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Attacchi di panico: cinque consigli per affrontarli

Vivere un attacco di panico può essere un’esperienza profondamente destabilizzante, caratterizzata dall’insorgenza improvvisa di paura intensa o disagio. Sappiamo che questi momenti di ansia travolgente possono colpire chiunque, comprese le persone con elevate disponibilità…

Revisionato clinicamente daDr. Sarah Boss, MD
Residenza in pietra con piscina, prato e palme

Vivere un attacco di panico può essere un’esperienza profondamente destabilizzante, caratterizzata dall’insorgenza improvvisa di paura intensa o disagio. Sappiamo che questi momenti di ansia travolgente possono colpire chiunque, comprese le persone con elevate disponibilità economiche. Uno studio statunitense del 2006, condotto nell’ambito della National Comorbidity Survey Replication, ha rilevato che il 22,7% degli adulti aveva avuto attacchi di panico senza soddisfare i criteri per il disturbo di panico o l’agorafobia; si trattava di un sottogruppo, non della prevalenza complessiva degli attacchi di panico nell’arco della vita. Di fronte a numeri così elevati, è importante capire che cosa possiamo fare sul momento se ne stiamo vivendo uno, o che cosa dire a una persona cara che lo sta affrontando. Abbiamo parlato con la nostra responsabile della psicoterapia, Gita Chaudhuri, per approfondire che cosa sono gli attacchi di panico, il suo approccio psicoterapeutico e cinque consigli concreti per affrontarli sul momento.

Un attacco di panico è un rapido aumento della paura che raggiunge il picco nel giro di pochi minuti ed è accompagnato da sintomi fisici come battito cardiaco accelerato, sudorazione, tremori o persino sensazioni di soffocamento. Questi sintomi sono comprensibilmente spaventosi e possono portare a una sensazione di distacco dalla realtà. Gli attacchi di panico in sé non mettono in pericolo la vita, ma sintomi simili possono avere cause mediche. Richieda una valutazione medica in occasione di un primo episodio o in presenza di sintomi nuovi, diversi o inspiegati; non dia per scontato che si tratti di panico. Richieda assistenza medica d’emergenza in caso di dolore o fastidio al petto intenso o persistente; dolore al petto che si irradia alle braccia, al collo, alla mandibola o alla schiena, oppure associato a sudorazione, nausea o affanno; grave difficoltà respiratoria; o svenimento con ripresa incompleta o dolore al petto. Qualsiasi svenimento inspiegato richiede una valutazione. Gli attacchi di panico possono verificarsi senza un chiaro fattore scatenante o pensieri precedenti identificabili, anche durante il sonno. Una volta che una valutazione ha ricondotto i sintomi al panico, riconoscerne l’andamento e reagire senza giudicarsi può essere utile.

Per una persona con elevate disponibilità economiche e una carriera di grande visibilità o particolarmente impegnativa, la pressione fa parte della quotidianità. Quando si ricopre una posizione di potere, è normale voler esercitare un controllo sulle situazioni. Il problema, naturalmente, è che molte cose sfuggono al nostro controllo. Non è raro che chi si trova in una posizione di questo tipo sperimenti uno stato di panico. Un attacco di panico non significa necessariamente avere un altro disturbo. Attacchi inattesi e ricorrenti, preoccupazione persistente per ulteriori attacchi o comportamenti di evitamento richiedono una valutazione per il disturbo di panico e altre possibili cause.

La psicoterapia comprende molti approcci. I termini top-down e bottom-up sono talvolta utilizzati per descrivere un’attenzione prevalente ai pensieri e alle convinzioni oppure alle sensazioni corporee, ma non costituiscono una classificazione esaustiva. Un trattamento per il disturbo di panico sostenuto da evidenze scientifiche è la terapia cognitivo-comportamentale, o CBT, che interviene sui pensieri, sui comportamenti e sulle risposte alle sensazioni corporee. Il Somatic Experiencing è un approccio centrato sul corpo studiato nel disturbo da stress post-traumatico; tali ricerche non ne dimostrano la validità come trattamento del panico acuto, né provano che il trauma venga fisicamente immagazzinato e rilasciato. I consigli che seguono sono strategie facoltative per affrontare il disagio, non un percorso di psicoterapia né un sostituto della valutazione e del trattamento.

  1. Ancorarsi al presente
    L’ancoraggio al presente orienta l’attenzione verso l’ambiente che la circonda. Si sieda comodamente con i piedi a terra e noti il sostegno sotto di essi. Non è necessario togliersi le scarpe o colpirsi il petto. Se lo trova utile, ricordi a sé stesso che lei può fare un piccolo passo alla volta; non deve costringere le sensazioni a cessare.
  2. Coinvolgere i sensi
    Il panico coinvolge la risposta di attacco o fuga dell’organismo. Può provare a dirigere delicatamente l’attenzione verso una sensazione confortevole, come la consistenza o il peso di un cappotto o di una coperta che la avvolge. Non sono necessarie stimolazioni intense o dolorose. Non metta in bocca cubetti di ghiaccio o peperoncini piccanti come tecnica per gestire il panico.
  3. Respirare & contare
    Provi a respirare dolcemente e con regolarità, senza forzare respiri profondi né trattenere il respiro. Inspiri dal naso ed espiri dalla bocca, se le risulta confortevole. Contare lentamente durante ogni respiro può essere utile, ma segua un ritmo confortevole anziché un obiettivo prefissato. Una persona cara può contare insieme a lei, se lo trova rassicurante. Se l’esercizio aumenta le vertigini, la sensazione di mancanza d’aria o il disagio, si fermi e lasci che la respirazione torni al suo ritmo abituale.
  4. Provare un rilassamento muscolare delicato
    Il rilassamento muscolare progressivo consiste nel contrarre delicatamente e poi rilassare diversi gruppi muscolari. Se le risulta confortevole, provi a farlo da seduto, senza sforzarsi né trattenere il respiro, e noti la differenza tra tensione e rilassamento. Eviti le zone doloranti e si fermi se i sintomi peggiorano. Si tratta di una strategia di rilassamento facoltativa, non di un metodo di comprovata efficacia per interrompere un attacco di panico; non sono necessari esercizi impegnativi di mantenimento della posizione seduta contro una parete.
  5. Rispondere senza forzare 
    Se una valutazione ha ricondotto i sintomi al panico, provi a lasciare che le sensazioni passino, senza tentare di costringerle a cessare. Ricordi a sé stesso che l’episodio passerà, anche se nessun espediente mentale può garantire un sollievo immediato. Provocare deliberatamente le sensazioni corporee temute è un’altra cosa: può far parte di un lavoro di esposizione pianificato nell’ambito della CBT e va discusso con un terapeuta adeguatamente formato, anziché improvvisato durante un episodio inspiegato.

Un attacco di panico è un’esperienza travolgente, che può far sentire isolati, ma questo non significa doverla affrontare da soli. Queste strategie possono aiutare alcune persone a gestire il disagio, ma non sono tutte trattamenti di comprovata efficacia per il disturbo di panico e non possono garantire che un attacco si interrompa. Un attacco di panico isolato non indica necessariamente la presenza di un altro disturbo. Richieda una valutazione professionale se gli attacchi si ripetono, causano una preoccupazione persistente o la portano a evitare le attività quotidiane; le cure basate sulle evidenze comprendono la CBT e, quando appropriato, farmaci prescritti. Non deve però soffrire in solitudine. Il supporto professionale può offrirle ulteriori strumenti di questo tipo e aiutarla a capire perché questi episodi si manifestano. THE BALANCE HealthCare Group offre programmi multidisciplinari personalizzati per persone con elevate disponibilità economiche che affrontano difficoltà legate alla salute mentale o desiderano imparare a condurre una vita più equilibrata. Ci auguriamo che queste tecniche possano rappresentare i primi passi verso una maggiore lucidità mentale e fiducia in sé.

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