La disponibilità senza prescrizione non significa che l’uso a lungo termine senza valutazione sia consigliabile. Annoti quale prodotto utilizza e se migliora effettivamente il suo sonno. La mancanza di beneficio, la stanchezza diurna o i sintomi alla sospensione richiedono un riesame con un medico o un farmacista. Aumentare la dose di propria iniziativa non è una soluzione appropriata.
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Anche con una preparazione a base di erbe, non aumenti la dose senza consiglio. Un effetto che diminuisce, il desiderio di assumerla più spesso o i sintomi alla sospensione sono motivi per riesaminarne l’uso. Queste osservazioni da sole non stabiliscono un disturbo da dipendenza. L’insonnia persistente richiede una valutazione delle possibili cause e delle opzioni di trattamento appropriate, anziché un aumento continuo dell’assunzione.
Una dose più elevata non è automaticamente innocua. L’Agenzia europea per i medicinali descrive i sintomi dopo un sovradosaggio. Chieda consiglio medico se si sospetta un sovradosaggio. I possibili sintomi comprendono:
- Problemi gastrointestinali quali diarrea, vomito e nausea
- Non guidi se l’assunzione della preparazione le provoca sonnolenza
Un effetto può svilupparsi gradualmente. Un effetto ritardato non è un motivo per superare la dose raccomandata. Se i sintomi persistono o peggiorano, parli con un medico o un farmacista.
Eviti di associare la valeriana all’alcol. Sono possibili maggiore stanchezza e reazioni più lente; l’assenza di sintomi in un’occasione precedente non stabilisce una tolleranza sicura. Anche altre sostanze sedative devono essere considerate nella verifica delle interazioni. Non guidi in caso di sonnolenza o se la sua attenzione è compromessa. Chiami immediatamente i servizi di emergenza in caso di difficoltà respiratorie, perdita di coscienza o convulsioni: 112 in Europa o il numero di emergenza locale. Fonte: NCCIH.


